La Libia accoglie Draghi nella sua prima visita all’estero

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 15:39 in Italia Libia

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Il primo ministro italiano, Mario Draghi, si è recato a Tripoli, martedì 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia.

Il premier è giunto nel Paese Nord-africano con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un momento definito unico per la Libia. Quest’ultima si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni presidenziali e legislative programmate per il 24 dicembre 2021. “Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia” sono state le parole di Draghi nel corso di una conferenza stampa congiunta, tenuta insieme al premier del governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Dbeibah, durante la quale è stato evidenziato che per proseguire sulla strada della collaborazione è necessario che il cessate il fuoco continui, così da garantire la sicurezza dei siti di lavoro. Ad ogni modo, Roma e Tripoli si sono dette disposte a riportare il volume dell’interscambio economico e culturale “ai livelli di cinque, sei, sette o otto anni fa anni fa”. In tale quadro, Draghi ha riferito che le commissioni miste in campo finanziario, per il recupero dei crediti sia storici sia recenti, sono state riavviate.

Tra gli ambiti di cooperazione in cui i due Paesi potrebbero lavorare insieme vi sono quello infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. A tal proposito, Draghi ha posto l’accento sull’Accordo di amicizia del 2008 e sulla costruzione dell’autostrada costiera. Al contempo, Roma ha affermato che aumenterà il numero di borse di studio per gli studenti libici, oltre alle attività dell’Istituto di Cultura italiano, mentre ha ribadito il proprio sostegno alla Libia nelle operazioni di soccorso degli immigrati, pur affermando che “il problema non è solo geopolitico, ma anche umanitario, e in questo senso l’Italia è uno dei pochi Paesi che tiene attivi i corridoi umanitari”.

Da parte sua, il premier ad interim Dbeibah ha mostrato apprezzamento per la visita di Draghi a Tripoli e ha sottolineato come l’Italia sia stata uno dei pochi Paesi ad aver preservato i rapporti con la Libia, mantenendo aperta la propria ambasciata. A detta del primo ministro libico, Roma e Tripoli si trovano ad affrontare sfide comuni, tra cui la lotta all’immigrazione illegale, ritenuta essere una problematica che “riguarda tutti”. A tal proposito, è stata evidenziata la necessità di cooperare nel contrasto al traffico di esseri umani e della criminalità organizzata, su cui bisognerà trovare soluzioni comuni. Dbeibah si è poi detto speranzoso per la prossima apertura dello spazio aereo italiano a voli libici, oltre che per l’attivazione dell’accordo doganale e per l’aumento di visti, soprattutto per studenti, pazienti e uomini d’affari. Non da ultimo, il primo ministro ha riferito di aver concordato, con il suo interlocutore italiano, di accelerare la convocazione del Comitato misto libico-italiano, al fine di discutere di diversi dossier, tra cui il sostegno di Roma alla sanità e alla sicurezza libica.

Risale al 30 marzo scorso la dichiarazione del ministro Di Maio, con cui aveva annunciato l’apertura di un consolato italiano a Bengasi e di un consolato onorario nel Sud della Libia. Parallelamente, nella medesima giornata, l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha confermato che le compagnie italiane inizieranno quanto prima i lavori per completare il progetto di costruzione presso l’aeroporto di Tripoli, che si prevede verrà completato entro il 2022. L’obiettivo sarà contribuire al ritorno delle compagnie aeree internazionali in Libia. Un altro progetto che vede la partecipazione di Roma è, poi, la costruzione della strada costiera internazionale.

Anche il ministro dell’Economia e del Commercio del Governo di Unità Nazionale, Muhammad Al-Hawaij, il 30 marzo, ha espresso la volontà della Libia di ritornare a collaborare con l’Italia per trarre beneficio dalle sue esperienze nello sviluppo dell’economia e del settore commerciale. Tra gli obiettivi vi è l’istituzione di zone franche e la realizzazione di un complesso fieristico internazionale, con una superficie pari a circa 45 ettari, il quale potrà divenire una piattaforma di comunicazione tra attori operanti nel settore commerciale, oltre ad essere di supporto al settore sanitario. Circa quest’ultimo ambito, in un incontro dell’ambasciatore con il ministro della Sanità libico, Ali al-Zanati, Roma e Tripoli si sono detta disposte ad avviare programmi di gemellaggio tra le maggiori strutture ospedaliere, volti altresì alla formazione del personale medico-sanitario.

Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, è stata teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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