I Paesi baltici interrompono l’import elettrico dalla Russia

Pubblicato il 12 aprile 2021 alle 20:17 in Repubbliche Baltiche Russia

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L’Estonia, la Lettonia e la Lituania, anche noti come Paesi baltici, per la prima volta nella storia hanno interrotto la fornitura di energia elettrica proveniente dalla Russia. A renderlo noto è stato il quotidiano russo Kommersant, lunedì 12 aprile, citando fonti proprie.

La Lettonia, senza fornire spiegazioni, ha interrotto le importazioni dalla Federazione Russa per due giorni, l’8 e l’11 aprile, in concomitanza con una disconnessione di prova del contatto tra la linea bielorussa e quella lituana. Gli stessi giorni erano in corso dei test per provvedere allo scollegamento delle linee elettriche tra Minsk e Vilnius al fine di controllare lo stato dei sistemi di alimentazione. Tali controlli dovevano essere effettuati da protocollo prima del ritiro ufficiale dei Paesi baltici dall’anello energetico, “BRELL”, che include Bielorussia, Russia, Estonia, Lettonia e Lituania.  

Il BRELL collega i sistemi di alimentazione dei cinque Paesi fin dai tempi dell’URSS. Tuttavia, Estonia, Lettonia e Lituania prevedono di uscire dal BRELL entro il 2025, collegando le loro reti elettriche con l’Europa continentale e la Scandinavia. In seguito al fermo delle importazioni dalla Russia, i prezzi in Lituania sono aumentati dell’8,5 % a causa dell’aumento delle forniture dalla Svezia e dalla Polonia. Al contrario, i prezzi dell’energia in Russia e negli Urali sono diminuiti dell’1-3%.

La cessazione di export in Lettonia e la chiusura delle linee elettriche tra Bielorussia e Lituania hanno portato ad un calo della domanda e, di conseguenza, del costo dell’elettricità in Russia, che è diminuito di 14 rubli. L’impatto maggiore è stato registrato nelle regioni russe di Kaluga e Bryansk, dove i prezzi sono diminuiti di 36 rubli. Inoltre, domenica 11 aprile, l’impatto è stato ancora maggiore a causa della minore domanda nel fine settimana. Tutt’altra situazione si è verificata nei Paesi baltici, dove i prezzi hanno registrato un aumento notevole. L’8 aprile la Lituania ha incrementato gli acquisti dalla Polonia e dalla Svezia per compensare le importazioni dalla Bielorussia e dalla Russia. Questo ha portato i prezzi ad aumentare di 4 € per 1MWh.

Secondo l’analisi di InterRao, I Paesi baltici rappresentano i principali destinatari delle esportazioni di energia elettrica della Federazione Russa, pertanto il loro distaccamento potrebbe portare a ripercussioni. Nel 2019, la Lituania da sola ha rappresentato il 33% delle forniture russe, per un totale di 3,8 miliardi di KWh. Questo ha consentito a Mosca di registrare un guadagno pari a 20,5 miliardi di rubli. All’inizio del 2021, le esportazioni verso i Paesi Baltici sono aumentate notevolmente, raggiungendo un record storico, ha affermato InterRao. L’uscita di alcuni Paesi dal BRELL avrà senza dubbio un impatto sulla Russia, ma non così forte come ci si potrebbe aspettare perché porterà ad una leggera diminuzione delle entrate e dei profitti. È importante sottolineare che la decisione degli Stati baltici di recedere dall’accordo BRELL è collegata a  motivazioni di natura politica

I Paesi Baltici hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla BRELL a ottobre del 2017. Più tardi, alla fine di marzo 2018, l’allora presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, il primo ministro estone Jüri Ratas, l’ex primo ministro della Lettonia, Maris Kuchinskis, e il primo ministro della Polonia, Mateusz Moravetsky, hanno incontrato l’allora presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, per siglare l’accordo relativo all’allacciamento alla rete elettrica europea nel 2025. Vale la pena sottolineare che la Commissione ha stanziato 323 milioni di euro per il progetto di sincronizzazione delle infrastrutture energetiche baltiche con la rete europea continentale. Il progetto Connecting Europe Facility è volto a incrementare la sicurezza dell’approvvigionamento e dell’affidabilità dei sistemi di alimentazione nella regione attraverso la loro connessione alla rete continentale europea.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

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