Libia-Turchia: rinnovata l’intesa sui confini marittimi

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 8:38 in Libia Turchia

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Oltre ad aver concluso cinque nuovi accordi in otto ambiti differenti, tra cui la difesa, Libia e Turchia hanno rinnovato la controversa intesa, siglata il 27 novembre 2019, riguardante la delimitazione dei confini marittimi nel bacino del Mediterraneo.

Questo è quanto raggiunto il 12 aprile, a margine della prima giornata della visita del premier libico ad interim, Abdul Hamid Dbeibah, in Turchia, dove si è recato a capo di una delegazione composta da 14 ministri e alti funzionari governativi, su invito del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. La visita del premier libico, la prima dalla sua nomina a capo del governo di unità nazionale, è stata altresì occasione per tenere la prima riunione del Consiglio per la cooperazione strategica di alto livello libico-turco. In una conferenza stampa congiunta, tenutasi al margine dei colloqui, Dbeibah ed Erdogan hanno ribadito il significato e gli interessi comuni alla base dell’intesa raggiunta da Ankara e il precedente esecutivo tripolino, il 27 novembre 2019, relativa alla cooperazione tra i due Paesi nell’ambito della difesa e alla delimitazione dei confini marittimi. Soprattutto quest’ultimo punto è stato più volte oggetto di controversie, che hanno visto protagoniste, tra gli altri, Grecia e Cipro. Il capo di Stato turco, da parte sua, ha accettato di tenere una conferenza regionale, volta a promuovere il dialogo e la cooperazione tra i Paesi della regione del Mediterraneo orientale, in modo da preservare i diritti di ciascuno.

Nel frattempo, sono cinque i nuovi accordi che sono stati siglati dai delegati libici e turchi il 12 aprile, riguardanti otto ambiti, tra cui difesa, sanità, turismo, energia, istruzione, cultura, media e investimenti e finanziamenti reciproci. A tal proposito, Ankara si è impegnata a partecipare alle operazioni di ricostruzione in Libia e alla costruzione di quattro centrali elettriche. In particolare, Dbeibah ha affermato che le imprese turche svolgeranno un ruolo rilevante nei progetti di ricostruzione del Paese Nord-africano. Altri memorandum riguardano la creazione di una sala passeggeri all’interno dell’aeroporto internazionale di Tripoli e la costruzione di un centro commerciale nella capitale libica. Libia e Turchia hanno poi espresso il desiderio di incrementare il volume di scambio commerciale, raggiungendo i 5 miliardi di dollari, e di garantire il ritorno delle imprese turche, soprattutto private, nei territori libici. Non da ultimo, Ankara si è detta disposta a fornire alla Libia 150.000 dosi di vaccino anti-Covid e quanto necessario per limitare la diffusione e i danni provocati dalla pandemia.

Le due parti hanno inoltre affermato di voler continuare a rafforzare la cooperazione bilaterale, regionale e internazionale nella lotta contro “l’estremismo violento, tutte le forme e manifestazioni di separatismo, la criminalità organizzata transnazionale, il traffico di droga e di esseri umani, il riciclaggio di denaro, i crimini contro il patrimonio culturale e storico, la criminalità informatica, le campagne di disinformazione, il traffico di migranti e le diverse minacce alla sicurezza oltreconfine”.

Da un lato, il premier libico, oltre a esprimere l’apprezzamento del proprio Paese per l’impegno di Ankara nel favorire un cessate il fuoco e l’organizzazione delle elezioni di dicembre 2021, si è poi detto desideroso di ospitare il prossimo meeting del Consiglio di cooperazione strategica. Dall’altro lato, Erdogan ha evidenziato come il sostegno turco al governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), abbia contribuito a salvare Tripoli dal collasso, scongiurando ulteriori massacri e promuovendo il raggiungimento del cessate il fuoco. Per il presidente turco, coloro che hanno sostenuto il colpo di Stato in Libia hanno contribuito a tali massacri e le fosse comuni ritrovate a Tarhouna sono una prova dei crimini commessi nel corso del conflitto libico. La Turchia ha poi affermato che continuerà ad appoggiare il governo di unità nazionale libico, così come con i precedenti esecutivi legittimi. Il suo obiettivo, è stato specificato, è garantire sovranità e stabilità in Libia. Motivo per cui, la comunità internazionale è stata anch’essa esortata a sostenere la Libia nel suo cammino verso le elezioni legislative e presidenziali del 24 dicembre 2021.

Gli incontri del 12 aprile hanno poi visto partecipi i ministri degli Esteri di entrambi i Paesi, Mevlut Cavusoglu per la Turchia e Najla Al-Mangoush per la Libia, i quali hanno preso in esame le modalità per rafforzare i legami di cooperazione bilaterale tra Libia e Turchia. Cavusoglu, in particolare, ha espresso la determinazione del proprio Paese a rafforzare i propri rapporti con Tripoli e a sostenere il partner Nord-africano nella fase storica che attualmente vive.

Era stato il capo del Consiglio presidenziale ad interim, Mohammed al-Menfi, il primo a recarsi in Turchia, a Istanbul, il 26 marzo scorso, dove ha tenuto colloqui con il capo di Stato, Erdogan. La visita del premier Dbeibah, tuttavia, è giunta in un momento in cui sono diversi gli attori regionali e internazionali, tra cui le Nazioni Unite, che continuano a esortare Ankara a ritirare le proprie forze e i mercenari da essa inviati in Libia durante la guerra civile, in linea con quanto stabilito nell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. In tale quadro, risale al 22 dicembre 2020 l’approvazione da parte del Parlamento turco di una mozione che prevede l’estensione della missione delle forze di Ankara in Libia per altri 18 mesi, a partire dal 2 gennaio.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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