La Russia si fa sempre più strada nell’Artico

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 16:34 in Russia

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La Federazione Russa sta fortemente incrementando la propria presenza militare nell’Artico. Lo scopo sarebbe quello di assicurarsi nuove rotte commerciali dall’Asia all’Europa, che sono da poco accessibili per via dello scioglimento dei ghiacciai. Secondo un report pubblicato, il 5 aprile, dalla CNN, il Paese starebbe anche testando nuove armi militari nella zona dell’Artico.

La società di tecnologia spaziale Maxar ha scattato, lo stesso 5 aprile, immagini satellitari che hanno rivelato un netto accumulo di basi militari e installazioni russe lungo la costa artica. Dalle riprese è emerso che la Russia sta anche conducendo dei test del siluro Poseidon 2M39. Quest’ultimo, anche definito come una “super arma russa”, è un siluro senza equipaggio, dotato di un reattore nucleare. Secondo il report della CNN, Poseidon 2M39 è stato ideato con lo scopo di oltrepassare le difese navali perché transita lungo il fondale marino. Altri dettagli dell’arma sono stati rivelati dal quotidiano russo Izvestija, l’11 febbraio. Nell’articolo si legge che il siluro è progettato per trasportare una testata di diversi megatoni e può provocare “onde radioattive” in grado di distruggere vaste aree costiere.

Putin ha annunciato per la prima volta lo sviluppo di Poseidon durante l’Assemblea federale del primo marzo 2018. Durante la riunione, il presidente russo aveva rivelato che il siluro era stato ideato per essere equipaggiato con armi sia convenzionali sia nucleari. È importante ricordare che il presidente russo aveva chiesto, il 2 febbraio 2019, ragguagli sul completamento di una “fase chiave” dei test al ministro della Difesa, Sergei Shoigu.

La CNN, nel rapporto, ha spiegato che la super arma è fonte di grande preoccupazione sul versante occidentale, soprattutto per il suo rapido sviluppo. Citando il capo dell’intelligence norvegese, Nils Andreas Stensønes, nonché vice ammiraglio del Paese, la CNN ha riportato il suo punto di vista sull’arma russa. Stensønes ha confermato i recenti test di Mosca e ha affermato di considerare il Poseidon come “parte del nuovo tipo di armi deterrenti nucleari, con un’influenza ben oltre la regione in cui è attualmente testato”.

Le immagini satellitari hanno anche reso noto altre attività della Federazione Russa nell’Artico. Sono numerosi gli aeroporti, le basi navali, i porti e le piste di atterraggio dell’era sovietica in corso di ammodernamento e ristrutturazione. Tra le località artiche, Mosca sta concentrando la sua presenza nella zona orientale, sull’Isola di Kotelnt, mentre a Ovest è stata registrata attività nei pressi di Nagurskoye. Il Moscow Times ha anche citato il territorio di Provideniya e le Isole Wrangel, nel Nord-Est.

A detta del Ministero della Difesa russo, le aree e basi militari che Mosca sta ristrutturando sono collocate nei confini del territorio nazionale. Pertanto, l’attività è definita di “legittima difesa delle coste della Federazione Russa”, come riporta la TASS. Tuttavia, gli Stati Uniti ritengono che il Cremlino, con la sua strategia di penetrazione nell’Artico, potrebbe mirare a stabilire il controllo su aree più lontane e inaccessibili ma che, presto, saranno libere dai ghiacciai. Inoltre, il Ministero della Difesa USA ha rivelato, lo stesso 5 aprile, di temere che la Russia voglia imporre determinate regole di transito sull’importante rotta del Mare del Nord (NSR). Quest’ultima rappresenta un corridoio marittimo tra Cina ed Europa in grado di ridurre il percorso del 40% rispetto alla navigazione attraverso il canale di Suez. Complice lo scioglimento dei ghiacciai, negli ultimi anni, la NSR ha registrato un forte aumento del traffico marittimo.

di Redazione

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