Iran: nave di Teheran colpita da mine, Israele sotto accusa

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 8:45 in Iran Israele

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Un’imbarcazione militare battente bandiera iraniana, soprannominata Saviz, è stata attaccata da mine mentre si trovava nel Mar Rosso, al largo delle coste dello Yemen. Diverse fonti hanno puntato il dito contro Israele, il quale avrebbe confermato a Washington la propria responsabilità.

L’attacco ha avuto luogo il 6 aprile. Secondo quanto riportato da fonti di al-Arabiya, la nave colpita era gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), che la impiegava come centro di raccolta informazioni dei servizi di intelligence, da destinare alle milizie di ribelli sciiti Houthi in Yemen. A detta delle medesime fonti, l’attacco è stato perpetrato da un comando israeliano, per mezzo di una “carica esplosiva”. Video diffusi da emittenti iraniane hanno mostrato l’imbarcazione avvolta da una colonna di fumo, sebbene l’entità dei danni non sia ancora chiara. Sui canali Telegram gestiti dall’IRGC sono state rivolte accuse contro Israele. Quest’ultimo, però, non ha commentato quanto accaduto. Le prime dichiarazioni da parte di fonti ufficiali iraniane sono giunte nella mattina di mercoledì 7 aprile, quando il portavoce del Ministero degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, ha riferito che la nave Saviz è stata colpita “vicino alla costa de Gibuti, intorno alle 6 del mattino ora locale” e che è stata aperta un’indagine per determinare l’origine dell’incidente.

È stato il New York Times a riportare le dichiarazioni di un funzionario statunitense, in condizioni di anonimato, secondo cui Israele ha comunicato agli Stati Uniti che le proprie forze hanno colpito l’imbarcazione iraniana alle 7:30 del mattino, ora locale. A detta della fonte di Washington, l’operazione israeliana ha rappresentato una forma di vendetta per i precedenti attacchi contro navi di Israele da parte di Teheran. La Saviz, ha poi affermato il funzionario degli USA, è stata danneggiata al di sotto della linea di galleggiamento. Ad ogni modo, la sua esatta localizzazione non è stata ancora precisata. Il funzionario americano ha poi dichiarato che l’attacco è stato probabilmente ritardato per consentire alla Dwight D. Eisenhower, una portaerei americana ormeggiata nella regione, di distanziarsi dalla Saviz. Eisenhower era a circa 200 miglia di distanza dalla Saviz quando questa è stata colpita.

Stando a quanto riportato da fonti mediatiche iraniane e arabe, la Saviz era stata inviata nel Mar Rosso già dal 2019, e forniva altresì supporto alle forze iraniane in missioni di scorta. Il New York Times ha precisato che, sebbene Saviz sia stata recentemente classificata come nave da carico, rappresenta, in realtà, una delle prime imbarcazioni impiegate per uso militare ad essere presa di mira da Israele. A tal proposito, già nell’ottobre 2020, l’istituto navale statunitense aveva pubblicato una relazione in cui affermava che la Saviz era una nave militare segreta gestita dall’IRGC, che ospitava a bordo uomini in divisa, mentre sul ponte della nave era stato avvistato un tipo di barca utilizzato dalle Guardie Rivoluzionarie, con uno scafo simile a un Boston Whaler.

L’episodio del 6 aprile è giunto in concomitanza con la ripresa dei colloqui tra Teheran e i Paesi firmatari dell’accordo sul nucleare, volti a favorire il ritorno degli USA nell’intesa. Tuttavia, Israele, il quale considera l’Iran tra i suoi peggiori nemici, non è favorevole a un’ipotesi simile. A tal proposito, poco prima della diffusione della notizia dell’attacco contro Saviz, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito l’accordo del 2015 “pericoloso” e ha evidenziato la necessità di contrastare la minaccia iraniana nella regione mediorientale.

In realtà, attacchi come quello del 6 aprile si sono già verificati nel corso degli ultimi due anni, ma hanno interessato bersagli diversi, come navi commerciali con a bordo petrolio e armi provenienti dall’Iran. Parallelamente, anche Teheran è stata accusata di “attacchi clandestini”. Uno degli ultimi risale al 25 marzo, quando fonti di Israele hanno riferito che una portacontainer di proprietà israeliana, soprannominata Lori, è stata colpita da un missile iraniano mentre navigava nel Mar Arabico.

In tale quadro si collocano le dichiarazioni, del 4 marzo, del ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, il quale ha affermato che i piani adottati dalle forze israeliane sono in continuo aggiornamento, in vista di un possibile attacco contro i siti nucleari dell’Iran. In particolare, le forze di difesa israeliane si sono dette pronte ad agire autonomamente, laddove ve ne sia bisogno, senza attendere che sia la comunità internazionale ad ostacolare la “escalation nucleare” messa in atto da Teheran. I piani, ha affermato il ministro, non verranno finalizzati fino a quando non si deciderà di condurre un attacco, ma Israele è “pronto a combattere”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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