Cina: diminuiscono le riserve di valuta estera

Pubblicato il 7 aprile 2021 alle 16:18 in Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’amministrazione statale della Cina per la valuta estera ha reso noto, il 7 aprile, che, alla fine del mese di marzo 2021, le riserve di valuta estera nel Paese ammontavano a 3,17 trilioni di dollari, registrando un calo rispetto al mese precedente dell’1,09%, equivalente a 35 miliardi di dollari.

Il vice direttore e portavoce dell’amministrazione statale della Cina per la valuta estera, Wang Chunying, ha affermato che nel mese di marzo 2021, le operazioni del mercato della valuta estera in Cina sono state stabili e che c’è stato equilibrio tra domanda e fornitura. Il calo registrato sarebbe stato dovuto all’effetto combinato di fattori quali il cambiamento nei prezzi dei beni e nei tassi di conversione della moneta.Per Wang, la crescita economica interna della Cina e altri fattori positivi avranno benefici per la stabilità di base delle riserve di valuta straniera.

Secondo quanto dichiarato da Wang, nel mercato finanziario internazionale, l’indice del dollaro è aumentato, i prezzi delle obbligazioni dei principali Paesi sono crollati e il mercato azionario globale è cresciuto. Tale scenario è stato il risultato dell’influenza sul mercato finanziario internazionale di fattori quali la diffusione della pandemia di coronavirus e lo sviluppo di vaccini, le politiche fiscali dei principali Paesi e le aspettative per le politiche monetarie.

Oltre al calo delle riserve in valuta estera della Cina, nel mese di marzo 2021, lo yuan ha avuto un calo dell’1,8 % rispetto al dollaro che è invece continuato a crescere, con una media del 2,52% rispetto ad altre valute. Alla fine del mese di marzo, poi, la Cina aveva un totale di 62,64 milioni di once troy di oro e tale valore è rimasto invariato rispetto a febbraio 2021. Al contempo, il valore delle riserve auree cinesi è sceso a 105,93 miliardi di dollari alla fine di marzo rispetto ai 109,18 miliardi del mese precedente.

Secondo quanto riferito da Reuters, citato da South China Morning Post, il calo delle riserve di valuta estera della Cina, che sono le più abbondanti al mondo, sono diminuite più del previsto. Il flusso di valuta estera in Cina attraverso azioni e obbligazioni è stato vigoroso in quanto la Cina è la prima tra le grandi economie in termini di velocità della ripresa dalle difficoltà determinate dal coronavirus.

Lo scorso 6 aprile, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha stimato che, nel 2021, l’economia cinese crescerà dell’8,4%. Il Paese ha posto come obiettivo di crescita per l’anno in corso un valore dal 6% in su. Nello specifico, tale risultato a cui attenersi è stato indicato nel piano quinquennale relativo al periodo 2021-25, sebbene, in riferimento all’intero quinquennio la Cina abbia deciso di non prefissare un obiettivo specifico, scegliendo di dare come indicazione quella di mantenere la crescita annua a livelli “ragionevoli”.

Nel 2020, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%. Secondo i dati pubblicati per la prima volta il 18 gennaio scorso, nel 2020,  l PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari. In base poi agli aggiornamenti del 28 febbraio, il PIL pro-capite cinese  è stato di 72.447 yuan nel 2020, crescendo del 2% rispetto all’anno precedente.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.