Grecia-Turchia-Libia: gli ultimi sviluppi

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 19:34 in Grecia Libia Turchia

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Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha richiesto il ritiro delle forze straniere dalla Libia, durante una visita a Bengasi, lunedì 12 aprile. Nella stessa giornata, è avvenuta l’apertura del consolato ellenico nella città orientale del Paese nordafricano.

“Sostenere la sovranità libica e il ritiro di tutte le forze straniere dalla Libia il prima possibile è la chiave per risolvere il conflitto”, ha affermato Dendias in una dichiarazione congiunta con il vice premier libico, Hussein Attiya al-Gotrani. “Al popolo della Libia deve essere consentito di decidere da solo il proprio destino”, ha aggiunto il ministro greco. Commentando la visita di Dendias in Libia, fonti diplomatiche citate dall’agenzia di stampa ellenica Ekathimerini hanno affermato che obiettivo del ministro degli Esteri sarebbe stato quello di inviare tre messaggi chiave: evitare che il memorandum turco-libico sulla demarcazione dei confini marittimi possa rendere ancora più complicati i rapporti con la Grecia e l’UE; stabilire più saldamente la presenza greca nel Paese nordafricano attraverso l’apertura di un consolato greco a Bengasi; e, infine, mostrare tutta la disponibilità di Atene a contribuire alla ristrutturazione della Libia. Durante il suo tour, Dendias ha fatto riferimento alla volontà greca di assistere il Paese nello svolgimento e nell’organizzazione di elezioni regolari e nella ristrutturazione della nazione, sottolineando la lunga presenza ed esperienza delle società greche in Libia. In questo contesto, Dendias ha annunciato che il viceministro degli Esteri, responsabile della diplomazia economica, Kostas Fragogiannis, si recherà prossimamente in Libia per una nuova visita.

Il viaggio di Dendias a Bengasi segue di qualche giorno quello del primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, a Tripoli, il 6 aprile. In tale occasione, era stata annunciata la riapertura, dopo 6 anni, dell’ambasciata greca in Libia, la normalizzazione delle relazioni bilaterali, il rafforzamento della cooperazione in campo economico, energetico, edile, sanitario e del trasporto marittimo. Anche la Francia e Malta hanno riaperto le loro ambasciate a Tripoli e un numero crescente di funzionari europei ha visitato la Libia, dopo l’instaurazione del nuovo governo di unità, insediatosi il 16 marzo e presieduto dal primo ministro ad interim, Abdul Hamid Dbeibah, incaricato di guidare il Paese alle elezioni di dicembre.  

Nel frattempo, il 12 aprile, in contemporanea con la visita di Dendias a Bengasi, la Libia e la Turchia, nemica della Grecia su una vastità di questioni, hanno rinnovato la controversa intesa, siglata il 27 novembre 2019, riguardante la delimitazione dei confini marittimi nel bacino del Mediterraneo. La notizia è giunta al termine della prima giornata del tour del premier libico Dbeibah in Turchia, dove si è recato a capo di una delegazione composta da 14 ministri e alti funzionari governativi, su invito del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. La visita del premier libico, la prima dalla sua nomina a capo del governo di unità nazionale, è stata altresì occasione per tenere la prima riunione del Consiglio per la cooperazione strategica di alto livello turco-libico. In una conferenza stampa congiunta, tenutasi al margine dei colloqui, Dbeibah ed Erdogan hanno ribadito il significato e gli interessi comuni alla base dell’intesa raggiunta da Ankara e il precedente esecutivo tripolino, il 27 novembre 2019, relativa alla cooperazione tra i due Paesi nell’ambito della difesa e alla delimitazione dei confini marittimi. Soprattutto quest’ultimo punto è stato più volte oggetto di controversie, che hanno visto protagoniste, tra gli altri, Grecia e Cipro. Il capo di Stato turco, da parte sua, ha accettato di tenere una conferenza regionale, volta a promuovere il dialogo e la cooperazione tra i Paesi della regione del Mediterraneo orientale, in modo da preservare i diritti di ciascuno.

L’accordo turco-libico sui confini marittimi, firmato dal Governo di Accordo Nazionale di Tripoli (GNA) e dalla Turchia, riguarda la demarcazione dei confini marittimi tra i due Paesi e la definizione delle rispettive zone economiche esclusive vicino alle acque dell’isola di Creta, rivendicate dalla Grecia. L’intesa aveva spinto il governo ellenico ad espellere l’ambasciatore di Tripoli ad Atene e aveva inasprito i rapporti, già complicati, tra Atene e Ankara.

Di recente, però, la Turchia e la Grecia stanno cercando di risolvere alcune divergenze, soprattutto in riferimento ai reciproci diritti di sfruttamento energetico nel Mediterraneo orientale e alle posizioni contrastanti sulla divisione dei confini marittimi. Nel tentativo di approfondire il dialogo con il governo turco, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, si recherà ad Ankara, mercoledì 14 aprile, per una visita ufficiale che molti sperano possa rappresentare una possibile svolta nelle relazioni greco-turche. Mercoledì sera Dendias incontrerà la sua controparte turca, Mevlut Cavusoglu. Fonti interne hanno indicato che quest’ultimo non ignorerà le rivendicazioni e le richieste turche e potrebbe sollevare la questione dei confini marittimi e quella dei diritti delle minoranze già durante questo primo incontro. Dendias e Cavusoglu potrebbero anche approfondire la controversia su Cipro, oggetto di un vertice informale organizzato dalle Nazioni Unite per fine aprile a Ginevra. Durante la sua visita in Turchia, il ministro degli Esteri greco ha in programma di recarsi anche a Istanbul per incontrare il patriarca ecumenico Vartholomaios, leader spirituale della Chiesa greco-ortodossa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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