Cina: aggiunte sei aree di sperimentazione della moneta digitale

Pubblicato il 14 aprile 2021 alle 16:55 in Asia Cina

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La Banca centrale della Cina, ovvero la Banca del Popolo, ha rivelato, il 12 aprile, che la Cina ha aggiunto sei nuove aree di sperimentazione della moneta digitale cinese, ufficialmente detta Digital Currency Electronic Payment (DCEP), entro il mese di ottobre 2020, in vista dei giochi olimpici invernali di Pechino 2022.

Le sei aree in questione saranno la città metropolitana di Shanghai, la provincia di Hainan e le città di Changsha, Xi’an, Qingdao e Dalian, come annunciato dal direttore dell’ufficio per le politiche macroprudenziali della Banca del Popolo, Li Bin. Quest’ultimo ha dichiarato che l’obiettivo è quello di ampliare la quantità di zone di sperimentazione in modo ordinato e di aumentare gradualmente l’utilizzo del DCEP.

Al momento, le operazioni di sistema sarebbero stabili e ancora limitate in termini di partecipazione della popolazione e di volume e valore delle transazioni. I DCEP possono essere utilizzati in determinati negozi e uffici di servizi del governo per pagare bollette, cibo da asporto, trasporti e shopping. Le transazioni inoltre avverrebbero solamente tra gli utenti e i commercianti che sono stati invitati a partecipare al progetto. Li ha quindi aggiunto che la Banca del Popolo ottimizzerà i progetti piloti prima del lancio del DCEP, per il quale non è stata ancora fissata una data.

La Cina potrebbe diventare il primo Paese al mondo ad emettere una moneta digitale sovrana. Nel 2017, il Paese aveva lanciato un istituto di ricerca per studiare gli aspetti tecnici della valuta digitale e per sviluppare un piano di sviluppo. Nel 2019, poi sono state avviate le prime sperimentazioni nelle città di Shenzhen, Suzhou, Xiong’an e Chengdu. Da allora, la Banca del Popolo ha emesso circa 100 milioni di yuan, corrispondenti a 15,2 milioni di dollari, di DCEP nella forma di “buste rosse” virtuali, un omaggio ai tradizionali contenitori per regalare denaro usati in Cina.

La Cina ha di recente accelerato i programmi per la propria valuta digitale. Il DCEP fa parte del più ampio piano cinese per operare una transizione verso una società senza denaro contante. Diversamente dal bitcoin e da altre valute digitali, il DCEP è rilasciato e sostenuto dalla Banca centrale della Cina ed è stato ideato come versione digitale dello yuan. Per molti, esso contribuirà anche all’internazionalizzazione della valuta cinese. Sebbene non vi sia una scadenza posta per il lancio ufficiale del DCEP, la Cina lo ha sperimentato con diversi progetti pilota. Secondo l’ex governatore della Banca del popolo della Cina, Zhou Xiaochuan, uno tra i maggiori vantaggi della valuta digitale sarebbe rappresentato dal fatto che la transazione e la conversione di valuta avverrebbero nello stesso momento.

La Cina ha altresì sperimentato l’utilizzo transfrontaliero del DCEP unendosi, ad esempio, al “Progetto di ricerca multilaterale di connessione tra banche centrali per la valuta digitale”, il 24 febbraio scorso. All’iniziativa stanno partecipando l’Autorità monetaria di Hong Kong, la Banca centrale della Thailandia, la Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti (UAE) e la Banca del popolo della Cina. Quest’ultimo aspetto potrebbe essere impiegato come un modo per sfidare il dominio del dollaro statunitense nei pagamenti internazionali.

Intanto, anche la Baca del Giappone ha affermato di aver iniziato un programma di test della propria valuta digitale e negli USA i membri del Congresso avrebbero dimostrato interesse per l’argomento chiedendo informazioni a riguardo al presidente della US Federal Reserve, Jerome Powel, e alla segretaria al Tesoro, Janet Yellen. Gran parte dei Paesi del G20 stanno valutando, sviluppando o testando valute digitali e Paesi come la Svezia, la Norvegia, la Svizzera e la Cambogia hanno dichiarato stanno prendendo in considerazione tale possibilità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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