Iran: concluso a Vienna il primo round di colloqui sul JCPOA

Pubblicato il 9 aprile 2021 alle 18:04 in Iran USA e Canada

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La prima settimana di colloqui per il ripristino del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), anche noto come accordo sul nucleare iraniano, si è conclusa il 9 aprile a Vienna. Tutti i partecipanti hanno dichiarato di sperare di poter portare avanti i dialoghi, avviati lo scorso 6 aprile e che riprenderanno il prossimo 14 aprile.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che Teheran è favorevole a portare avanti i dialoghi se tutte le parti continueranno a dimostrare “volontà politica e serietà” per ripristinare l’accordo dal quale gli Stati Uniti si erano ritirati l’8 maggio 2018. Su Twitter, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che il percorso da seguire debba innanzitutto prevedere il ritorno al rispetto del JCPOA da parte statunitense. A quel punto, anche l’Iran farà lo stesso, dopo aver eseguito verifiche, e, infine, tutte le sanzioni adottate dall’amministrazione Trump dovranno essere rimosse.

Il rappresentante russo, nonché ambasciatore di Mosca all’Onu, Mikhail Ulyanov, ha commentato il primo round di colloqui affermando che tutti i partecipanti abbiano accolto con soddisfazione i primi progressi compiuti.

Il 6 aprile, una “Commissione mista” formata dai rappresentai dei Paesi che ancora fanno parte del JCPOA, ovvero Iran, Cina, Russia, Germani, Francia e Regno Unito, si sono incontrati di persona a Vienna, dopo un primo incontro virtuale del 3 aprile. Anche una delegazione degli USA, guidata dall’inviato speciale di Washington in Iran, Robert Malley, è presente a Vienna, ma non ha preso parte all’incontro con gli altri Paesi, in quanto Teheran si è rifiutata di negoziare in modo diretto con Washington, fino ad una completa rimozione delle sanzioni a suo carico. Pertanto, sono gli altri Paesi a fare da spola tra le delegazioni iraniana e statunitense, nel quadro di colloqui indiretti.

L’obiettivo degli incontri di Vienna è quello di riportare gli USA all’interno dell’intesa e di far sì che l’Iran torni a rispettare quanto da essa previsto. Per raggiungere tale fine sono stati creati due gruppi di lavoro, l’uno incaricato di elencare le sanzioni adottate dagli USA dal 2018 e l’altro di indicare quali misure debba adottare Teheran per ritornare a rispettare il JCPOA.

Il 14 luglio 2015, l’Iran, la Cina, la Francia, la Russia, il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Germania e l’Unione europea avevano firmato il JCPOA. L’intesa aveva previsto limiti allo sviluppo del programma nucleare iraniano in cambio del progressivo allentamento delle sanzioni internazionali che gravavano su Teheran.  Tuttavia, l’8 maggio 2018, l’ex-presidente statunitense, Donald Trump, aveva ritirato il proprio Paese dal JCPOA e aveva reimposto sanzioni sull’Iran, ritenendo che il Paese non avesse rispettato gli impegni presi in modo soddisfacente. Le misure in questione hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti. Teheran aveva violato più disposizioni del JCPOA e, il 4 gennaio scorso, ha ripreso l’arricchimento di uranio al 20% presso l’impianto nucleare sotterraneo di Fordow.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sembrerebbe essere disposto a rilanciare l’accordo, ma, nel corso degli ultimi mesi, ha più volte ribadito come sia necessario dapprima che l’Iran rispetti il patto del 2015 per riprendere gli sforzi diplomatici. Pertanto, le due parti sono bloccate in una situazione di stallo, in cui ciascuna aspetta che sia l’altra ad agire per prima.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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