La Russia progetta un collegamento ferroviario con la Cina

Pubblicato il 9 aprile 2021 alle 6:36 in Cina Russia

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Il sistema ferroviario della Federazione Russa sta programmando l’apertura di un percorso ferroviario che, passando tra il Kazakistan e la Mongolia, arriverà fino in Cina. Data la conformazione montuosa del territorio, inizialmente, era stato pensato di risolvere il problema attraverso la costruzione di tunnel. Ora, invece, le Ferrovie della Russia stanno valutando l’opzione di un cavalcavia.

Il vice direttore del monopolio russo dei trasporti, Alexey Shilo, ha annunciato, giovedì 8 aprile, che il sistema ferroviario del Paese intende costruire un valico di frontiera di 55 km nel territorio adiacente alla Repubblica russa dell’Altaj, situata nel Sud-est della Siberia. La zona dell’Altaj ha valore strategico perché,  confinando direttamente con la regione cinese dello Xinjiang Uygur, fornirebbe alla Russia una via d’accesso diretta alla Cina, riducendo significativamente le distanze. Tra le altre proposte di collegamento, Shilo ha ricordato il progetto di un corridoio di percorrenza nel territorio del Trans-Baikal.

Secondo le stime, il costo del progetto potrebbe arrivare a sfiorare cifre record. Tuttavia, Shilo ha osservato che i benefici della rotta supereranno i costi di costruzione perché saranno numerosi i vantaggi che ne deriveranno. L’esperto ha altresì aggiunto che la parte cinese non è ancora stata consultata sulla questione dato che, al momento, il progetto è ancora in fase di sviluppo.

Alexey Shilo ha spiegato che il progetto di collegamento non verrà realizzato nel 2021 perché sono ancora molte le limitazioni imposte al settore dei trasporti. Nello specifico, permangono le difficoltà presso i check point ferroviari a causa del regime di misure di sicurezza epidemiologiche introdotte in Cina. Stando ai dati ufficiali, tra gennaio e febbraio 2021, il volume di traffico ferroviario è aumentato, rispettivamente, del 7,8% e dell’11,8%, soprattutto grazie del Capodanno cinese. Tuttavia, a marzo, è diminuito del 15,8% per poi crollare del 18,9% nei primi giorni di aprile. In tale contesto, Shilo ha spiegato che la Russia si aspetta che il volume degli scambi aumenti gradualmente. In questo modo, ha aggiunto l’esperto, i mezzi di trasporto non resteranno più bloccati nei checkpoint.

Il vicedirettore generale dell’Institute for Natural Monopolies Research (IPEM), Vladimir Savchuk, ha affermato che, essendo il progetto destinato a realizzarsi in un periodo futuro, il recente deficit di capacità di costruzione delle ferrovie russe potrebbe non essere più fonte di preoccupazione. Secondo lui, il problema principale è dato dalla tipologia di merci che attraverseranno la nuova rotta. Inoltre, se ci si concentra sul transito dei container sorgono nuovi interrogativi, ha osservato Savchuk. In particolare, a detta di quest’ultimo, il fatto che la Russia potrà importare più container dalla Cina, non implicherà necessariamente l’aumento delle esportazioni in Europa, dove l’infrastruttura ferroviaria è più limitata.

Già una volta, il 20 gennaio 2014, la Federazione Russa aveva tentato di collegare Mosca e Pechino con il progetto del gasdotto Altaj. All’epoca, il piano era stato sospeso per vari motivi legati a difficoltà tecniche e alla mancanza di un accordo sino-russo sul prezzo. Anche le questioni ambientali del Parco Naturale di Ukok, che sarebbe stato attraversato dal gasdotto, contribuirono al suo rinvio.

Più tardi, nel 2017, la Federazione Russa presentò l’idea di costruire la ferrovia ad alta velocità Gorny Altaj che avrebbe percorso 23 km su suolo cinese e 20 su quello russo.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

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