Taiwan “combatterà fino alla fine” contro la Cina

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 13:43 in Cina Taiwan

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Il Ministero degli Affari Esteri di Taiwan ha annunciato che l’isola combatterà fino all’ultimo nel caso in cui venisse attaccata dalla Cina, il 7 aprile, in risposta all’annuncio cinese in base al quale la Cina condurrà regolarmente esercitazioni militari intorno a Taiwan. Parallelamente, l’Accademia delle scienze e della tecnologia Zhongshan ha iniziato ad eseguire test di artiglieria dal 7 al 9 aprile, nell’area marittima situata tra la base aerea di Jiu Peng e le isole di Orchid Island e Green Island, mentre, dal 3 al 16 aprile, saranno condotti test missilistici.

Il ministro degli Esteri taiwanese, Joseph Wu, il 7 aprile, ha affermato che, in base a ciò che ha potuto constatare rispetto all’attenzione posta dai politici statunitensi alla regione, questi ultimi avrebbero percepito chiaramente i pericoli rappresentati da un’invasione di Taiwan da parte di Pechino. Wu ha poi ribadito che, nel caso in cui si verificasse un conflitto, Taiwan combatterà fino all’ultimo e ha confermato che l’isola è determinata a potenziare le proprie capacità militari e ad investire maggiormente nella difesa nazionale.

Due giorni prima di tali dichiarazioni, la Marina militare della Cina aveva a annunciato di aver organizzato esercitazioni militari della portaerei Liaoning nelle acque circostanti l’isola di Taiwan e aveva specificato che tali operazioni nei pressi dell’isola saranno organizzate regolarmente.

Rispetto ai test dell’accademia Zhongshan, invece, secondo esperti citati da Global Times, Taiwan testerà artiglieria a razzo a raggio esteso di tipo Leiting, ovvero tuono, e missili di difesa aerea a raggio esteso Tiangong 3. Nei pressi di Green Island e Orchid Island, negli ultimi giorni sono transitate navi militari dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina.

Intanto, il 7 aprile, Taiwan ha continuato a denunciare incursioni aeree da parte dell’Aviazione cinese nella parte Sud-occidentale della propria zona di identificazione di difesa aerea. In particolare, aerei dell’EPL sono entrati per quattro volte dalle 10:20 alle 11:55, ora locale, nella zona di identificazione di difesa aerea di Taiwan. Anche il giorno prima, Taipei aveva denunciato intrusioni aeree cinesi e, ad oggi, in totale sarebbero stati 81 i giorni i cui si sono verificati episodi di tale genere avvenuti all’inizio del 2021.

L’EPL conduce frequenti operazioni militari nelle acque e nei cieli nei pressi di Taiwan in quanto l’isola è considerata una provincia cinese e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese, con sede a Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PDD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020.

Tsai ha posto la modernizzazione della difesa di Taiwan tra le priorità dell’isola di fronte alla crescente minaccia posta da Pechino. In particolare, Taiwan si sta concentrando sulla strategia di “guerra asimmetrica”, con la quale punta a sviluppare capacità che le consentano di rendere qualsiasi attacco cinese difficile e dispendioso. Al momento, secondo il comandante della flotta del Pacifico degli USA, John Christopher Aquilino, per la Cina continentale, riprendere Taiwan è una priorità e che Pechino potrebbe quindi “invadere” l’isola prima del previsto.  Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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