Arabia Saudita: inaugurata la prima centrale elettrica a energia solare

Pubblicato il 10 aprile 2021 alle 7:00 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha annunciato l’apertura di una centrale elettrica fotovoltaica, la prima per il Regno. Il progetto si inserisce in un piano più ampio che vede Riad impegnata a divenire sempre più “verde”.

L’annuncio del principe saudita è giunto l’8 aprile e fa riferimento alla centrale Sakaka, situata nella provincia settentrionale di al-Jawf, la quale è stata lanciata insieme ad altri sette progetti in materia di energia rinnovabile, con cui l’Arabia Saudita mira a “nazionalizzare” tale settore, promuoverne il contenuto locale e “consentire la fabbricazione di quanto necessario a produrre energia solare ed eolica”. Il fine ultimo è rendere il Regno un hub globale in materia di fonti energetiche sia tradizionali sia rinnovabili, oltre che per le tecnologie a queste connesse, entro dieci anni. I nuovi progetti sono parte integrante della Saudi Vision 2030, la strategia di riforme economiche promossa dal principe ereditario, il cui obiettivo è diversificare l’economia saudita, creare nuove opportunità di lavoro e innalzare la qualità della vita nel Paese, rendendo il Paese sempre più indipendente dal petrolio.

A tal proposito, il principe bin Salman, nel corso del suo discorso, ha fatto riferimento alla Saudi Green Initiative, i cui piani sono stati svelati il 27 marzo scorso, a loro volta parte della “Iniziativa verde per il Medio Oriente”. Riad, in qualità di Paese leader nella produzione di petrolio a livello internazionale, è consapevole del suo ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici e nella stabilità dei mercati energetici. Motivo per cui, a detta del principe ereditario, il Paese desidera acquisire un ruolo simile anche nel campo delle energie rinnovabili. L’apertura di Sakaka e l’inaugurazione degli altri progetti in diverse regioni del Regno, e, nello specifico, a Madinah, Sudair, Qurayyat, Shuaiba, Jeddah, Rabigh e Rafha, sono indice della volontà di Riad e del suo impegno nel trovare il “mix energetico ottimale” e promuovere efficienza sia nel consumo sia nella produzione di energia.

Tra le prossime centrali ad essere inaugurate vi sarà quella di Dumat al-Jandal, il primo impianto a energia eolica dell’Arabia Saudita, anch’esso situato nella regione di al-Jawf. Questo, insieme alla centrale di Sakaka e agli altri progetti annunciati l’8 aprile, avranno una capacità di produzione totale pari a più di 3.600 MW. Ciò significa fornire energia a oltre 600.000 famiglie saudite e ridurre le emissioni di gas serra di circa 7 milioni di tonnellate. Stando a quanto affermato dal principe bin Salman, con alcuni dei progetti si è riusciti altresì a raggiungere record mondiali in termini di costi di elettricità. A tal proposito, un kilowattora prodotto presso l’impianto di Shuaiba costa 1,04 centesimi di dollaro USA. In tal modo, l’Arabia Saudita mira a produrre metà del fabbisogno di elettricità da fonti rinnovabili e metà da gas entro il 2030, il che vorrà dire sostituire circa un milione di barili di petrolio equivalente di combustibili liquidi al giorno. Questi vengono impiegati per la produzione di elettricità, per la desalinizzazione dell’acqua e in altri settori.

La costruzione dei sette impianti verrà finanziata da cinque alleanze, composte in totale da 12 società sia saudite sia internazionali, sebbene, come evidenziato dal principe ereditario, anche il settore privato svolga un ruolo essenziale. In tale quadro, l’impianto di Sakaka è stato sviluppato da ACWA Power, di proprietà del 50% del Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) dell’Arabia Saudita. Il 97% del personale che gestisce l’impianto di Sakaka è saudita, proveniente per il 90% dalla regione di al-Jawf, sede della centrale. Tutti i nuovi progetti saranno considerati produttori di energia indipendenti, mentre la Saudi Power Procurement Company acquisterà l’energia da questi prodotta con accordi di 20-25 anni.

È stato il governatore del PIF, Yasser al-Rumayyan, ad evidenziare che l’impianto di Sudair sarà una delle maggiori centrali fotovoltaiche non solo dell’Arabia Saudita, ma anche a livello internazionale. La costruzione dell’impianto, situato a circa 130 chilometri a Nord di Riad, dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2022 e, una volta completata, la centrale avrà una capacità produttiva di 1.500 megawatt, così da fornire elettricità a 185.000 abitazioni e ridurre le emissioni di carbonio di circa 2,9 tonnellate all’anno. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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