Italia-Egitto: dalle fregate multiruolo ai voli charter turistici

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 15:04 in Egitto Italia

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Mentre anche la seconda fregata di produzione italiana potrebbe presto giungere in Egitto, Roma e Il Cairo hanno esaminato le opportunità di cooperazione nel turismo, un settore particolarmente colpito dalla pandemia di Covid-19.

In particolare, il 12 aprile, l’ambasciatore italiano in Egitto, Giampaolo Cantini, è stato accolto dal ministro del Turismo e dell’Antichità egiziano, Khaled al-Anani, per discutere delle modalità di cooperazione in ambito turistico e archeologico. Una prima idea è quella di organizzare iniziative congiunte in occasione del 40esimo anniversario della “missione di salvataggio” condotta dall’UNESCO presso il tempio di Philae, ritenuto essere tra quelli meglio conservati nel Paese Nord-africano. Particolare attenzione è stata poi rivolta alla promozione del turismo dall’Italia all’Egitto, attraverso l’organizzazione di viaggi introduttivi per i tour operator italiani e di voli charter verso destinazioni turistiche egiziane quali Assuan e Luxor.

In tale quadro si colloca una conferenza, dal titolo “Sharm- Italy”, svoltasi dal 18 al 20 marzo scorso, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti del settore turistico di entrambi i Paesi, riunitisi con l’obiettivo di promuovere i flussi turistici dall’Italia all’Egitto. In tale occasione, l’amministratore delegato di Egyptian Tourism Promotion Board, Ahmed Youssef, ha rivelato che la prossima stagione turistica potrebbe assistere a una ripresa dei voli charter italiani verso il Paese Nord-africano. Motivo per cui, scopo della visita dei delegati italiani era esaminare le condizioni e il rispetto delle misure anti-Covid, al fine di poter presentare l’Egitto come una destinazione sicura con servizi di alta qualità. Alla conferenza ha poi fatto seguito, il 4 aprile, il volo della compagnia EasyJet da Roma a Sharm el-Sheikh, il primo dallo scoppio della pandemia di Coronavirus, con a bordo 160 turisti italiani.

Il settore turistico e alberghiero egiziano è stato tra i più colpiti dalla pandemia. Il calo registrato nel traffico di turisti si è riflesso nel calo dei ricavi dell’intero settore, che ha registrato dapprima una diminuzione di circa il 55% durante la prima metà del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, per poi raggiungere l’apice nei mesi successivi, quando i ricavi sono diminuiti di circa il 90% rispetto al trimestre corrispondente del 2019, con cifre pari a circa 305 milioni di dollari. Anche le compagnie aeree hanno risentito delle conseguenze economiche provocate dal Covid-19. In tale quadro, la Egypt Air, ritenuta la principale compagnia aerea del Paese, ha riferito di aver perso circa 190 milioni di dollari durante i primi tre mesi di interruzione del traffico aereo, e, successivamente, circa 45 milioni a partire da luglio.

L’Egitto fa affidamento principalmente sul turismo balneare. Questo costituisce circa l’85% del movimento in entrata verso le destinazioni turistiche egiziane, tra cui figurano Sharm El Sheikh, Dahab e Hurghada. I segnali delle crescenti perdite sono diventati tangibili con l’inizio delle misure di lockdown e di chiusura di confini in diversi Paesi occidentali, i quali rappresentano più della metà dei Paesi d’origine dei turisti stranieri diretti in Egitto. Tuttavia, anche il turismo culturale non è esente dai danni della pandemia. Tra le mete più colpite vi sono Luxor, Assuan e Saqqara, una vasta necropoli situata a 30 km a Sud del Cairo.

Il quadro dei legami Egitto-Italia va ben oltre il turismo, comprendendo altresì un controverso contratto da 1.5 miliardi di euro. In particolare, risale al 7 giugno 2020 la discussione tra l’ex premier italiano, Giuseppe Conte, e il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, inerente alla vendita di due fregate di tipo FREMM, ovvero Fregate Europee Multi- Missione. Nello specifico, si tratta delle navi Spartaco Schergat e Emilio Bianchi, fabbricate dall’azienda italiana Fincantieri ed inizialmente destinate alla Marina italiana. L’accordo è da inserirsi in un piano militare più ampio, da un valore superiore a 9 miliardi di dollari, che prevede l’esportazione anche di 20 imbarcazioni della categoria Falaj II per operazioni di pattugliamento, 24 jet Eurofighter Tycoon, 24 addestratori di jet M-346, elicotteri AW149 e un satellite militare.

Stando a quanto riportato da diverse fonti, tra cui il quotidiano al-Araby al-Jadeed, la prima delle due fregate FREMM, Spartaco Schergat, è giunta ad Alessandria il 31 dicembre 2020 ed è stata ribattezzata al-Jalala. La seconda, invece, che ha preso il nome di Bernees, era in procinto di partire il 10 aprile scorso, dopo aver condotto le operazioni di collaudo e di addestramento presso il cantiere di Fincantieri di La Spezia dal mese di febbraio.

Come dichiarato da un portavoce militare egiziano in occasione dell’arrivo di al-Jalala, la fregata multimissione italiana è in grado di navigare per circa 6000 miglie nautiche ed è dotata di sistemi e armamenti moderni, che la rendono capace di svolgere ogni tipo di missione di combattimento in mare in tempi sia di pace sia di guerra, oltre che di salvaguardare le coste egiziane e le acque territoriali nel Mediterraneo e nel Mar Rosso. La ex Spartago Schergat è stata definita dal comandante della Marina, il tenente generale Ahmed Khaled, tra le imbarcazioni più avanzate della Marina egiziana, il che consente all’Egitto di disporre di una “forza deterrente” volta a preservare la pace, garantire libertà di navigazione e la sicurezza del Canale di Suez, alla luce delle sfide e delle minacce della regione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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