Kirghizistan-Tagikistan: riprendono le dispute sulla linea di confine

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 7:24 in Kirghizistan Tajikistan

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A seguito delle minacce del Tagikistan, il Kirghizistan ha iniziato le esercitazioni militari sulla linea di frontiera contesa tra i due Paesi. Lo ha reso noto, mercoledì 7 aprile, il quotidiano russo Izvestija.

Il confine tra Kirghizistan e Tagikistan è stato più volte teatro di disordini, sin dallo scioglimento dell’ex Unione Sovietica, avvenuto nel 1991. I due Paesi centroasiatici condividono 976 chilometri di confine, di cui 451 chilometri non sono chiaramente definiti e sono oggetto di contesa tra Bishkek e Dushanbe.

L’ultimo vertice tra le parti contendenti è avvenuto il 16 e il 17 marzo, nella città tagika di Guliston. L’incontro è stato organizzato con lo scopo di risolvere il contenzioso territoriale. A rappresentare il Kirghizistan è stato il capo del Comitato di Stato per la Sicurezza Nazionale, Kamchybek Tashiev, e, dall’altra parte, la delegazione tagika era guidata dal capo dei Servizi Speciali della Repubblica del Tatarstan, Saimumin Yatimov. Dopo i negoziati, svolti a porte chiuse, i rappresentanti hanno fornito informazioni sull’esito delle trattative. Durante la conferenza stampa congiunta, le parti hanno affermato di aver raggiunto un accordo sulla maggior parte delle questioni, fatta eccezione per la contesa enclave tagika di Vorukh.

In relazione all’aumento delle tensioni del 7 aprile, è opportuno ricordare che, precedentemente, si era verificata una situazione simile. Dal primo al 3 aprile, il Kirghizistan ha organizzato esercitazioni militari di sicurezza lungo la linea di confine con il Tagikistan. Le operazioni hanno coinvolto 2000 militari, 100 carri armati e mezzi corazzati. Durante le esercitazioni, è stata emessa l’ordinanza di coprifuoco nella regione di Batken, in Kirghizistan.

L’incremento della presenza militare di Bishkek è stato visto, da Dushanbe, come una provocazione. Ufficialmente, la parte tagika non ha commentato l’esito dei negoziati del 16 e 17 marzo. Tuttavia, l’ex ministro degli Affari Esteri tagiko, Khamrokhon Zarifi, ha espresso il suo disaccordo su quanto era stato concordato. Inoltre, l’ex funzionario ha anche criticato il Paese per aver scelto di essere rappresentato da Tashiev, il quale è stato un attivo sostenitore dell’opposizione kirghisa. In risposta, Tashiev ha affermato che i negoziati sono stati condotti in conformità con l’etica diplomatica. Ha sottolineato di essersi limitato a presentare le proposte del governo tagiko in merito all’enclave di Vorukh che, però, non sono state accolte.

La lunghezza del confine tra Kirghizistan e Tagikistan è di 976 km, di cui 519 km sono stati specificati e delimitati. Nonostante ciò, i restanti 451 km della linea di frontiera rimangono, ancora oggi, fonte di controversie tra i due Paesi. Izvestija ha spiegato che il fatto che le linee di confine siano state tracciate senza tenere in considerazione il “fattore etnico”, rappresenta uno dei motivi alla base delle dispute. A tal riguardo, fu proprio in epoca sovietica, dopo lo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), che i confini vennero stabiliti prendendo in considerazione solo l’aspetto economico. Finché entrambi i Paesi facevano parte dell’URSS non si erano mai verificati contenziosi sul confine. Le dispute sono iniziate quando il Kirghizistan e il Tagikistan dichiararono l’indipendenza dall’Unione Sovietica, rispettivamente il 31 agosto e il 9 settembre del 1991, delimitando le rispettive linee di confine. Da quel momento, sono iniziate le dispute territoriali perché le parti rivendicano infrastrutture, percorsi stradali, pozzi e canali appellandosi a documenti diversi. Inoltre, la pressione dell’opinione pubblica contribuisce ad impedire di raggiungere un compromesso.

Il contenzioso si complica in riferimento alle enclave. Ce ne sono otto in Asia centrale e, una di queste è Vorukh. Appartenente al territorio del Tagikistan, l’enclave è collocata nella regione di Batken, in Kirghizistan. Vorukh, che si estende su 130 km quadrati, ospita 35.000 residenti. Stando a quanto riferito da Izvestija, la suddetta enclave è considerata il luogo più critico dell’Asia centrale. In particolare, sono in corso controversie per il controllo della strada che collega Vorukh al Tagikistan e per il bacino idrico locale.

Si ricorda che, nel luglio 2019, un incontro tra i leader di Kirghizistan e Tagikistan, Sooronbai Jeenbekov ed Emomali Rahmon, nei pressi di un’area di confine contestata, era stato interpretato come gesto che sembrava presagire un accordo per porre fine alla disputa. Nonostante ciò, i successivi colloqui sulla delimitazione dei confini non hanno prodotto il risultato desiderato, sebbene siano state messe in atto alcune correzioni tecniche. Ad aprile 2020, entrambi i governi hanno installato telecamere di videosorveglianza in alcune aree delle regioni contestate in modo da poter effettuare una valutazione più chiara dei conflitti transfrontalieri.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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