La NATO risponde alla richiesta ucraina di adesione

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 20:02 in NATO Ucraina

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La NATO ha comunicato, mercoledì 7 aprile, che l’Ucraina non deve affrettare il processo di integrazione nell’Alleanza Atlantica perché, al momento, la questione prioritaria, dopo la risoluzione del conflitto nel Donbass, è il rafforzamento dello stato di diritto.

Nello specifico, l’ufficio stampa della NATO ha affermato, il 7 aprile, che Kiev deve concentrarsi sull’attuazione di riforme interne. Solo in questo modo sarà possibile consolidare le istituzioni democratiche e rafforzare lo stato di diritto del Paese. Questi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno all’Ucraina di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica. Quest’ultima ha spiegato che ciò non comporterà un calo del supporto offerto all’Ucraina. Al contrario, l’Alleanza ha assicurato che continuerà a sostenere il Paese e a rafforzarne l’Esercito, oltre che a promuovere riforme più ampie che permetteranno a Kiev di allinearsi con le aspettative del quadro euro-atlantico.

Durante la conferenza stampa del 7 aprile, la NATO ha altresì ricordato quanto stabilito in occasione del vertice di Bucarest del 2 aprile 2008. All’epoca, i Paesi membri decisero che avrebbero riconosciuto il “principio della porta aperta” sia per l’Ucraina sia per la Georgia. Tuttavia, ad oggi, pur sostenendo l’adesione di Kiev e Tbilisi, l’Alleanza ha sottolineato che non sono ancora stati predisposti piani d’azione per permettere ai due Paesi di entrare a far parte della comunità euro-atlantica. Questo perché, ad oggi, l’adesione di Kiev non è all’ordine del giorno nell’agenda NATO. Anche la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha chiarito, il 7 aprile, che gli Stati Uniti continuano a sostenere l’Ucraina, ma che la decisione sull’ingresso nella NATO deve essere accolta da tutti i Paesi membri dell’Alleanza.

In tale contesto, è importante ricordare che, il 4 aprile, il comandante dell’Esercito ucraino, Ruslan Khomchak, ha affermato che le forze armate del Paese rappresentano lo “scudo” dell’Europa e che l’ingresso di Kiev alla NATO rafforzerebbe non solo l’Ucraina, ma anche l’Alleanza stessa. Due giorni dopo, il 6 aprile, il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, ha tenuto colloqui telefonici con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Zelenskyy ha richiesto all’Alleanza di accelerare l’adesione del suo Paese al fine di inviare un “segnale reale” a Mosca. Il presidente ucraino ha ribadito che la nazione si sta impegnando a riformare l’esercito e il settore della Difesa, ma che “le riforme, da sole, non possono fermare la Russia”, e che “la NATO è l’unica soluzione per porre fine al conflitto”. Lo stesso 6 aprile, la vice prima ministra dell’Ucraina per l’Integrazione europea ed euro-atlantica, Olga Stefanishina, ha affermato che il Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale (NSDC) stava lavorando sulle misure chiave per l’integrazione di Kiev.

Durante la conferenza stampa del 7 aprile, l’Alleanza ha sottolineato che, nonostante le relazioni NATO-Russia si siano deteriorate, l’Organizzazione è determinata ad aprire nuovamente il dialogo con Mosca. In tale contesto, vale la pena menzionare che, il 24 marzo, Stoltenberg aveva ribadito l’intenzione di organizzare nuove riunioni nel quadro del Consiglio NATO-Russia, che non si svolge dall’estate del 2019. Nonostante il vertice sia stato convocato più volte dalla NATO, Mosca non ha mai risposto positivamente.

Il Consiglio NATO-Russia (NRC) è stato istituito, il 28 maggio 2002, in occasione di un vertice tenutosi a Roma ed ha sostituito il Consiglio Congiunto Permanente (PJC). Quest’ultimo era un forum per la consultazione e la cooperazione creato a seguito de “l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza NATO-Russia”, approvato nel 1997. Qualche anno dopo, nel 1999, la Russia si è ritirata dal PJC come segno di protesta contro i bombardamenti della NATO in Jugoslavia. Tuttavia, l’anno successivo, Mosca ha ripreso la cooperazione in sede al PJC. L’NRC è un meccanismo di consultazione e cooperazione volto a prendere decisioni e compiere azioni congiunte. I Paesi membri della NATO e la Russia operano come partner alla pari su un ampio spettro di questioni relative alla sicurezza. Il formato era stato istituito con lo scopo di migliorare le relazioni tra i due blocchi. Secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, il Consiglio si è riunito 10 volte dal 2016. Più tardi, a partire dall’estate 2019, non sono più state indette riunioni del NRC perché la Russia non ha risposto positivamente alla richiesta di convocazione del vertice.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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