Taiwan: Pechino organizza esercitazioni militari intorno all’isola

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 12:15 in Cina Taiwan

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La Marina militare della Cina ha annunciato, il 5 aprile, di aver organizzato esercitazioni militari della portaerei Liaoning nelle acque circostanti l’isola di Taiwan che saranno poi ripetute nel corso dell’anno. Il giorno dopo, Taipei ha denunciato il secondo giorno consecutivo di incursioni aeree dell’Aeronautica dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) di Pechino nella propria zona di identificazione di difesa aerea, nella parte Sud-occidentale.

Secondo quanto annunciato il 5 aprile da un portavoce della Marina cinese, il colonnello Gao Xiucheng, al momento, sono in corso esercitazoni della formazione della portaerei Liaoning intorno a Taiwan, che sono state organizzate in base ad un programma di lavoro annuale. Quest’ultimo ha l’obiettivo di sperimentare l’efficienza delle esercitazioni militari e servirà a migliorare la capacità di proteggere la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo nazionali della Cina. Dopo il 5 aprile, la Marina ha previsto di organizzare esercitazioni simili nel corso dell’anno. I media taiwanesi, citati da Global Times, hanno affermato che il Ministero della Difesa di Taipei ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha sostenuto che l’Esercito dell’isola abbia sotto controllo ciò che avviene nelle acque e nello spazio aereo di Taiwan. Successivamente, i media locali hanno sottolineato il fatto che le esercitazioni intorno all’isola diventeranno ordinarie.

In seguito a tale annuncio, il 6 aprile, sono state denunciate ulteriori incursioni aeree cinesi da parte di Taipei. In particolare, nell’ultimo episodio, aerei dell’EPL sarebbero entrati nello spazio aereo taiwanese per tre volte dalle 10:36 alle 11:31, ora locale, volando ad altitudini comprese tra i 3.000 e i 7.800 metri. Secondo fonti taiwanesi, nell’ultimo mese, episodi simili si sarebbero verificati cinque volte, mentre, dall’inizio del 2021, gli aerei dell’EPL sarebbero entrati nello spazio aereo taiwanese in 80 giorni diversi. Il 5 aprile, ad esempio, dieci aerei dell’EPL erano entrati nella zona di identificazione di difesa aerea dell’isola, due trai quali avevano poi attraversato lo strategico Canale di Bashi, che collega il Pacifico al Mar Cinese Meridionale.

Prima delle ultime operazioni, il comando orientale dell’EPL aveva già ribadito di avere la determinazione e le capacità per neutralizzare qualsiasi attività separatista per l’indipendenza di Taiwan, proteggendo risolutamente la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale nazionali e per mantenere a pace nello Stretto di Taiwan.

L’EPL conduce frequenti operazioni militari nelle acque e nei cieli nei pressi di Taiwan in quanto l’isola è considerata una provincia cinese e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese, con sede a Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PDD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020.

Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Secondo il comandante della flotta del Pacifico degli USA, John Christopher Aquilino, per la Cina continentale riprendere Taiwan è una priorità e Pechino potrebbe quindi “invadere” l’isola prima del previsto, ovvero in anticipo rispetto alle stime che affermano come scadenza il 2045.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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