Gli USA inseriscono i supercomputer cinesi nella Entity List

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 17:52 in Uncategorized

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Gli USA hanno annunciato, l’8 aprile, che sette entità che gestiscono supercomputer sono state inserite nella Entity List di Washington in quanto potrebbero danneggiare la stabilità della modernizzazione militare statunitense.

Il Dipartimento del Commercio degli USA ha annunciato che il proprio Ufficio dell’Industria e della Sicurezza (BIS) ha inserito sette gestori di supercomputer cinesi nella cosiddetta “Entity List”. Per il BIS le attività dei sette supercomputer cinesi contravverrebbero agli interessi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

In particolare, le entità colpite dalle ultime misure del Dipartimento del Commercio di Washington comprenderebbero la Tianjin Phytium Information Technology, lo Shanghai High-Performance Integrated Circuit Design Center, la Sunway Microelectronics, il National Supercomputing Center Jinan, il National Supercomputing Center Shenzhen, il National Supercomputing Center Wuxi e il the National Supercomputing Center Zhengzhou. Tutti i centri indicati, secondo Washington, sarebbero coinvolti nella costruzione di supercomputer utilizzati da elementi del settore militare cinese, negli sforzi destabilizzanti di modernizzazione militare della Cina e in programmi relativi ad armi di distruzione di massa.

Prima dell’ultima limitazione annunciata da Washington, il portavoce del ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, aveva già affermato che gli USA stessero utilizzando la sicurezza nazionale come scusa per preservare il monopolio e l’egemonia statunitensi sulla tecnologia, abusando del potere nazionale e facendo pressioni sulle aziende cinesi di alta tecnologia. La Cina aveva quindi chiesto a Washington di attenersi ai principi dell’economia di mercato e di smettere di “politicizzare” le questioni economiche.

La Entity List degli USA è uno strumento utilizzato dal BIS per limitare le esportazioni, le ri-esportazioni e i trasferimenti interni di beni che potrebbero essere impiegati in attività contrarie agli interessi nazionali statunitensi. Per questo, il governo di Washington prevede la richiesta di speciali permessi per le esportazioni o i trasferimenti di strumenti ai soggetti nella lista.

L’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, ad esempio, aveva classificato l’azienda cinese Huawei come una minaccia alla sicurezza nazionale americana inserendola nella propria Entity List nel 2019. La mossa era stata adottata alla luce del legame dell’azienda con il governo e con l’apparato militare della Cina, che aveva fatto avanzare ipotesi di spionaggio. Così facendo, era stato impedito alle aziende statunitensi di vendere beni e servizi a Huawei, danneggiando notevolmente la compagnia cinese, la quale ha ritenuto tale mossa basata su insinuazioni e presupposti erronei. Per poter avere scambi con Huawei era quindi diventato necessario avere apposite licenze. Al momento, sembrerebbe che anche l’amministrazione del presidente Joe Biden potrebbe continuare a seguire tale linea, imponendo anche nuovi limiti ai legami con Huawei.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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