India: cresce il numero di “unicorni”

Pubblicato il 12 aprile 2021 alle 13:09 in India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’India, negli ultimi quattro giorni, ha toccato un nuovo record, registrando la nascita di sei “unicorni”, ovvero aziende start-up dal valore un miliardo di dollari in su, considerate una rarità, in base a quanto riferito da più media il 12 aprile.

In particolare, i sei unicorni sono la piattaforma di investimenti Groww che ha un valore di un miliardo di dollari, l’azienda di comunicazione e robotica Gupshup, valutata 1,4 miliardi di dollari, la “farmacia digitale” API Holdings, che vale 1,5 miliardi di dollari, l’azienda di sviluppo di applicazioni Mohara Tech e l’azienda per il commercio sociale Meesho, che valgono entrambe 2,1 miliardi di dollari e, infine, l’azienda che offre tecnologie finanziarie Cred, dal valore di 2,2 miliardi di dollari.

L’istituto di ricerca di mercato CB Insights ha osservato che nel 2020 in India sono nati sette nuovi unicorni e, nel 2019, ne erano stati creati sei. Tra questi vi sarebbe stata la piattaforma di pagamento digitale Paytm, che è al momento la start-up di maggior valore nel Paese, per 16 miliardi di dollari.

In India, la rapida diffusione degli smartphone, l’emergere di servizi internet economici e una nuova generazione di imprenditori hanno fatto sì che più investitori internazionali abbiano prestato attenzione alle startup locali. Tra questi, vi sarebbero in particolar modo la giapponese SoftBank Group Corp, la statunitense Tiger Global Management e la Sud-africana Naspers Ltd. L’india ha una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone tra le quali, negli ultimi anni, è esploso il mercato degli smartphone.

Negli ultimi anni, il Paese del Sud-Asia era rimasto indietro rispetto alla Cina e agli Stati uniti in termini di investimenti nelle start-up. Ad esempio, nel 2020, il totale del valore degli accordi di investimento nel settore è stato di 11,8 miliardi di dollari mentre, allo stesso tempo, negli Stati Uniti tale cifra era stata di 143 miliardi di dollari e in Cina di 83 miliardi di dollari. Tuttavia, nell’ultimo periodo sono emerse numerose start-up dal grande valore.

Gli investimenti di capitale stanno contribuendo alla diversificazione del settore, spesso noto per compagnie di servizi tecnologici quali Tata Consultancy Services Ltd e Infosys Ltd. Secondo Credit Suisse, al mese di marzo 2021, in India vi sarebbero stati un totale di cento unicorni, dal valore cumulativo di mercato di 240 miliardi di dollari e che operano in ambiti diversi che vanno dall’e-commerce, alla tecnofinanza, all’istruzione, alla logistica e alla consegna di cibo da asporto. Secondo Credit Suisse, il settore corporate dell’India starebbe assistendo ad un grande cambiamento risultato da varie trasformazioni avvenute negli ultimi due decenni.

La pandemia di coronavirus avrebbe contribuito allo sviluppo e all’adozione delle tecnologie in India più che altrove. Dall’inizio del periodo, sarebbero state 1.600 le start-up che sono state lanciate, per un totale di 12.500. Tra queste almeno 55 sarebbero potenziali unicorni e, per questo chiamate “prestounicorni”. Secondo uno tra i managing-partner di 3one4 Capital Advisors LLP, Pranav Pai, l’India avrebbe il terzo maggior 2ecosistema di startup” al mondo e il terzo mercato di strat-up. Pai ha affermato di essere a conoscenza di almeno sei unicorni che saranno messi sul mercato nei prossimi mesi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.