La Russia denuncia l’accordo sui paradisi fiscali con i Paesi Bassi

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 6:32 in Paesi Bassi Russia

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Il primo ministro della Federazione Russa, Mikhail Mishustin, ha firmato, lunedì 12 aprile, un decreto che denuncia l’accordo sulla doppia imposizione fiscale tra Russia e Paesi Bassi. Le autorità russe sono intenzionate a tassare il 15% sul reddito sotto forma di dividendi trasferiti su conti all’estero.

Il Ministero delle Finanze del Paese ha sottolineato che convenzioni analoghe sono già state sottoscritte con Cipro, Malta e Lussemburgo. Nonostante le trattative fossero già in corso con i Paesi Bassi, queste avevano raggiunto una fase di stallo. L’accordo che Mosca ha denunciato è stato sottoscritto il 16 dicembre 1996.

A partire dal 2020, la Russia ha avviato una politica di riforma degli accordi contro la doppia imposizione dopo un appello del presidente Vladimir Putin. Nello specifico, in un discorso del 25 marzo 2020, Putin ha attirato l’attenzione sull’ingiustizia della tassazione delle entrate di società provenienti da giurisdizioni offshore a tassi inferiori a quelli della Federazione. Per questo motivo, il capo di Stato ha incaricato il Governo di rivedere le convenzioni con tali nazioni e ha proposto di tassare il 15% del reddito sotto forma di dividendi e interessi trasferiti su conti all’estero, al fine di combattere i deflussi di capitali. Tali provvedimenti potrebbero creare situazioni molto sconvenienti per le imprese russe con centri finanziari nei Paesi coinvolti.

In precedenza, modifiche simili erano state già avanzate dal Ministero delle Finanze di Mosca con Cipro, Malta, Lussemburgo e Paesi Bassi. Per quanto riguarda Nicosia, il nuovo protocollo sulla doppia imposizione tra le due nazioni è stato firmato l’8 settembre 2020. La Federazione Russa ha rassicurato la Repubblica di Cipro che i cambiamenti sono misure puramente fiscali e che, in futuro, non ci sarà alcuna azione volta a porre fine al trattato. Le modifiche in questione riguardano il tasso di ritenuta fiscale (WHT) su dividendi e interessi, aumentato al 15%. Inoltre, Mosca e Nicosia hanno stabilito un regime preferenziale con un’aliquota di imposta non superiore al 5%, che viene applicato a investimenti istituzionali e a società pubbliche che detengono almeno il 15% delle loro quote in libera pratica. Infine, i cambiamenti non incidono su interessi pagati sui prestiti Eurobond, obbligazioni emesse da società russe, e prestiti erogati da banche estere, che mantengono il tasso allo 0%.

Con Malta, la Federazione Russa ha concluso un accordo di revisione del DTA il primo ottobre 2020. In base al protocollo, le principali varianti relative alla tassazione di interessi e dividendi sono uguali a quelle approvate con Cipro. Sebbene i cambiamenti siano principalmente volti a combattere l’evasione fiscale attraverso strutture di transito situate in giurisdizioni con trattamento fiscale favorevole, il nuovo regime avrà un impatto anche sulle aziende russe situate a Malta. Tuttavia, il Paese è meno utilizzato dalle compagnie di Mosca per le holding e le attività finanziarie e l’effetto di introdurre tali misure contro La Valletta sarà meno evidente.

Il Lussemburgo è stato il terzo a rinegoziare l’accordo contro la doppia imposizione con la Russia, il 6 novembre 2020, mentre i negoziati sono ancora in corso con i Paesi Bassi. Quest’ultima potrebbe rivelarsi una trattativa chiave alla luce della vasta rete di trattati fiscali bilaterali conclusi con tutto il mondo, che ha reso Amsterdam un hub centrale per le entità societarie, le quali vi spostano i propri utili. Diverse aziende di Mosca sono registrate nei Paesi Bassi, tra cui il gigante di internet Yandex, e il gruppo di vendita al dettaglio X5.

Nel complesso, la Russia ha stretto circa 100 accordi con altri Paesi per applicare un regime fiscale preferenziale. Un possibile metodo di trasferimento di capitali attraverso una di queste nazioni sarebbe quello di registrare una società fittizia da cui versare i contributi. È proprio seguendo tale dinamica che, durante il periodo della convenzione con Cipro, molte società russe hanno approfittato della giurisdizione dell’isola. Secondo le stime del Ministero delle Finanze, a causa di questa pratica più di 1,4 trilioni di rubli sono stati sottratti al bilancio dello Stato nel 2018 e oltre 1,9 trilioni nel 2019.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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