Marocco: anche il Senegal apre un consolato nel Sahara Occidentale

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 17:02 in Marocco Sahara Occidentale Senegal

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Il 5 aprile, il Senegal ha aperto un consolato a Dakhla, nel Sahara Occidentale, unendosi ad altri Paesi africani e arabi nel sostenere la rivendicazione marocchina della regione.

Il quotidiano The Arab Weekly ha riferito che la cerimonia di apertura del Consolato è stata tenuta dal ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e dal suo omologo, Aissata Tall Sall, nella città di Dakhla. Il Senegal è cosi diventato il 22esimo Paese a stabilire una missione diplomatica nel Sahara Occidentale. Durante la conferenza stampa tenuta in occasione dell’evento di apertura, Bourita ha invitato l’Algeria a  “sostenere il suo ruolo di parte principale nel conflitto del Sahara Occidentale e ad impegnarsi in negoziati diretti con il Marocco”, evidenziando che “le due vere parti coinvolte nella questione sono il Marocco e l’Algeria”. Di fatto, il Fronte Polisario, in contrasto con il Marocco per la sovranità del Sahara Occidentale, ha collocato il proprio Governo in esilio nella provincia di Tindouf, in Algeria.

Dopo l’inaugurazione, Bourita ha firmato degli accordi di cooperazione con il suo omologo senegalese, per permettere l’avvio della cooperazione tra i due Paesi, l’attuazione effettiva degli accordi di partenariato e lo scambio di esperienze e di competenze. Uno degli accordi riguarda specificamente il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, permettendo ai due Stati di sviluppare, rafforzare e approfondire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in questo campo. Un’altra intesa sulla cooperazione tecnica nell’aviazione civile, garantisce che entrambi i Paesi si impegnino a fornire assistenza tecnica relativa al settore.

La mossa del Senegal a sostegno della sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale invia un messaggio forte a favore della posizione di Rabat. Ad oggi, Dakhla ospita i Consolati di Gambia, Guinea, Gibuti, Liberia, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Haiti, Repubblica Democratica del Congo (RDC), così come degli Stati Uniti. A Laayoune, la più grande città della provincia meridionale, vi sono le missioni diplomatiche della Giordania, delle Comore, del Gabon, di Sao Tome e Principe, della Repubblica Centrafricana, della Costa d’Avorio, del Burundi, dell’Eswatini, dello Zambia, degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein. A marzo, il Suriname ha reso nota la sua intenzione di aprire un Consolato generale a Dakhla, oltre a inaugurare un’Ambasciata a Rabat, al fine di rafforzare la cooperazione bilaterale e promuovere gli investimenti e il commercio.

Per quanto riguarda il supporto statunitense, il 23 dicembre, l’ex Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva dichiarato di aver iniziato il processo per la creazione di un consolato nel Sahara Occidentale, dopo che l’ex presidente, Donald Trump, aveva riconosciuto la sovranità marocchina sul territorio. La decisione in materia di politica estera dell’ex amministrazione Trump è arrivata a seguito dell’accordo mediato dagli Stati Uniti che ha visto il Paese africano e Israele accettare di stabilire relazioni diplomatiche formali. Il Marocco è il quarto Paese islamico ad aver firmato “un accordo di normalizzazione” con Israele, sotto la mediazione statunitense, dopo Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan.

La disputa territoriale in Sahara Occidentale è nata a seguito del ritiro della Spagna, ex potenza coloniale, nel 1975, che ha lasciato così la Mauritania, il Marocco e il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 giugno 1973, in contrasto tra di loro per determinarne la sovranità del territorio. Di fatto, immediatamente dopo il ritiro spagnolo, il Marocco ha annesso la parte Nord-occidentale della regione. Lo stesso anno, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG), pur riconoscendo i legami storici del Marocco e della Mauritania con la zona contesa, ha presentato un parere consultivo affermando che tali legami non determinano le sovranità marocchine e mauritane.

In risposta all’annessione del Marocco, nel 1976, il Fronte Polisario ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un Governo in esilio in Algeria Nel 1979, la SADR ha firmato un accordo di pace con la Mauritania. Il Fronte Polisario ha intrapreso una guerriglia con il Marocco per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, quando venne dichiarato un cessate il fuoco promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il referendum, il quale era stato previsto per il 1992, non è ancora stato tenuto. Tra i più grandi ostacoli vi sarebbe la formazione delle liste elettorali, soprattutto perché ci sono stati tentativi da entrambe le parti di modificare la demografia del territorio nel tentativo di influenzare i risultati.

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Julie Dickman

 

di Redazione

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