India: nuova ondata di coronavirus minaccia la ripresa economica

Pubblicato il 15 aprile 2021 alle 11:38 in Asia India

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L’India ha toccato un nuovo picco di contagi di coronavirus, il 14 aprile, con 184.372 casi giornalieri individuati. La nuova ondata di diffusione della pandemia potrebbe avere gravi ripercussioni sull’economia del Paese proprio mentre stava mostrando i primi segnali di ripresa, come evidenziato da un’analisi proposta da The Diplomat.

Secondo il Ministero della Salute indiano, al 14 aprile, il totale dei casi di coronavirus registrati in India dall’inizio della pandemia è stato di 13.873.825. Nonostante la recente crescita dei contagi, il governo indiano non ha adottato un piano di lockdown nazionale, come confermato dalla ministra delle Finanze, Nirmala Sitharaman, il 13 aprile. In tale data, parlando al presidente della Banca Mondiale, David Malpass, la ministra indiana ha affermato che Nuova Delhi ha adottato cinque strategie per la prevenzione e il controllo, ovvero i test, il tracciamento, le cure, i vaccini e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Grandi città quali Nuova Delhi e Mumbai sono poi tornate ad imporre il coprifuoco dalle 22:00 alle 06:00 e Stati indiani come Maharashtra hanno imposto limiti ai viaggi, alle riunioni di persone e all’apertura dei locali.

Alla luce di tale quadro, l’economia indiana potrebbe andare incontro a gravi rischi in quanto la nuova ondata di contagi potrebbe interrompere la ripresa registrata a conclusione dell’ultimo anno fiscale 2020-2021, terminato lo scorso 31 marzo. In tale periodo, l’attività economica indiana ha subito l’impatto di un lockdown nazionale annunciato nel mese di marzo 2020 e che è stato allentato nella seconda metà dell’anno fiscale appena concluso. Il PIL indiano ha subito una contrazione annua del 16% nei mesi da aprile a settembre 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale 2019-20, per poi registrare una ripresa dello 0,4% anno su anno da gennaio a marzo 2021.

Da un lato, il fondo Monetario Internazionale (IMF) ha stimato una crescita del PIL indiano del 12,5 % per l’anno fiscale 2021-22, mentre, la Reserve Bank of India, la banca centrale indiana, ha stimato un dato del 10,5%, mantenendo le politiche monetarie del Paese invariate.

Secondo The Diplomat, i parametri negativi da considerare per fare previsioni sull’economia indiana sarebbero almeno quattro. Innanzitutto, Stati quali Maharashtra, Madhya Pradesh, Punjab, e Chhattisgar che stanno assistendo al maggior aumento di contagi rappresentano il 30% dell’economia nazionale, quindi l’adozione di misure di contenimento in tali aree potrebbe avere impatto negativo sull’attività economica nel primo trimestre del nuovo anno fiscale. In secondo luogo, nonostante vi sia stata una ripresa economica, alla luce di più fattori è emerso che questa non sia stata omogenea, evidenziando grandi discrepanze tra comparti economici diversi. In terzo luogo, anche all’interno del settore manifatturiero, uno tra i più importanti, la ripresa non è stata omogenea a livello di diversi ambiti produttivi. Infine, il governo indiano ha poco spazio fiscale per attuare programmi di sostegno massicci.

Tra i segnali positivi per l’economia indiana, invece, The Diplomat ha sottolineato innanzitutto un’accelerazione nel piano di vaccinazione indiano. Al momento, il Paese ha inoculato la prima dose di vaccino a 100 milioni di persone, corrispondenti al 7% della popolazione, mentre sono state 13 milioni le persone che hanno completato la vaccinazione, quindi l’1% degli oltre 1,3 miliardi di indiani. Altro fattore positivo è poi la crescita del settore agricolo e della domanda, insieme alla ripresa della crescita globale.

In ogni caso, per The Diplomat, qualsiasi stima futura sulla crescita dell’economia indiana andrà valutata tenendo in considerazione una bassa base di riferimento fornita dai dati del 2020.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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