FMI: per l’America Latina, stimata crescita economica del 4,6% nel 2021

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 19:21 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha dichiarato, il 6 aprile, che l’economia dell’America Latina e dei Caraibi, la più colpita dalla pandemia di Covid-19, crescerà del 4,6% nel 2021, dopo la caduta del 7% registrata lo scorso anno. Il rapporto semestrale dell’organizzazione ha migliorato le ultime previsioni sull’andamento economico degli Stati latino-americani, in cui ci si aspettava un’espansione media del Prodotto interno lordo (PIL) del 4%, nel 2021. Il capo economista della Banca mondiale per l’America Latina e i Caraibi, Martín Rama, ha evidenziato però che la pandemia potrebbe rischiare di dare origine a un processo di “distruzione creativa”, che contribuirà ad accelerare la crescita economica ma aumenterà, al contempo, la disuguaglianza all’interno e tra i Paesi della regione.

Secondo il rapporto del Fondo Monetario Internazionale, Panama e Perù saranno gli Stati che godranno della maggiore crescita economica quest’anno, con un’espansione del Prodotto interno lordo del 9,9% e dell’8,1%, rispettivamente. Seguono poi il Cile con il 6,2%, l’Argentina con il 5,8% e la Colombia con il 5,1%, registrando percentuali al di sopra della media regionale. Brasile e Messico, le due maggiori economie dell’America Latina, registreranno un aumento del 3,7% e del 5%. Il Venezuela, al contrario, subirà una contrazione economica di circa il 10%. Per quanto riguarda le economie caraibiche, che dipendono principalmente dal turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia di coronavirus a livello globale, è previsto un calo di 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, con una stima del 2,4%.

Gli esperti di macroeconomia hanno spiegato che lo sviluppo previsto è dovuto, in particolare, alla crescita dei grandi Paesi esportatori della regione, come Argentina, Brasile e Perù, che sono stati positivamente influenzati dal rimbalzo del settore manifatturiero avvenuto nella seconda metà del 2020. Uno studio condotto nel mese di ottobre dello scorso anno dalla Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal) aveva evidenziato come il commercio estero in America Latina avesse avuto la sua peggior performance dalla Grande Recessione del 2008, registrando un crollo di circa il 13%. Questo è stato tuttavia inferiore di 10 punti percentuali rispetto al previsto, grazie all’aumento della domanda da parte dei principali partner della regione, in particolare la Cina.

Il FMI ha avvertito che le prospettive a lungo termine continuano a dipendere dalla traiettoria della pandemia e ha poi sottolineato come “la maggior parte dei Paesi dell’America Latina non ha ancora ottenuto dosi di vaccino sufficienti per coprire la propria popolazione”, con l’eccezione di alcuni Stati, tra cui Cile, Costa Rica e Messico.

La Banca Mondiale, l’organismo internazionale guidato da David Robert Malpass, ha suggerito che la ripresa dei prezzi delle materie prime e l’aumento delle rimesse inviate dagli immigrati sono tra gli elementi che più contribuiranno allo sviluppo dei Paesi della regione, poiché rappresentano un importante supporto economico in Centro America e nei Caraibi. La prossima settimana, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale si incontreranno virtualmente in occasione dell’assemblea primaverile di quest’ultima per discutere delle prospettive e delle sfide globali degli Stati nel mezzo di una ripresa economica che segue la profonda crisi innescata dalla pandemia.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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