Corea del Nord: ultimato un sottomarino in grado di lanciare missili balistici

Pubblicato il 12 aprile 2021 alle 11:02 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord avrebbe ultimato la costruzione di un nuovo sottomarino che potrebbe essere in grado di trasportare almeno tre missili balistici, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Sud-coreana Yonap, sulla base di informazioni ottenute da fonti interne al governo di Seoul, l’11 aprile. Pyongyang starebbe aspettando il momento più adeguato dal punto di vista strategico per mettere tale mezzo in funzione.

In particolare, i servizi di intelligence Sud-coreani e statunitensi hanno stimato che la Corea del Nord abbia completato la costruzione di un sottomarino da 3.000 tonnellate la cui realizzazione era stata annunciata nel luglio 2019.  Secondo l’Esercito e l’intelligence della Corea del Sud, il sottomarino potrebbe essere una nuova versione modificata del Romeo, una tipologia di sottomarino da 1.800 tonnellate, potrebbe avere una lunghezza di 80 metri e una profondità di 7 metri e potrebbe trasportare tre missili balistici lanciati da sottomarino (SBLM).

Nel mese di luglio 2019, l’agenzia di stampa Nord-coreana KCNA, aveva riferito che il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, aveva ispezionato un sito in cui era in corso la costruzione di un sottomarino. Da allora, gli eserciti e i servizi di intelligence di Seoul e Washington hanno tenuto sotto controllo la situazione nel cantiere di Sinpo South Shipyard, situato lungo la costa orientale della Corea del Nord, sebbene sia stato difficile reperire informazioni accurate visto che il sito di costruzione sarebbe inaccessibile.

Al momento, le parti hanno stimato che Pyongyang stia decidendo quando mettere all’opera il sottomarino per la prima volta per avere il maggior effetto strategico possibile, ovvero fare pressioni sugli USA. Una volta determinata una data per la messa in opera del mezzo, la Corea del Nord potrebbe sferrare missili balistici sottomarini di tipo Pukguksong -3, testati per la prima volta nel 2019. Oltre a questo, la Pyongyang starebbe altresì costruendo sottomarini di dimensioni medio-grandi che potrebbero essere armati con missili balistici avanzati di tipo Pukguksong-4 and Pukguksong-5, presentati tra il 2020 e il 2021.

Prima delle ultime rivelazioni di Yonap, lo scorso 25 marzo, Pyongyang aveva già attirato l’attenzione dei Paesi vicini in quanto  aveva lanciato due missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone. Il lancio era stato il primo di tale genere dal 29 marzo del 2020 e avrebbe violato sanzioni e risoluzioni imposte dal Consiglio di sicurezza dell’Onu che proibiscono a Pyongyang di lanciare missili balistici di qualsiasi raggio. 

Gli eventi del 25 marzo erano stati interpretati da vari osservatori come una provocazione nei confronti degli USA che stanno rivedendo la propria politica verso la Corea del Nord. A tal proposito, il 29 marzo, la Casa Bianca aveva confermato che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, non ha intenzione di incontrare il leader Nord-coreano Kim Jong Un, ribadendo che il leader statunitense intende avere un approccio diverso rispetto al suo predecessore, Donald Trump.

Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA, Donald Trump, e del leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Dopo recenti e ripetuti tentativi statunitensi di dialogare, lo scorso 17 marzo, Pyongyang aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di dialogo o contatto con gli USA se Washington non abolirà le proprie politiche ostili nei suoi confronti.  Parallelamente al rifiuto di avviare un dialogo con gli USA, il 22 marzo scorso, il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, aveva poi promesso al presidente cinese, Xi Jinping, che il proprio Paese rafforzerà le relazioni con Pechino, in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”.  

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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