NATO e USA prevedono esercitazioni vicino al confine russo

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 19:57 in NATO Russia USA e Canada

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Il ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergey Shoygu, ha riferito, martedì 13 aprile, che gli Stati Uniti e la NATO starebbero trasferendo truppe lungo i confini della Russia europea.

Durante un vertice tenuto a Severomorsk, Shoygu ha dichiarato che Washington prevede di incrementare la presenza militare nel Mar Nero, in Polonia e nella regione baltica. Il capo del Ministero della Difesa russo ha altresì reso noto che la NATO programmerebbe di collocare un totale di 40.000 militari e 15.000 armamenti e attrezzature militari, comprese unità strategiche aeronautiche, vicino al territorio della Federazione Russa. Le truppe americane sono state trasferite dalle aree del Nord America e passeranno attraverso l’Atlantico per giungere in Europa. Inoltre, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa RIA, dall’inizio del 2021, Washington ha raddoppiato l’attività di ricognizione aerea nelle zone confinanti con la Russia.

Mosca ha riferito che prevede di adottare contromisure per contrastare i progetti militari dell’Alleanza. Altrettanto rilevate è l’intenzione di rafforzare le capacità di difesa della Federazione Russa per proteggere i suoi interessi nazionali nell’Artico. In tale contesto, il Ministero della Difesa del Paese sta intensificando le capacità di combattimento della Flotta del Nord. Recentemente, la preparazione e la prontezza delle forze russe sono state testate con successo quando, nel giro di tre settimane, la Russia è stata in grado di dislocare due eserciti di terra e tre flotte aeree. Nella dichiarazione, Shoygu non ha precisato su quale area sono state condotte tali esercitazioni.

Durante la riunione del 13 aprile è stato posto anche l’accento sulla situazione nell’Artico. Gli attori internazionali sono sempre più interessati ad accedere alle risorse naturali della regione, portando la concorrenza tra i Paesi a crescere. Questo perché saranno numerose le rotte marittime che si apriranno a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA e, parallelamente, una crescente rivalità tra Washington e Pechino. Allo stesso tempo, invece, le relazioni russo-cinesi stanno assumendo sempre di più i tratti di un partenariato strategico.

A dimostrazione del crescente interesse internazionale nell’area è centrale la sempre maggiore concentrazione di forze marittime e di terra USA e NATO nel’Artico. Allo stesso modo, anche la Federazione Russa sta fortemente incrementando la propria presenza militare lì. Lo scopo sarebbe quello di assicurarsi nuove rotte commerciali dall’Asia all’Europa, che sono da poco accessibili per via dello scioglimento dei ghiacciai. Secondo un report pubblicato, il 5 aprile, dalla CNN, il Paese starebbe anche testando nuove armi militari nella zona dell’Artico. A detta del Ministero della Difesa russo, le basi militari che Mosca sta ristrutturando nella regione artica sono collocate lungo i confini del territorio nazionale. Pertanto, l’attività è definita di “legittima difesa delle coste della Federazione Russa”, come riporta la TASS.

Tuttavia, gli Stati Uniti ritengono che il Cremlino, con la sua strategia di penetrazione nell’Artico, intenda stabilire un controllo effettivo su quelle aree più lontane e inaccessibili ma che, presto, saranno libere dai ghiacciai. Inoltre, il Ministero della Difesa USA ha rivelato, lo stesso 5 aprile, di temere che la Russia voglia imporre determinate regole di transito sulla rotta del Mare del Nord (NSR). Quest’ultima rappresenta un corridoio marittimo tra Cina e Europa in grado di ridurre il percorso del 40% rispetto alla navigazione attraverso il canale di Suez. Complice sempre lo scioglimento dei ghiacciai, negli ultimi anni, la NSR ha registrato un forte aumento del traffico marittimo.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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