La Grecia ripristina le relazioni diplomatiche con la Libia

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 16:59 in Grecia Libia

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Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha dichiarato che Atene ha ripreso le relazioni diplomatiche con la Libia ed è intenzionata a cooperare con il Paese nordafricano su una pluralità di fronti, dall’economia, all’energia, all’edilizia, alla sanità, al trasporto marittimo. La notizia giunge dopo la visita del premier a Tripoli, martedì 6 aprile, durante la quale Mitsotakis ha incontrato il capo del Consiglio presidenziale libico, Mohammad Menfi, il ministro degli Affari Esteri, Najla Al-Manqoush, e il primo ministro ad interim, Abdulhamid Dbeibah. Al termine del tour, la Grecia ha annunciato la riapertura dello spazio aereo tra i due Paesi, la ripresa, dopo 6 anni, delle attività dell’ambasciata greca in Libia, la normalizzazione delle relazioni bilaterali, il rafforzamento della cooperazione attraverso la formazione di “comitati misti”. “Ci sarà una collaborazione tra Libia e Grecia in campo economico e negli investimenti”, ha affermato Menfi, sottolineando che una pluralità di accordi saranno attivati, in tutti i campi di comune interesse, per il bene dei due popoli. 

Le relazioni tra Atene e Tripoli si erano inasprite dopo l’accordo sui confini marittimi firmato, il 27 novembre 2019, dal Governo di Accordo Nazionale libico (GNA) e la storica rivale greca nel Mediterraneo, ovvero la Turchia. L’intesa, riguardante la demarcazione dei confini marittimi turco-libici e la definizione delle rispettive zone economiche esclusive vicino alle acque dell’isola di Creta, rivendicate dalla Grecia, aveva spinto il governo ellenico ad espellere l’ambasciatore di Tripoli ad Atene. Già 6 anni fa, l’ambasciata greca in Libia era stata chiusa a causa della guerra civile. 

La visita di Mitsotakis e l’incontro con Dbeibah hanno dunque offerto l’opportunità di riavviare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Il nuovo governo di unità libico, insediatosi il 16 marzo, ha sostituito le due precedenti amministrazioni che avevano governato le regioni orientali e occidentali della Libia per oltre un decennio dopo il rovesciamento dell’ex dittatore Muammar Gheddafi. “È ora di lasciarsi alle spalle ciò che ha messo alla prova le nostre relazioni in passato”, ha detto il primo ministro greco in un discorso televisivo a fianco del premier ad interim del Paese nordafricano. Nel suo discorso, Mitsotakis ha poi rilanciato un appello dell’Unione Europea chiedendo il “ritiro immediato e completo” di tutti i combattenti stranieri dalla Libia. Riguardo all’accordo del 2019 tra il GNA e la Turchia, il premier ellenico ha affermato che quel trattato non ha valore legale e che dovrebbe essere annullato. A tal proposito, ha aggiunto: “È la geografia che determina il quadro delle nostre relazioni bilaterali, e non le linee artificiali che qualcuno traccia sulle mappe”.

In risposta all’accordo turco-libico, il 6 agosto 2020, Grecia ed Egitto avevano siglato un’intesa per la demarcazione dei loro confini marittimi, attribuendosi reciproci diritti di esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale. In base a tale trattato, i due Paesi hanno designato le proprie zone economiche esclusive con il fine di consentire ad entrambi di “massimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili nell’area, in particolare le promettenti riserve di gas e petrolio”. Per Atene, l’accordo rispetta tutti i principi del Diritto internazionale e del Diritto del mare, consente di preservare relazioni di buon vicinato e contribuisce alla sicurezza e alla stabilità della regione. Affermazioni fortemente contestate da Ankara, che considera l’accordo “illegale”. In relazione agli ultimi sviluppi tra Grecia e Turchia, l’agenzia di stampa ellenica Ekathimerini ha fatto sapere che, la prossima settimana, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, è atteso ad Ankara per colloqui. I due Paesi si sono recentemente riavvicinati dopo aver sfiorato uno scontro militare, la scorsa estate, per via di divergenze sulla divisione e lo sfruttamento delle acque del Mediterraneo. 

Durante la visita greca in Libia, alla luce delle recenti distensioni con la Turchia, Mitsotakis ha parlato apertamente della prospettiva di riavviare i negoziati tra Atene e Tripoli sulla delimitazione delle proprie zone marittime. I colloqui sono bloccati dal 2010-2011, prima del rovesciamento di Gheddafi. “La Grecia sta tentando di presentare la sua posizione sulle zone marittime nel Mediterraneo orientale e prevenire una situazione in cui il memorandum d’intesa turco-libico venga realizzato nell’area libica designata”, ha affermato, in un’intervista ad Arab News, George Tzogopoulos, ricercatore senior presso il Centre Internationale de Formation Europeenne e associato di ricerca al Begin-Sadat Center for Strategic Studies. Per Atene, la ricostruzione della Libia rappresenta una buona opportunità per gli investimenti delle società elleniche attive nel Paese prima dello scoppio del conflitto, ha osservato Tzogopoulos, aggiungendo: “Mentre la politica della Grecia è in linea con il quadro dell’UE e le visite di altri leader europei, il suo ritorno politico nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa è stato attentamente pianificato tempo fa”. Fonti diplomatiche greche hanno affermato che Mistotakis avrebbe ricordato al nuovo governo libico che la questione della delimitazione marittima potrebbe influenzare non solo le relazioni bilaterali, ma anche le relazioni tra Tripoli e l’UE.

Dbeibah, durante l’incontro, ha evitato di entrare nei dettagli sul destino dell’accordo con la Turchia, ma ha invece parlato della possibilità di istituire un comitato greco-libico per discutere della delimitazione dei confini marittimi. Atene, tuttavia, continua ad essere preoccupata che il Memorandum d’Intesa turco-libico possa essere ratificato dalla Camera dei Rappresentanti del Paese, una mossa che il GNA non era riuscito a portare a termine perchè non aveva il controllo del Parlamento. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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