L’Iran inaugura l’impianto nucleare di Natanz

Pubblicato il 11 aprile 2021 alle 9:01 in Iran Medio Oriente

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Il 10 aprile, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha inaugurato una serie di progetti innovativi a produzione autoctona, tra cui un settore dell’impianto nucleare di Natanz, che era stato colpito da un attacco il 2 luglio 2020. 

In collegamento video da Teheran, il presidente ha celebrato 133 innovazioni tecnologiche prodotte interamente in Iran per uso civile e medico. A Natanz, nella provincia di Isfahan, dove si trovano i più grandi impianti nucleari iraniani, è stato dato l’ordine di avviare l’alimentazione di 164 centrifughe IR6. Tale tecnologia è nota per le 10 unità di lavoro separative SWU che rendono possibile un processo di arricchimento molto più efficiente rispetto ai modelli precedenti. L’IR6, che dovrebbe essere prodotta in serie a livello industriale, è capace di generare 10 volte più UF6 del primo modello, l’IR1. A proposito di tale tecnologia, le autorità iraniane hanno annunciato che sono iniziati i test meccanici sulla centrifuga IR9, considerata il top di gamma, con ha una capacità separativa di 50 SWU. 

“Possiamo produrre a livello industriale queste tecnologie senza fare affidamento su risorse al di fuori del Paese”, ha dichiarato un ingegnere che ha risposto alle domande di Rouhani nella diretta televisiva del 10 aprile. Sempre a Natanz è stata lanciata un’unità per l’assemblaggio e la valutazione di centrifughe avanzate, dove l’ingegnere che ha presentato il progetto ha affermato che più della metà di tutte le operazioni sono attualmente industrializzate. Tra le altre innovazioni tecnologiche inaugurate figura la seconda fase della produzione di composti di deuterio presso l’Arak Heavy Water Reactor Facility, ad Arak. Inoltre, il presidente ha anche supervisionato il lancio di un’unità di emergenza per il trattamento delle ustioni da radiazioni. Una serie di risultati sono stati presentati presso il Centro Nazionale per la Scienza e la Tecnologia Laser nella provincia di Alborz. Successivamente, Rouhani ha discusso i progressi presso un Centro per la Ricerca sulla Separazione degli Isotopi Stabili.

Per quanto riguarda l’attacco contro il sito nucleare di Natanz, il 5 luglio 2020, il New York Times, citando un funzionario dell’intelligence presente in loco in Medio Oriente, aveva riferito che la responsabilità dell’incendio era da far risalire a Israele, il quale avrebbe utilizzato una “potente bomba”. Le informazioni a tale proposito sarebbero giunte da un membro del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche, informato sulla questione, il quale ha riferito che l’incendio è stato provocato da un esplosivo. Tuttavia, è necessario specificare che entrambe le dichiarazioni sono giunte da fonti anonime. In tale contesto, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, aveva negato una simile accusa, affermando che non tutti gli incidenti che accadono in Iran “hanno necessariamente a che fare con Israele”.

La notizia dell’alimentazione delle centrifughe a Natanz arriva a seguito della prima settimana di colloqui per il ripristino del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), anche noto come accordo sul nucleare iraniano, che si è conclusa il 9 aprile a Vienna. Tutti i partecipanti hanno dichiarato di sperare di poter portare avanti il dialogo, iniziato lo scorso 6 aprile e che riprenderà il prossimo 14 aprile. Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che Teheran è favorevole a portare avanti i colloqui se tutte le parti continueranno a dimostrare “volontà politica e serietà” per ripristinare l’accordo dal quale gli Stati Uniti si erano ritirati l’8 maggio 2018. Su Twitter, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che il percorso da seguire deve innanzitutto prevedere il ritorno al rispetto del JCPOA da parte degli USA, con l’eliminazione delle sanzioni. A quel punto, anche l’Iran tornerà a rispettare i limiti per l’arricchimento dell’uranio imposti dall’intesa. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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