Azerbaigian chiede spiegazioni all’Armenia sul missile Iskander-M

Pubblicato il 12 aprile 2021 alle 20:39 in Armenia Azerbaigian Russia

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Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha riferito, lunedì 12 aprile, di attendere che l’Armenia fornisca spiegazioni sul perché il missile russo Iskander-M, non destinato alle esportazioni, sia stato utilizzato durante il conflitto nel Nagorno-Karabakh. Il presidente ha dichiarato di essere già a conoscenza delle motivazioni, ma si aspetta che gli sia fornita una “motivazione ufficiale”.

A seguito di indagini sul campo condotte dalla Mine Action Agency dell’Azerbaigian, sono stati rinvenuti resti di due razzi esplosi nei pressi della città azera di Shusha. Dopo aver esaminato i frammenti, le forze speciali del Paese hanno confermato che i detriti appartenevano al missile balistico russo ad alta precisione, l’Iskander-M. Di conseguenza, Baku ha mosso forti accuse contro Erevan.

Una delle problematiche principali è quella relativa alla provenienza del sistema missilistico Iskander-M, essendo questo riconducibile solo ed esclusivamente alla Russia. Nello specifico, il sistema missilistico Iskander è composto da due varianti: l’Iskander-M e l’Iskander-E. Mentre la prima versione dovrebbe essere destinata solo ed esclusivamente all’esercito nazionale, la seconda è stata concepita per le esportazioni perché composta da un raggio operativo inferiore. La variante di esportazione ha una portata massima di circa 280 chilometri, mentre quella più letale viaggia fino a 500 chilometri orari. Si ritiene che le trattative Mosca-Erevan sugli Iskander-M possano risalire al 2016. Quell’anno, durante una parata militare dedicata al 25° anniversario dell’indipendenza, l’Armenia avrebbe esibito la versione più letale.

Il dibattito sull’uso del missile russo si è aperto, per la prima volta, il 19 novembre 2020, quando un ex capo dell’Esercito armeno, Movses Hakobyan, ne ha ammesso l’uso durante la guerra. Più tardi, a febbraio, analoghe conferme sono arrivate da parte del premier armeno, Nikol Pashinyan. Tuttavia, quest’ultimo, ha affermato che l’arma non era esplosa. Una descrizione più completa del lancio del missile sulla città azera di Shusha è stata fornita dall’ex capo di Stato maggiore dell’Armenia, Onik Gasparyan, che ha spiegato di aver ricevuto l’ordine di utilizzare l’arma sulla città di Shusha. Gasparyan ha aggiunto che Pashinyan aveva inizialmente vietato il dispiegamento del razzo per paura di “contraccolpi internazionali”.

Sul fronte russo, però, si nega ogni possibile coinvolgimento con la vendita dell’Iskander-M. Il portavoce del presidente russo, Dmitriy Peskov, ha smentito l’uso dell’Iskander-M durante la guerra nella regione del Karabakh e si è rifiutato di chiarire come l’Armenia sia venuta in possesso di una tipologia di arma che non avrebbe dovuto essere venduta. 

L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

Gli scontri, scoppiati il 27 settembre 2020, raggiunsero il culmine nel mese di ottobre 2020. Sulla base dell’accordo di pace, firmato il 9 novembre 2020, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni 90, erano stati occupati dalle forze armene.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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