Libia: il premier Dbeibah in visita in Turchia

Pubblicato il 12 aprile 2021 alle 11:24 in Libia Turchia

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Il primo ministro libico ad interim, Abdul Hamid Dbeibah, si è recato in Turchia, lunedì 12 aprile, a capo di una delegazione composta da 14 ministri e alti funzionari governativi.

Si tratta della prima visita di Dbeibah in Turchia dalla sua nomina alla guida del governo di unità nazionale, avvenuta con le elezioni del 5 febbraio scorso. Stando a quanto riferito dalla presidenza turca, si prevede che la visita durerà due giorni e vedrà il premier partecipare alla prima riunione del Consiglio per la cooperazione strategica di alto livello libico-turco, a cui è stato invitato dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Ad accompagnare il primo ministro vi sono anche diversi ministri della squadra governativa libica neoeletta, tra cui la ministra degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Najla al-Mangoush, e il ministro dell’Interno, Khaled Mazen. A detta del portavoce del governo libico, Mohamed Hammouda, tra i dossier da discutere vi saranno quelli relativi a energia e sanità, oltre a quello riguardante il ritorno delle aziende turche in Libia e il completamento dei progetti interrotti. Parallelamente, verranno presi in esame gli ultimi sviluppi a livello regionale e internazionale e le modalità per rafforzare la cooperazione bilaterale tra Libia e Turchia.

La visita di Dbeibah giunge dopo che, il 10 aprile, il capo del Consiglio presidenziale libico, Mohammed al-Menfi, ha ricevuto le credenziali del nuovo ambasciatore turco a Tripoli, Kenan Yilmaz. In tale occasione, al-Menfi ha messo in luce la relazione positiva che lega Tripoli e Ankara e ha anch’egli ribadito la necessità di garantire il ritorno delle imprese turche nel Paese Nord-africano, anche per avviare le operazioni di ricostruzione. Dall’altro lato, l’ambasciatore Yilmaz ha sottolineato il sostegno di Ankara alla nuova autorità esecutiva, che ha il compito di preservare la sicurezza e la stabilità in Libia e di accompagnare il Paese verso le elezioni presidenziali e legislative previste per il 24 dicembre 2021.

Era stato proprio al-Menfi il primo a recarsi in Turchia, a Istanbul, il 26 marzo scorso, dove ha tenuto colloqui con il capo di Stato, Erdogan. La visita del premier Dbeibah, tuttavia, giunge in un momento in cui sono diversi gli attori regionali e internazionali, tra cui le Nazioni Unite, che continuano a esortare Ankara a ritirare le proprie forze e i mercenari da essa inviati in Libia nel corso del conflitto, in linea con quanto stabilito nell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. In tale quadro, risale al 22 dicembre 2020 l’approvazione da parte del Parlamento turco di una mozione che prevede l’estensione della missione delle forze di Ankara in Libia per altri 18 mesi, a partire dal 2 gennaio.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha monitorato la presenza di più di 6.630 mercenari siriani filoturchi in Libia, i quali sarebbero stati posti alla salvaguardia delle basi turche nel Paese. Inoltre, è stato proprio il SOHR ad affermare che, dopo l’operazione condotta il 21 marzo, la Turchia non ha ritirato altri mercenari dalla Libia. In particolare, in tale data, un primo lotto, composto da 120 combattenti siriani, ha lasciato la capitale libica, Tripoli, per dirigersi dapprima in Turchia e poi presumibilmente in Siria. Secondo fonti definite “informate”, il trasferimento dei mercenari filoturchi rientrava nel quadro di un’intesa regionale volta a porre fine alla presenza di forze straniere in Libia. Tale intesa, a detta delle fonti, era stata raggiunta a seguito di incontri che avevano visto partecipi Egitto, Turchia, Stati Uniti e Russia.

Secondo alcuni analisti, lo scopo della visita del 12 aprile è preservare i rapporti della Libia con la Turchia, con una particolare attenzione anche all’accordo in materia di difesa e sulla delimitazione dei confini marittimi firmato, il 27 novembre 2019, dal precedente Governo di Accordo Nazionale libico (GNA). A tal proposito, è stato al-Menfi ad affermare, il 10 aprile, che gli interessi comuni che legano Libia e Turchia verranno preservati durante il mandato degli organismi esecutivi ad interim, il governo e il Consiglio presidenziale. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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