Germania: possibile dialogo con la Russia per lo Sputnik V

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 20:04 in Germania Russia

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La Germania sta valutando di avviare colloqui bilaterali con Mosca per la fornitura del vaccino russo contro il COVID-19, lo Sputnik V. Ciononostante, Berlino ha ribadito che, per intavolare i negoziati, è necessario che il farmaco sia approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). Ad annunciarlo, giovedì 8 aprile, è stato il ministro della Salute della Germania, Jens Spahn. Quest’ultimo ha dichiarato che i colloqui bilaterali russo-tedeschi dovrebbero essere incentrati sui volumi di fornitura che Mosca può garantire a Berlino.

La previa autorizzazione dell’EMA è fondamentale perché la stessa Commissione europea ha dichiarato, mercoledì 7 aprile, che il blocco non avrebbe concluso contratti preliminari per la fornitura del vaccino russo. Lo stesso giorno, il capo della Commissione Permanente tedesca dell’Istituto Robert Koch, il virologo Thomas Mertens, ha riferito che i dati pubblicati sul vaccino russo Sputnik V “sembrano molto buoni”. Inoltre, altrettanto rilevante è il fatto che, in attesa di risposte positive dall’EMA, le autorità bavaresi abbiano redatto un contratto preliminare con una società locale per la fornitura dello Sputnik V. Questo nonostante, il 5 aprile, il portavoce della Federazione Russa, Dmitry Peskov, abbia affermato che per Mosca la priorità è garantire la copertura vaccinale a tutto il Paese piuttosto che l’esportazione del farmaco all’estero.

È importante ricordare che l’ufficio stampa dell’EMA, il 4 marzo, aveva annunciato l’inizio della procedura per l’analisi e l’approvazione del vaccino russo. Gli specialisti valuteranno se il farmaco rispetterà gli standard di efficacia, sicurezza e qualità, imposti dall’Unione Europea. L’EMA non ha ancora dichiarato quanto tempo sarà necessario prima di poter divulgare l’esito dei test. Tuttavia, i tempi non saranno eccessivamente lunghi. Mediamente, finora, la procedura di revisione dell’ente ha richiesto tre settimane. Ad oggi, l’EMA non ha ancora rilasciato ulteriori dichiarazioni in merito allo status di analisi del farmaco. La Commissione Europea ha osservato che, nel caso in cui l’EMA approvi il vaccino, i Paesi membri non saranno obbligati ad avviare negoziati per la registrazione e per l’utilizzo del farmaco.

Il capo del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), Kirill Dmitriev, aveva dichiarato che, una volta ricevuto il via libera dall’EMA, il Paese sarebbe stato in grado di fornire all’Europa oltre 50 milioni di dosi “a partire da giugno”. Ad oggi, il quotidiano russo Vedomosti ha reso noto che il vaccino è registrato in 53 Paesi, tra cui Messico, Ungheria, Tunisia e Serbia.

Lo Sputnik V, nominato in onore del primo satellite sovietico inviato sullo spazio, è stato il primo vaccino contro il Sars-CoV-2 ad essere sviluppato. È stato elaborato dal Centro nazionale russo per l’epidemiologia e la microbiologia, il Gamaleya. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, l’11 agosto 2020, ha annunciato l’approvazione normativa del vaccino. Con il 91,6 % di efficacia, confermata anche dai dati pubblicati, il 2 febbraio, dalla rivista scientifica The Lancet, lo Sputnik V si colloca tra i tre farmaci che garantiscono la protezione più alta contro il virus.

La Russia ha rinnovato il suo impegno contro la lotta al coronavirus elaborando altri due vaccini: l’EpiVaCorona e il CoviVac. Il primo è stato scoperto il 13 ottobre 2020 dal Centro di virologia e biotecnologia Vektor, situato a Novosibirsk. Il mese successivo, novembre 2020, il Ministero della Salute del Paese ha autorizzato a condurre gli studi su un massimo di 6.000 volontari con età superiore a 60 anni. I risultati positivi hanno permesso di iniziare la produzione di massa già a marzo. L’EpiVaCorona è un vaccino peptidico che, a differenza dello Sputnik V, non trasporta agenti biologici. Il farmaco è costituito da frammenti di proteine virali, anche noti come peptidi, che vengono sintetizzati artificialmente. Grazie ad essi, il sistema immunitario riconosce il virus e lo neutralizza. Con il CoviVac, il numero di vaccini sviluppati dalla Federazione Russa è arrivato a tre. La registrazione è avvenuta prima del completamento della terza fase dei test a causa dell’emergenza sanitaria. Tale risultato è stato possibile grazie agli ottimi esiti delle prime due fasi di verifica. L’avvio della produzione del CoviVak è stato annunciato il 25 marzo.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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