UAE: al via le operazioni nella prima centrale nucleare araba

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 15:14 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno annunciato l’inizio delle operazioni commerciali presso l’impianto di Barakah, la prima centrale nucleare del mondo arabo. La mossa è stata considerata la pietra miliare nel percorso di Abu Dhabi verso una prosperità economica sostenibile.

L’annuncio è giunto il 6 aprile, data in cui la Emirates Nuclear Energy Corporation (ENEC) ha riferito che l’unità 1, da 1400 MW, della centrale nucleare di Barakah ha avviato le operazioni commerciali e fornisce elettricità costante, affidabile e sostenibile 24 ore su 24. La mossa è stata lodata da diverse personalità emiratine, tra cui il vicepresidente e primo ministro degli UAE, Mohammed bin Rashid al-Maktoum, il quale ha parlato di un “momento storico” quando ha annunciato che il primo megawatt della prima centrale nucleare araba è entrato nella rete elettrica nazionale. Al contempo, il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed al-Nahyan, ha affermato che l’inizio delle operazioni commerciali presso la centrale nucleare di Barakah costituisce il primo passo per migliorare in modo significativo la sostenibilità dell’intero settore energetico emiratino.

L’impianto in questione è situato nel Nord-Ovest degli UAE, nella regione di al-Dhafra, a circa 280 km da Abu Dhabi, e rappresenta uno dei maggiori progetti di nuova costruzione di energia nucleare al mondo, con quattro unità APR-1400. Il progetto, realizzato da un consorzio guidato da Emirates Nuclear Energy Corporation (ENEC) e Korea Electric Power Corporation (KEPCO), ha un costo pari a 24.4 miliardi di dollari. Il primo dei quattro reattori doveva essere messo in servizio alla fine del 2017, ma la data è stata più volte posticipata fino al primo agosto 2020, con il fine di condurre tutte le procedure di sicurezza richieste. Al momento, la costruzione dell’intero stabilimento risulta essere completata per oltre il 95%. Nell’unità 2 è stato completato il processo di caricamento di carburante e si stanno ultimando le procedure richieste prima dell’avvio, programmato nel 2021. La costruzione delle Unità 3 e 4 è nelle fasi finali.

La centrale nucleare, avente solo scopi pacifici, contribuirà alla produzione di energia elettrica. L’elettricità prodotta nello stabilimento viene immessa nella rete nazionale allo stesso modo degli altri impianti energetici, fornendo elettricità pulita alle case e alle aziende in tutto il Paese. Una volta che saranno operativi tutti e quattro i reattori, si prevede che, con 5.600 megawatt di elettricità, Barakah sarà in grado di soddisfare il 25% del fabbisogno di elettricità degli UAE, impedendo, al contempo, l’emissione di circa 21 milioni di tonnellate di carbonio ogni anno, il che equivale a rimuovere 3.2 milioni di veicoli dalle strade del Paese.

Da parte sua, Abu Dhabi ha più volte ribadito che le proprie ambizioni nucleari hanno meri scopi pacifici, e ha negato l’intenzione di eventuali programmi di arricchimento o di costruzione di tecnologie per operazioni di ritrattamento nucleare. Parallelamente, il Paese del Golfo ha provato a dissipare i timori nati in materia di sicurezza, affermando che l’impianto è stato soggetto a più di 40 tra verifiche e ispezioni da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e dell’Associazione mondiale degli operatori nucleari (WANO). Inoltre, l’Autorità federale per la regolamentazione nucleare (FANR) ha condotto 312 ispezioni indipendenti dall’inizio dello sviluppo del progetto. A tal proposito, Barakah è stata selezionata per ospitare la prossima esercitazione di emergenza nucleare dell’AIEA, che si svolge ogni tre-cinque anni. L’esercitazione, della durata di 36 ore, coinvolge più di 170 Paesi, e mira a testare le risposte e le capacità internazionali in caso di una grave emergenza nucleare.

Il fine ultimo degli Emirati, il quarto maggiore produttore di petrolio tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) è diversificare le proprie fonti di energia. Sebbene la sua economia sia tuttora dipendente dal petrolio, Abu Dhabi sta investendo ingenti somme per sviluppare fonti di energia rinnovabile, per far sì che queste coprano metà del proprio fabbisogno entro il 2050. Anche l’Arabia Saudita ha delineato piani per costruire circa 16 reattori nucleari, ma, finora, nessun progetto è stato ancora concretizzato. Inoltre, gli UAE si trovano di fronte all’Iran, un Paese che, oltre a sviluppare un controverso programma nucleare, dispone di un impianto di fabbricazione russa, situato sulla città costiera di Bushehr.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.