Grecia e Libia accettano di discutere della demarcazione dei confini marittimi

Pubblicato il 14 aprile 2021 alle 18:39 in Grecia Libia

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Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha dichiarato che Atene terrà presto colloqui con la Libia per discutere della delimitazione delle rispettive zone marittime nelle contestate acque del Mediterraneo. Lo ha annunciato Mitsotakis dopo aver incontrato il presidente del Consiglio presidenziale libico, Mohamed al-Menfi.

Il premier greco ha sottolineato che i due leader “hanno concordato la ripresa immediata dei colloqui sulla delimitazione delle zone marittime”, secondo quanto si apprende da un comunicato sull’incontro. Mitsotakis ha dunque spiegato che Atene mira a ripristinare le relazioni con la Libia, dopo un periodo di gelo acuitosi quando il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli ha firmato un accordo sui confini marittimi con la Turchia, storica rivale della Grecia, il 27 novembre 2019. L’intesa è stata poi rinnovata qualche giorno fa, il 12 aprile, durante la visita del premier libico Abdul Hamid Dbeibah in Turchia, dove si è recato a capo di una delegazione composta da 14 ministri e alti funzionari governativi, su invito del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il tour ad Ankara del primo ministro ad interim della Libia è stato il primo dalla sua nomina a capo del governo di unità nazionale. In una conferenza stampa congiunta, tenutasi al margine dei colloqui, Dbeibah ed Erdogan hanno ribadito il significato e gli interessi comuni alla base dell’intesa raggiunta il 27 novembre di due anni fa e relativa alla cooperazione Tripoli-Ankara nell’ambito della difesa e alla delimitazione dei confini marittimi. Soprattutto quest’ultimo punto è stato più volte oggetto di controversie, che hanno visto protagoniste, tra gli altri, Grecia e Cipro. 

L’accordo turco-libico sui confini marittimi, firmato dal Governo di Accordo Nazionale di Tripoli (GNA) e dalla Turchia, riguarda la demarcazione dei confini marittimi tra i due Paesi e la definizione delle rispettive zone economiche esclusive vicino alle acque dell’isola di Creta, rivendicate dalla Grecia. L’intesa aveva spinto il governo ellenico ad espellere l’ambasciatore di Tripoli ad Atene e aveva inasprito i rapporti, già complicati, tra Atene e Ankara.

Mitsotakis era stato a Tripoli il 6 aprile. In tale occasione, era stata annunciata la riapertura, dopo 6 anni, dell’ambasciata greca in Libia, la normalizzazione delle relazioni bilaterali, il rafforzamento della cooperazione in campo economico, energetico, edile, sanitario e del trasporto marittimo. Anche la Francia e Malta hanno riaperto le loro ambasciate a Tripoli e un numero crescente di funzionari europei ha visitato la Libia, dopo l’instaurazione del nuovo governo di unità, insediatosi il 16 marzo e presieduto dal primo ministro Dbeibah, incaricato di guidare il Paese alle elezioni di dicembre.  

Di recente, la Turchia e la Grecia stanno cercando di risolvere alcune divergenze, soprattutto in riferimento ai reciproci diritti di sfruttamento energetico nel Mediterraneo orientale e alle posizioni contrastanti sulla divisione dei confini marittimi. Nel tentativo di approfondire il dialogo con il governo turco, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, si è recato ad Ankara, mercoledì 14 aprile, per una visita ufficiale che molti sperano possa rappresentare una possibile svolta nelle relazioni greco-turche. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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