La Russia intercetta un aereo da ricognizione norvegese sul Mare di Barents

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 9:03 in Norvegia Russia

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Il 7 aprile, un aereo da combattimento russo MiG-31 ha intercettato un velivolo da ricognizione delle Forze Aeree norvegesi, successivamente identificato come Falcon-20, sul Mare di Barents.

Nello specifico, stando a quanto riportato dal Centro di Controllo della Difesa Nazionale della Federazione Russa, il mezzo è stato scoperto grazie alla continua sorveglianza dello spazio aereo di Mosca sul territorio norvegese. Pertanto, al fine di riconoscere il bersaglio e prevenire la violazione del confine di Stato russo, gli aerei da combattimento Mig-31 della Difesa aerea della Flotta del Nord sono stati portati in aria. L’equipaggio ha poi identificato il velivolo come Falcon-20, un aereo da ricognizione radio e da guerra elettronica delle Forze Aeree della Norvegia, e lo ha scortato sulle acque del Mare di Barents.

Nel corso del 2021, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, ha reso noto che il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo è aumentato di oltre il 30%. Per il colonnello, la questione dell’utilizzo di aerei strategici in prossimità del confine nazionale di Mosca è un’azione “ostile” e “provocatoria”. In tale contesto, è stato altresì evidenziato che la Russia non è interessata a “infiammare” la situazione, e la maggior parte dell’addestramento operativo delle sue Forze Armate avviene all’interno del Paese.

Da parte loro, gli Stati Uniti ritengono che tali esercitazioni mirino a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione ad invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea nel 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia.

In tale contesto, il ruolo della Norvegia è cruciale per il dispiegamento di contingenti statunitensi nell’ambito della difesa della NATO. Lo scorso 11 febbraio, gli USA hanno inviato per la prima volta 4 bombardieri strategici B-1B Lancer a Oslo, per rafforzare la presenza dell’Alleanza nella regione Baltica. I velivoli saranno posizionati all’aeroporto di Orland, dove arriveranno anche più di 200 soldati americani. Il B-1B è particolarmente difficile da contrastare. In questi velivoli è stato implementato un concetto di svolta della difesa aerea, realizzato ad altitudini molto basse e vicinissime al suolo. Inoltre, nella progettazione sono utilizzate tecnologie di riduzione della visibilità radar, che rendono “Lancer” un bersaglio difficile da intercettare per la difesa aerea. A settembre 2020, RIA ha riferito che, anche nel comparto della Marina, gli USA stavano negoziando con il Governo norvegese per dispiegare sottomarini nucleari della classe “Seawolf” alla base di Olawvern. In caso ciò avvenisse, il Pentagono sarebbe in grado di monitorare i sottomarini della Flotta del Nord russa.

Tuttavia, l’agenzia di stampa russa RIA ha sottolineato che tali sviluppi non sono in grado di fornire un vantaggio decisivo alla NATO, in quanto Mosca vanta ancora una potente difesa aerea nella regione, oltre a una rilevante presenza della Marina. Proprio quest’ultima è stata potenziata con l’arrivo di 6 navi da guerra all’avanguardia, dopo l’annuncio dell’ordine da parte del comandante in capo della Marina, Nikolai Yevmenov, il 18 maggio 2020. Tutte le corvette della classe Karakurt del Progetto 22800 sono armate con missili da crociera Kalibr, mentre 4 sono dotate anche di sistemi antiaerei Pantsir-M.

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Mariela Langone

di Redazione

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