Indonesia: i progetti agricoli del governo creano timori per l’ambiente

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 7:31 in Asia Indonesia

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Il governo indonesiano sta sostenendo l’ampliamento e il potenziamento delle aziende alimentari per rispondere a criticità legate alla fornitura e alla distribuzione di cibo, esacerbate dalla pandemia di coronavirus. Più gruppi civili e ambientalisti citati da Jakarta Post il 5 aprile hanno, però,  criticato il progetto e i piani governativi per ampliarlo in quanto gran parte delle aziende coinvolte saranno sviluppate nelle foreste o nelle torbe e potrebbero danneggiare l’ambiente.

Il governo ha individuato quattro aree d’interesse per il progetto legato alle aziende alimentari, ovvero 61.000 ettari nella provincia di Sumatra Settentrionale, 311.000 ettari in quella di Kalimantan Centrale, 3,3 milioni di ettari a Papua e 32.000 ettari a Sumatra Meridionale.  Il governo ha affermato di essersi attenuto a tutte le valutazioni ambientali strategiche per le aziende, nonostante la veridicità degli studi sia stata messa in discussione.

Tra i risultati finora osservati, nel mese di marzo 2021, l’azienda alimentare Humbang Hasundutan ha concluso il raccolto su 215 ettari di terreno, collocati a Sumatra Settentrionale, ottenendo 15 tonnellate di patate, 5,8 tonnellate di scalogno e 5,8 tonnellate di aglio. Secondo il governo, tali dati avrebbero superato la media nazionale e l’intenzione è quella di espandere l’area dell’azienda di 1.000 ettari entro la fine del 2021, per poi arrivare a 20.000 ettari nel 2024.

Secondo quanto riscontrato dalla fondazione indonesiana Kawula Madani, il 92% dei terreni indicati nel progetto del governo sarebbe rappresentato da foreste. Una ricercatrice dell’ente, Anggalia Putry, ha affermato che se venissero causati danni ai terreni paludosi potrebbero verificarsi incendi nelle foreste e nelle torbe. Questi ultimi a loro volta potrebbero causare emissioni di gas serra e peggiorare la crisi climatica. Allo stesso tempo, la distruzione delle foreste potrebbe danneggiare le attività agricole e causare ulteriori crisi alimentari in futuro.

Altra problematica sarebbe stata poi riscontrata nel progetto a Kalimantan Centrale, che interessa un territorio dove era già stata avviata un’iniziativa simile negli anni Novanta, durante il governo dell’ex-presidente Haji Mohammad Suharto con l’intento di sviluppare 1,4 milioni di ettari di campi di riso nelle torbe della provincia. Tuttavia, in tal caso, gli obiettivi preposti non erano stati raggiunti e, secondo alcuni, la torba locale non sarebbe stata ancora del tutto ripristinata. Oltre a questo la presenza di grandi aziende in loco potrebbe determinare problematiche di natura socio-economica per i piccoli coltivatori locali.

Nonostante il governo abbia finora sottolineato il successo nei raccolti, alcuni agricoltori citati da Jakarta Post, avrebbero affermato che i risultati finora ottenuti in base al progetto sarebbero stati inferiori agli obiettivi prefissati.

Secondo l’indice di sicurezza alimentare globale elaborato dall’unità di intelligence del The Economist, nel 2020, l’Indonesia si sarebbe collocata al 65esimo posto tra 113 Paesi inclusi nello studio. In particolare, la ricerca avrebbe riscontrato problematiche legate alla qualità e alla sicurezza alimentare e in termini di risorse naturali e resilienza. Il presidente del sindacato degli agricoltori indonesiano, Henry Saragih, ha dichiarato che il governo dovrebbe intensificare l’attività agricola sui terreni coltivabili esistenti anziché svilupparne di nuovi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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