Algeria: il difficile cammino verso la diversificazione economica

Pubblicato il 14 aprile 2021 alle 18:14 in Africa Algeria

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L’Algeria sta provando a diversificare il proprio sistema economico e a risolvere la crisi provocata dal forte calo delle esportazioni di petrolio. Gli esperti, però, ritengono che vi siano diverse sfide da affrontare.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, queste sono da far risalire al deficit permanente nella bilancia dei pagamenti, alla debolezza del tessuto industriale, nonché a questioni burocratiche. È stato il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ad annunciare un nuovo piano che mira a sviluppare i settori non petroliferi del Paese Nord-africano, al fine di rendere l’Algeria sempre più indipendente dalle entrate di gas e petrolio, le quali rappresentano il 93% dei guadagni in valuta estera. In particolare, obiettivo di Tebboune è raggiungere i 5 miliardi di dollari in esportazioni al di fuori del settore energetico tradizionale. Nel 2020, le esportazioni non petrolifere in Algeria hanno raggiunto quota 2,26 miliardi di dollari, una cifra lontana dai 23 miliardi derivanti dalle esportazioni di idrocarburi. Inoltre, è stata registrata una diminuzione del 12,59% rispetto al 2019, quando la quota ammontava a 2,58 miliardi di dollari.

Il piano di Tebboune, incentrato su tre assi principali, mira soprattutto a rilanciare l’economia di Algeri attraverso una serie di riforme, tra cui la revisione del sistema fiscale, l’adozione di nuove regole per la governance di bilancio e la modernizzazione del sistema bancario. Il fine ultimo è favorire la ripresa del Paese, anch’esso colpito dalle conseguenze della pandemia di Covid-19 e dal calo dei prezzi di petrolio. Il presidente algerino intende, inoltre, sviluppare nuovi settori industriali, tra cui quello agroalimentare, elettronico, di elettrodomestici, meccanico e farmaceutico, mentre particolare attenzione verrà rivolta anche al settore minerario, attraverso lo sfruttamento di miniere di fosfato, oro, ferro e zinco. Parallelamente, il piano mira a dare nuovo impulso al settore agricolo, con l’obiettivo di soddisfare i bisogni interni in termini di prodotti agricoli e animali entro il 2024,  intensificando le attività agricole anche nelle aree montuose del Nord e in quelle desertiche a Sud.

I governi algerini che si sono succeduti negli ultimi anni non sono riusciti a diversificare l’economia del Paese Nord-africano, considerato che le esportazioni dei settori non petroliferi non hanno mai superato i 3 miliardi di dollari. A tal proposito, riporta al-Arab, le ricchezze sotterranee rappresentano ancora il pilastro principale dei piani dell’esecutivo di Algeri. Ciò si è verificato anche con il premier in carica, Abdelaziz Djerad, sebbene questo avesse promesso “cambiamento e rinnovamento”, al fine di rispondere alle aspirazioni del movimento di mobilitazione popolare, il cosiddetto Hirak. Al contempo, però, l’esecutivo sta cercando di aumentare le riserve di petrolio e gas e, conseguentemente, la produttività del Paese, attraverso una nuova legge sugli idrocarburi che offre incentivi per gli investimenti stranieri.

Secondo alcuni esperti di economia, la cui opinione è stata riportata da al-Arab, è difficile determinare se il piano di Tebboune avrà o meno successo. Ad ogni modo, è necessario porre obiettivi e condizioni realistiche per garantirne una buona riuscita. Inoltre, è stato evidenziato come siano soltanto 5 gli esportatori che controllano il 73% delle vendite dell’Algeria all’estero, esclusi i settori di gas e petrolio, sebbene il Paese possa fare affidamento su 1.153 fonti diverse da idrocarburi. Tra le difficoltà che potrebbero ostacolare il percorso verso la diversificazione economica vi è la debolezza del tessuto industriale e del settore dei servizi, a cui si sono aggiunte le ripercussioni derivanti dalle restrizioni imposte con la pandemia di Coronavirus. Inoltre, i quadri legislativi e regolamentari relativi alle esportazioni includono norme che ostacolano le operazioni di esportazione, tra cui il recupero di valuta estera in cambio di vendite all’estero. Parallelamente, anche la debolezza dei mezzi logistici, dei trasporti e delle merci incide sullo sviluppo dei settori algerini al di fuori degli idrocarburi e sul loro orientamento all’export.

Pertanto, a detta degli esperti, Algeri deve tener conto delle diverse minacce e far sì che il proprio piano si ponga degli obiettivi realmente concretizzabili, considerando altresì le risorse umane a disposizione e un quadro burocratico più favorevole. Inoltre, è necessario attivare una supervisione periodica da parte dell’esecutivo. Ad ogni modo, secondo alcuni, i settori su cui Algeri potrebbe concentrarsi maggiormente sono l’agricoltura, l’industria e il turismo, considerati la chiave del successo per frenare un flusso eccessivo di importazioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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