USA: nuovo programma militare per contrastare Russia e Cina

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 6:40 in Cina Russia USA e Canada

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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta lavorando ad una nuova strategia di dispiegamento delle forze di terra per contrastare l’asse Mosca-Pechino, che sembra assumere le fattezze di una vera e propria alleanza. 

Il 16 marzo 2021, il Pentagono ha pubblicato il rapporto Army Multi-Domain Transformation: Ready to win in Competition and Conflict. Il documento descrive, in dettaglio, come intendono muoversi le forze armate statunitensi nei prossimi decenni. L’agenzia di stampa russa RIA Novosti ha fornito, mercoledì 7 aprile, un’analisi completa del documento, tenendo in considerazione l’impatto che questo avrà per Russia e Cina. 

Stando a quanto riferito da RIA, gli Stati Uniti hanno sempre prestato “poca attenzione” alle truppe di terra, soprattutto rispetto alla Marina e all’Aereonautica militare, le quali sono state abbondantemente finanziate e rinnovate. Le capacità delle forze di terra sarebbero sufficienti per combattere conflitti armati di bassa e media intensità contro un Paese con una ridotta capacità militare, ha precisato RIA nell’analisi.

Tuttavia, secondo Washington, il confronto con Russia e Cina potrebbe richiedere un approccio diverso. Mosca e Pechino, come si legge nella parte introduttiva del documento USA, hanno investito nelle zone Anti-Access e Area Denial, anche note come A2/AD. Queste rappresentano una modalità per ridurre al minimo la libertà di movimento dell’avversario nel campo di battaglia. Recentemente, Mosca e Pechino hanno rispettivamente incrementato l’utilizzo di A2/AD nella regione occupata della Crimea e nella parte meridionale del Mare Cinese, con lo scopo di limitare la libertà di navigazione degli USA. Pertanto, la rilevanza delle truppe di terra per la penetrazione nelle zone “bloccate” è fondamentale. “La Cina e la Russia continuano a sfidare l’ordine internazionale”, si legge nel documento USA. Il capo di Stato Maggiore dell’esercito americano, James McConville, ha reso noto che i due Paesi stanno implementando programmi contro gli Stati Uniti. Questi ultimi, entro il 2035, programmano di implementare l’esercito per sconfiggere gli eventuali avversari in operazioni di combattimento su larga scala.

Nello specifico, Washington ha elaborato un piano dettagliato per lo sviluppo delle forze di terra. Questo sarà composto da diverse fasi. Nella prima, fino al 2022, gli USA incrementeranno la produzione di armi ipersoniche, missili a lungo raggio, sistemi di controllo da remoto e ad alta velocità. Secondo le stime, la consegna delle prime armi prodotte avverrà entro la fine del 2021. Durante la seconda fase, dal 2023 al 2025, si prevede la formattazione della struttura delle truppe e le annesse tattiche di azione. Quanto al periodo che va dal 2026 al 2028, è prevista la fornitura di carri armati modernizzati, droni e altri strumenti militari digitalizzati. Il Pentagono è convinto che il nuovo concetto di utilizzo delle forze di terra statunitensi consentirà non solo di esercitare una costante pressione sul nemico, ma anche di realizzare operazioni complesse in tempi ridotti. Inoltre, l’utilizzo di armi di precisione garantirà agli USA un vantaggio ancor prima che inizino ad aggravarsi le ostilità. È probabile, però, che tale strategia subisca cambiamenti significativi fino al 2035, così come è possibile che Cina e Russia apportino nuove modifiche ai programmi di difesa nazionale.

Nel documento USA, inoltre, vengono citate le Multi Domain Task Force (MDTF). Queste ultime rappresentano un nuovo concetto di forze militari statunitensi che includono unità della Marina e dell’Air Force in grado di svolgere operazioni di combattimento in condizioni estreme, su terra, mare e aria. In caso di guerra, l’MDTF utilizzerà tutto il suo potenziale per ridurre l’efficacia delle A2/AD e utilizzerà armi d’attacco per distruggere elementi chiave dell’infrastruttura militare nemica.

Infine, vale la pena menzionare che i piani di Washington per il contenimento dell’avanzata cinese hanno subito modifiche in corso d’opera. Secondo il colonnello Jason Charland, specialista presso il quartier generale delle forze di terra del Ministero della Difesa USA, l’uso di MDTF contro Pechino è possibile solo previa installazione di armi missilistiche sulla cosiddetta “prima catena di isole”, che comprende Filippine, Corea e Giappone. La base militare americana più vicina è a Guam, a 2000 km dalla costa della Cina.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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