La Russia discute di Afghanistan con il Pakistan

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 15:21 in Afghanistan Pakistan Russia

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Il 6 aprile, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, si è recato ad Islamabad per discutere di Afghanistan con il suo omologo pakistano, Shah Mahmood Qureshi. Si tratta della prima visita in 9 anni.

Secondo quanto riferito dalla stampa russa, Lavrov è ritornato in Pakistan per discutere della crisi in Afghanistan. In tale contesto, è importante ricordare che lo stesso 6 aprile, Lavrov ha incontrato il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankarha, con il quale ha approfondito lo stesso argomento.

Lavrov è arrivato a Islamabad, seguito da una delegazione di 13 membri, tra cui il rappresentante speciale di Mosca per l’Afghanistan, Zamir Kabulov. Durante la visita, è stato discusso anche il buon andamento del commercio bilaterale che, nel 2020, valeva 800 milioni di dollari. Secondo quanto riferito dalla TASS, il ministro russo ha affermato che la situazione in Afghanistan rappresenta una questione prioritaria. Lavrov ha dichiarato di aspettarsi che, quanto prima, venga individuata una soluzione costruttiva per porre fine alla guerra civile nella Repubblica Islamica dell’Afghanistan. L’obiettivo, ha sottolineato il ministro russo, è raggiungere accordi per la formazione di un governo inclusivo con la partecipazione dei talebani.

Secondo quanto riportato dal quotidiano russo Kommersant, la visita di Lavrov in Pakistan ha lo scopo di rinnovare le relazioni con il Paese, dato che nell’ultimo periodo erano lievemente peggiorate. In tale contesto, l’Ucraina è intervenuta inaspettatamente nel rapporto di “fiducia strategica” tra Mosca e Islamabad. A fine aprile, è prevista una visita del comandante dell’esercito pakistano, Kamar Javed Bajwa, a Kiev. Questa sarà la prima volta che un rappresentante del Pakistan si recherà in Ucraina. Sullo sfondo dell’aggravamento del conflitto nel Donbass, che “minaccia uno scontro militare diretto tra Russia e Ucraina”, il comandante pakistano ha assicurato che il suo Paese svilupperà relazioni con Kiev “in tutte le direzioni”. Inoltre, all’inizio di aprile, l’ambasciatore ucraino a Islamabad, Markiyan Chuchuk, ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell’Esercito del Pakistan, Kamar Javed Bajwa. I due rappresentanti hanno discusso della sicurezza regionale e della cooperazione bilaterale, ponendo particolare attenzione a quella nel campo della Difesa e all’addestramento militare delle forze armate dei due Paesi.

Tra i fattori che hanno contributo a scalfire i rapporti Russia-Pakistan si ricorda quando, il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, si aspettava di ricevere, il 26 settembre 2019, la visita ufficiale del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Quest’ultimo, secondo la delegazione pakistana, avrebbe dovuto prendere parte ad un vertice con Pakistan, Afghanistan, Tagikistan. Tuttavia, Putin non si è recato ad Islamabad. Tale scelta è stata accolta con favore dall’India e con disappunto dal Pakistan. Come ha spiegato a Kommersant il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Putin non ha rifiutato la suddetta visita a Islamabad, ma il viaggio non era semplicemente mai stato incluso nell’agenda presidenziale. Secondo la stampa pakistana, per quasi un decennio, il programma di Putin non ha trovato una finestra per una visita in Pakistan.

Nonostante ciò, i rapporti Mosca-Islambad appaiono in ripresa. Il presidente russo è riuscito a parlare con il premier Khan a margine del vertice dell’ Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, tenutosi il 13 e il 14 giugno 2019. Più tardi, nel settembre dello stesso anno, Sergey Lavrov ha incontrato Imran Khan a margine della 74a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York. Per quanto riguarda l’interesse di Mosca nella regione, è importante sottolineare che la Russia ha intensificato gli sforzi per intervenire come attore chiave nella risoluzione della crisi afghana ed ha organizzato una conferenza internazionale per discutere del conflitto in corso, il 18 marzo, a Mosca. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale di Kabul, e una squadra di 12 negoziatori del Governo afghano hanno preso parte al vertice. All’incontro erano presenti anche rappresentanti dell’ufficio politico dei talebani.

L’Afghanistan subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua complessa storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica nel Paese, durato dal 1979 al 1989, i talebani avevano guadagnato il controllo di buona parte del territorio, intorno al 1998, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo quasi due decenni di conflitto, un’importante svolta diplomatica era arrivata con l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato il 29 febbraio 2020. Tuttavia, l’intesa non aveva messo fine alle violenze, che sono state in continuo aumento durante e dopo le negoziazioni. In tale contesto, la nuova amministrazione del presidente statunitense, Joe Biden, il 29 gennaio, ha affermato di voler riesaminare l’accordo con i talebani, alla luce del quadro instabile in Afghanistan.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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