Siria: le forze aeree abbattono missili provenienti dal Golan

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 8:30 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriane hanno abbattuto missili, presumibilmente israeliani, lanciati dalle Alture del Golan e diretti verso la periferia meridionale della capitale Damasco.

A riferirlo, giovedì 8 aprile, l’agenzia di stampa siriana SANA, la quale ha aggiunto che l’incidente ha provocato il ferimento di 4 soldati, membri dell’esercito affiliato al presidente Bashar al-Assad, oltre a danni materiali. Il quotidiano al-Arabiya, basandosi sulle informazioni dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, ha affermato che un deposito di armi “iraniano” è stato distrutto.

A detta di una fonte militare consultata da SANA, l’episodio ha avuto luogo nella tarda serata del 7 aprile, alle 00:56, ora locale. Da parte loro, residenti di Damasco hanno riferito di aver udito almeno un’esplosione, mentre la televisione di Stato siriana ha specificato che i missili sono stati lanciati dal Libano e dalle Alture del Golan, un’area occupata da Israele. Parallelamente, l’emittente libanese Al-Manar ha riferito che uno dei missili siriani ha inseguito un “aereo da guerra israeliano nemico” al confine siro-libanese, il cui rumore è stato udito in tutto il Libano meridionale. Al momento, Israele non ha rilasciato dichiarazioni su quanto accaduto, sebbene non sia la prima volta che la Siria è testimone di episodi simili, attribuiti al “nemico israeliano”, ma raramente rivendicati. 

Fonti di al-Araby al-Jadeed hanno successivamente riferito che l’attacco, l’ottavo  dall’inizio di quest’anno, ha preso di mira le postazioni militari impiegate sia dall’esercito siriano sia da gruppi filoiraniani, situate ad Ovest e a Sud di Damasco, oltre a un centro di ricerca a Jamraya, un villaggio nel distretto di Rif Dimashq di Qudsaya, nel Sud della Siria. La notizia è stata confermata da un giornalista locale, il quale ha riferito di aver visto incendi nella medesima area a seguito della caduta dei missili. Inoltre, il suono frequente delle sirene delle ambulanze ha fatto pensare che il numero delle vittime sia più elevato rispetto a quello dichiarato. 

Negli ultimi mesi, Israele ha intensificato le proprie operazioni contro postazioni e obiettivi militari in Siria, allo scopo di colpire soprattutto le milizie filoiraniane, stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. In realtà, è dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale. Oltre all’Iran, nel mirino israeliano vi sono altresì i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee.

Uno degli attacchi più violenti del 2021 si è verificato il 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Dopo i raid del 13 gennaio, una fonte militare israeliana ha riferito che il proprio Paese è intenzionato a intensificare gli attacchi contro i territori siriani. Come evidenziato, nelle settimane precedenti erano stati condotti 3 attentati in 10 giorni, mentre ancora prima si verificava un attacco ogni tre settimane. Stando a quanto specificato dalla medesima fonte, poi, i raid israeliani mirano a colpire i sistemi missilistici e i radar convenzionali delle forze sia siriane sia iraniane, con l’obiettivo di prevenire eventuali attacchi futuri con “missili indiscriminati”. Tuttavia, Israele, al momento, starebbe preservando i missili di precisione, per poi abbatterli in un secondo momento.

In tale quadro, come specificato da Israele in un report del mese di dicembre 2020, sono circa 50 gli attacchi rivendicati nel corso dell’anno, mentre le proprie forze aeree hanno effettuato 1.400 sortite “operative”. Il SOHR, da parte sua, ha monitorato circa 39 attacchi, perlopiù aerei, perpetrati da Israele nei territori siriani nel 2020, i quali hanno provocato la distruzione di circa 135 obiettivi, tra edifici, magazzini, quartieri generali e veicoli. Il bilancio delle vittime ammonta, invece, a 217 persone, tra cui 4 civili e 213 membri delle forze affiliate ad Assad, all’Iran o a Hezbollah. Tra questi, vi sono stati anche 21 combattenti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). I missili lanciati nel corso dell’ultimo anno, ha precisato l’Osservatorio, hanno preso di mira prevalentemente Deir Ezzor, Damasco, Daraa, Quneitra, Homs, Hama e Aleppo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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