Visita USA-Israele e tensioni sul nucleare iraniano

Pubblicato il 11 aprile 2021 alle 11:35 in Iran Israele USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’11 aprile, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, si è recato in Israele per una visita ufficiale di due giorni. Si prevedono discussioni sull’Iran, che intanto ha riferito di aver subito nuovi danni presso la centrale di Natanz, già colpita da un’esplosione il 2 luglio 2020.

La visita ufficiale durerà due giorni, durante i quali Austin dovrebbe incontrare il primo ministro, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Benny Gantz. Tra i temi da discutere ci sono le forniture di armi statunitensi a Israele e la minaccia iraniana nella regione. A tale proposito, Washington ha cercato di rassicurare Israele sulle questioni relative alla sicurezza regionale, in occasione dell’avvio dei colloqui di Vienna sull’accordo sul nucleare del 2015. La prima settimana di discussioni per il ripristino del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), nome completo dell’intesa in questione, è iniziata il 6 aprile e si è conclusa il 9 aprile. Tutti i partecipanti hanno dichiarato che sperano di poter portare avanti il dialogo e i colloqui riprenderanno il prossimo 14 aprile. Gli Stati Uniti si erano ritirati l’8 maggio 2018 dall’intesa, causando un progressivo aumento della tensione tra Teheran e Washington.

In un quadro di possibile avvicinamento degli USA alle richieste iraniane, si collocano le dichiarazioni del 4 marzo del ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, il quale aveva affermato che i piani adottati dalle forze israeliane sono in continuo aggiornamento, in vista di un possibile attacco contro i siti nucleari dell’Iran. In particolare, le forze di difesa israeliane si erano dette pronte ad agire autonomamente, laddove ve ne fosse stato bisogno, senza attendere la comunità internazionale o gli Stati Uniti, al fine di ostacolare la “escalation nucleare” messa in atto da Teheran. I piani, aveva affermato il ministro, non verranno finalizzati fino a quando non si deciderà di condurre un attacco, ma Israele rimaneva “pronto a combattere”. 

In tale clima di tensione, l’11 aprile, i media iraniani hanno riferito che si è verificato un incidente elettrico nel sito sotterraneo di arricchimento dell’uranio dell’impianto di Natanz, il più grande dell’Iran. L’accaduto non ha causato vittime o problemi di inquinamento, secondo le autorità locali. Il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (AEOI), Ali Akbar Salehi, ha riferito che si è verificato un blackout nella sua struttura nucleare sotterranea di Natanz, la mattina dell’11 aprile. Si è trattato di un atto di “terrorismo nucleare”, secondo le autorità iraniane, che si riservano il diritto di rispondere. Tuttavia, l’AEOI non ha specificato chi sia ritenuto responsabile dell’incidente. “L’atto contro il centro di arricchimento nucleare di Natanz mostra la sconfitta degli oppositori dei progressi industriali e politici del Paese nel prevenire il significativo sviluppo dell’industria nucleare”, ha dichiarato Akbar Salehi. La notizia arriva il giorno successivo all’avvio dell’alimentazione delle centrifughe della stessa centrale di Natanz, che era già stata colpita da un attacco il 2 luglio 2020. In quella occasione, Teheran aveva accusato Israele, che aveva però negato qualsiasi coinvolgimento. 

Israele è stato a lungo critico nei confronti dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015 e rifiuta qualsiasi dialogo riguardo alla capacità nucleare di Teheran, a causa dei rischi che questa possa aprire la strada alla produzione di armamenti. Da parte sua l’Iran afferma che il suo programma nucleare sia a scopo unicamente civile. Ad aumentare la tensione, nell’ultimo periodo, i due Paesi si sono accusati a vicenda di aver sabotato le rispettive navi. Il 6 aprile, un’imbarcazione militare battente bandiera iraniana, soprannominata Saviz, è stata attaccata mentre si trovava nel Mar Rosso, al largo delle coste dello Yemen. Alcune fonti hanno puntato il dito contro Israele, il quale avrebbe confermato a Washington la propria responsabilità. Parallelamente, anche Teheran è stata accusata di “attacchi clandestini”. Uno degli ultimi risale al 25 marzo, quando fonti di Israele hanno riferito che una porta-container di proprietà israeliana, soprannominata Lori, è stata colpita da un missile iraniano mentre navigava nel Mar Arabico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.