Bielorussia: arrestato l’oppositore Kostusev

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 17:56 in Bielorussia

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Il leader dello storico partito di opposizione Fronte Popolare Bielorusso (FPB), Grigory Kostusev, è stato arrestato. Le autorità di Minsk, tuttavia, non hanno ancora rilasciato alcuna dichiarazione.

Sebbene siano poche le informazioni finora rese note dalla stampa bielorussa, sul sito web del partito è stato dichiarato che Kostusev si trova attualmente a Minsk, nel centro di detenzione preventivo del KGB, l’agenzia dell’intelligence nazionale della Bielorussia. Il dissidente è stato arrestato ieri, lunedì 12 aprile, a Shklow, una cittadina situata nel Nord-est del Paese. Gli ufficiali del KGB hanno informato telefonicamente la figlia dell’oppositore, Ryhor Kastusyou, la quale ha riferito la notizia ai membri del partito politico.

Il messaggio che la Bielorussia ha voluto mandare alle forze di opposizione antigovernative è che il Paese starebbe prendendo misure concrete per lottare contro tutti coloro che sono contrari all’attuale presidente, Aleksandr Lukashenko, e alla sua linea politica.

Il vicepresidente dell’FPB, Vadim Saranchukov, ha riferito che il partito considera la detenzione di Kostusev “una continuazione della campagna di persecuzione degli attivisti e dell’opposizione in Bielorussia”. Il partito ha richiesto l’immediato rilascio del suo leader e ha sottolineato che la pressione esercitata dal governo fa parte di una politica di repressione sugli ambienti indipendenti, sulla società civile e sui dissidenti bielorussi.

Il Fronte Popolare Bielorusso è un partito politico a tutti gli effetti, è registrato ufficialmente presso le autorità del Paese così come il suo presidente. FPB dichiara di aver sempre operato in conformità con la legislazione della Repubblica di Bielorussia, pertanto i suoi sostenitori hanno fortemente contestato l’arresto. “Condanniamo fermamente la detenzione del leader”, hanno dichiarato i membri di FPB, affermando l’infondatezza dei capi di accusa.

In precedenza, in riferimento alle forze di opposizione, le autorità del Paese hanno ribadito l’impegno del governo ad “adottare tutte le misure necessarie” per garantire il rispetto della legge. Qualche giorno fa, il 5 aprile, le autorità di Minsk hanno ordinato il congelamento dei conti bancari della leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, inserita nella lista dei dissidenti accusati di terrorismo. Il 28 marzo, il governo bielorusso aveva annunciato di aver aperto un’indagine per terrorismo contro Tikhanovskaya, ai sensi dell’articolo 289 del Codice penale del Paese. Si ritiene che, inserendo la dissidente nell’elenco internazionale dei ricercati, le autorità del Paese potranno richiedere alla Polonia e alla Lituania, dove si è rifugiata l’oppositrice, la sua estradizione. Tra gli indagati e accusati ci sono anche i membri della cosiddetta iniziativa Bypol, un’associazione di ex funzionari della sicurezza che hanno abbandonato il loro incarico per appoggiare l’opposizione bielorussa.

Alle ultime elezioni, il 10 agosto 2020, la Commissione Elettorale Centrale (CEC) della Bielorussia aveva dichiarato che, con l’80,23% dei voti, Lukashenko continuava ad essere presidente. Diversi leader internazionali, tra cui l’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, avevano condannato tale risultato. In molti avevano denunciato “l’illegalità delle elezioni e la falsificazione dei risultati” poiché, secondo gran parte dei Paesi occidentali, la maggioranza del Paese sosteneva l’oppositrice Tikhanovskaya. Nonostante ciò, i risultati ufficiali avevano assegnato a quest’ultima il 6,8% dei voti.

L’annuncio della vittoria di Lukashanko aveva dato il via a proteste in tutto il Paese, represse dalle forze dell’ordine antisommossa. Secondo quanto riportato dai media, la polizia aveva utilizzato granate stordenti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Azioni di attivismo ci sono state anche davanti alle ambasciate della Bielorussia in Russia, Ucraina e Polonia. Solo nei primi tre giorni dopo le elezioni, 6.000 manifestanti erano stati arrestati e 2 persone erano state uccise. Successivamente, gli oppositori sono stati costretti a cambiare strategia e, insieme alla Tikhanovskaya, hanno creato un Consiglio di coordinamento e un gabinetto alternativo. Quasi tutti i membri del Consiglio di coordinamento sono stati arrestati. Secondo i dati ufficiali del marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

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