USA: Biden ripristina gli aiuti destinati alla popolazione palestinese

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 9:27 in Palestina USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato che forniranno 150 milioni di dollari in aiuti umanitari all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), in una nuova mossa che ribalta quanto stabilito dalla precedente amministrazione statunitense di Donald Trump.

L’annuncio è giunto il 7 aprile dal Segretario di Stato, Antony J. Blinken, il quale ha affermato che gli Stati Uniti forniranno 150 milioni di dollari in aiuti umanitari attraverso l’UNRWA, un’agenzia creata 72 anni fa per assistere i palestinesi sfollati, mentre altri 75 milioni di dollari saranno stanziati per i programmi di sviluppo economico in Cisgiordania e Gaza, e 10 milioni saranno destinati a quelle che sono state definite “operazioni di costruzione della pace”, condotte dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale. Il pacchetto totale ammonta a circa 235 milioni di dollari, volti a sostenere gli sforzi umanitari, economici, di sviluppo e di sicurezza della regione e, più in generale, a ripristinare i legami tra Washington e la popolazione palestinese, interrotti con la precedente amministrazione.

Come specificato da Blinken, il sostegno offerto alla popolazione palestinese risponde, in realtà, a interessi e valori statunitensi, e, oltre a fornire sollievo e a promuovere lo sviluppo economico, mira a incoraggiare comprensione reciproca, sicurezza e stabilità tra israeliani e palestinesi. Anche in precedenza, il capo della Casa Bianca, Joe Biden, aveva comunicato al Congresso statunitense la propria intenzione di destinare 15 milioni di dollari ai territori palestinesi, per far fronte alla dilagante pandemia di Covid-19. “Ripristinare l’assistenza al popolo palestinese è una priorità”, erano state le parole del portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price. Quest’ultimo, il 7 aprile, ha poi affermato che destinare finanziamenti ai territori palestinesi è “assolutamente coerente” con le norme degli USA e che qualsiasi forma di aiuto diretto alla Cisgiordania e a Gaza sarà fornito tramite “partner per lo sviluppo” e “non tramite governi o autorità governative di fatto”.

Risale al 2018 la decisione di Trump di porre fine agli aiuti destinati alla popolazione palestinese, oltre che il sostegno di Washington all’UNRWA, la quale fornisce assistenza a circa 5,7 milioni di persone, residenti sia nei territori palestinesi sia nei Paesi vicini. A seguito della nuova decisione di Biden, l’ambasciatore israeliano presso gli Stati Uniti e le Nazioni Unite, Gilad Erdan, ha criticato la mossa statunitense, definendola “anti-israeliana e antisemita”. Per Erdan, prima di ripristinare i finanziamenti destinati all’UNRWA, sarebbe stato necessario garantire l’attuazione di alcune riforme, tra cui quelle volte a contrastare l’incitamento all’antisemitismo e la rimozione di contenuti antisemiti dai curricula scolastici.

Parallelamente, il senatore Jim Risch dell’Idaho e il rappresentante del Texas Michael McCaul, entrambi repubblicani, hanno criticato la mossa in una dichiarazione congiunta, affermando che “la ripresa dell’assistenza alla Cisgiordania e a Gaza mina gli interessi degli Stati Uniti”. I due hanno poi aggiunto che avrebbero esaminato il pacchetto per assicurarsi che non violi il Taylor Force Act, una norma che vieta agli Stati Uniti di fornire aiuti economici diretti all’Autorità palestinese fino a quando questa non interromperà i pagamenti alle famiglie dei palestinesi che commettono violenza contro israeliani o cittadini statunitensi.

Le Nazioni Unite, al contrario, si sono espresse a favore della decisione della Casa Bianca, nella speranza che anche altri Paesi seguano il suo esempio. Dichiarazioni simili sono giunte dalla presidenza dell’Autorità Palestinese e dal primo ministro, Mohammad Shtayyeh, i quali hanno messo in luce come il pacchetto di aiuti contribuirà a migliorare i servizi offerti a milioni di cittadini, soprattutto in materia di sanità e istruzione, oltre a far fronte alla pandemia di Coronavirus. L’Autorità palestinese ha poi ribadito la propria disponibilità a collaborare con i diversi attori internazionali, tra cui il Quartetto internazionale, al fine ultimo di giungere a una soluzione politica del conflitto israeliano-palestinese, che garantisca la sicurezza e la stabilità della regione. Anche Shtayyeh si è detto in attesa di riprendere le relazioni “politiche” con Washington, con l’obiettivo di garantire i diritti legittimi del popolo palestinese, istituire uno Stato indipendente con capitale Gerusalemme Est ed esercitare pressioni su Israele per porre fine alle sue politiche di espansione e insediamento.

Un alto funzionario palestinese ha accolto con favore la mossa di Washington, ma ha affermato che la leadership palestinese, con sede a Ramallah, spera ancora che Biden annullerà diverse altre misure messe in atto dall’amministrazione Trump. “Questo è un passo positivo, importante e costruttivo”, sono state le parole del ministro per lo sviluppo sociale dell’Autorità Palestinese, Ahmad Majdalani, il quale spera che quella del 7 aprile sia soltanto la prima di una serie di iniziative volte a ripristinare le relazioni tra gli USA e i palestinesi e a far fronte alle questioni lasciate in sospeso.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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