USA e Afghanistan si preparano alla conferenza in Turchia

Pubblicato il 10 aprile 2021 alle 16:25 in Afghanistan USA e Canada

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L’inviato speciale degli Stati Uniti in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, è arrivato a Kabul il 10 aprile per discutere del processo di pace, in vista delle conferenza in Turchia, la cui data non è ancora certa. 

Khalilzad ha tenuto un incontro con Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale dell’Afghanistan, e con il comitato direttivo del Consiglio. L’inviato statunitense ha anche incontrato il presidente, Ashraf Ghani e, secondo la dichiarazione del palazzo presidenziale, i due rappresentanti hanno discusso del processo di pace e della prossima conferenza in Turchia, sotto l’egida delle Nazioni Unite. La visita di Khalilzad arriva quando il Consiglio di Riconciliazione ha concluso la revisione di almeno 25 proposte di pace, compreso il piano di Ghani. Un comitato formato da 15 membri, tra cui leader politici e funzionari di alto rango, si è occupato di questo compito.

In occasione della conferenza della Turchia sull’Afghanistan, che dovrebbe tenersi ad Istanbul, le varie proposte saranno presentate come un piano unificato, secondo il Consiglio di Riconciliazione. A tale proposito, la Commissione dovrebbe tenere la sua ultima riunione lo stesso 10 aprile, per esaminare le proposte. La data della conferenza non è stata ancora resa pubblica, ma Khalilzad avrebbe già condiviso i dettagli dell’evento con i negoziatori della repubblica afghana e dei talebani, secondo i media locali.

Secondo le notizie che giungono dal Palazzo presidenziale, non confermate da fonti ufficiali, il piano di pace di Ghani dovrebbe essere diviso in tre parti. La prima fase prevede il dialogo diplomatico con i talebani, nella seconda è prevista la “costruzione della pace”, con un linguaggio che potrebbe alludere alla creazione di un governo di transizione, e la terza fase si basa sul supporto alla pace, che indirettamente si riferisce a una situazione post-transizione. “Questa proposta non sarà accettata né dai talebani, né da noi, né dai partiti politici”, ha dichiarato Abdul Latif Pedram, capo dell’Afghanistan National Congress Party.

Da Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, ha dichiarato che la conferenza sulla Turchia completerà i colloqui di pace in corso tra le squadre negoziali che rappresentano la Repubblica islamica dell’Afghanistan e i talebani. Price ha affermato che l’inviato speciale degli Stati Uniti avrebbe continuato ad impegnarsi per garantire il successo, lavorando con le parti in questa direzione, sostenendo le fazioni in questo processo di pace che ha ribadito essere “di proprietà afgana e a guida afgana” e finalizzato al raggiungimento di una soluzione politica e un cessate il fuoco globale.

A Kabul, invece, migliaia di persone si sono radunate il 9 aprile allo stadio di calcio Ghazi per manifestare contro l’aumento delle violenze nel Paese e per esprimere il loro sostegno alla conferenza sull’Afghanistan in Turchia. I partecipanti all’incontro hanno ricordato l’imminente vertice è un’opportunità unica di pace e hanno affermato che i valori e le conquiste dell’Afghanistan nei settori dei diritti delle donne, delle elezioni, della libertà di stampa e dei principi democratici riflessi nella Costituzione dovrebbero essere preservati. Per il governo afghano, il vertice di Istanbul rappresenterà una raccolta di sostegno internazionale che spera possa garantirgli almeno una serie di pressioni sui talebani per concludere un accordo, che includa un cessate il fuoco. 

L’Afghanistan sta affrontando un momento particolarmente critico, a causa dell’aumento delle violenze sul campo, nonostante siano in corso una serie di sforzi diplomatici per favorire il dialogo tra talebani e Governo di Kabul. I primi colloqui intra-afghani, finalizzati ad aprire la strada a possibili negoziati di pace, erano iniziati a Doha, in Qatar, 12 settembre 2020. L’apertura di tale canale di dialogo era stata resa possibile dall’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato il 29 febbraio 2020. Tuttavia, l’intesa non aveva messo fine alle violenze, che sono state in continuo aumento durante e dopo le negoziazioni e i colloqui sono proseguiti lentamente e con scarsi risultati. Il 18 febbraio si è tenuta, inoltre, una conferenza internazionale sulla pace afghana a Mosca ed è previsto un incontro sullo stesso tema anche in Turchia. Tali incontri sono finalizzati ad ampliare la discussione a più attori internazionali, al fine di dare nuovo vigore ai negoziati tra Governo di Kabul e talebani, garantendo la fine di un conflitto che dura ormai da due decenni nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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