La Bielorussia ordina il congelamento dei conti bancari della dissidente Tikhanovskay

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 20:11 in Bielorussia

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La leader dell’opposizione della Bielorussia, Svetlana Tikhanovskay, ha denunciato, lunedì 5 aprile, il blocco dei suoi conti bancari nel Paese.

Tikhanovskay, dopo essersi resa conto di non avere più accesso al proprio conto bancario, si è rivolta a Belarusbank, la banca del Paese incaricata di gestire le sue risorse monetarie. L’oppositrice ha chiesto spiegazioni per comprendere quali fossero le cause di quello che pensava fosse un errore del sistema bancario. Tuttavia, Belarusbank le ha comunicato che il conto è stato bloccato in conformità con l’articolo 289 del Codice penale della Bielorussia. Il quotidiano russo Lenta ha spiegato che, stando al contenuto del documento normativo, è previsto il congelamento dei fondi monetari qualora un individuo venga accusato di essere coinvolto in attività di terrorismo.

Queste le conseguenze di quanto annunciato, lunedì 28 marzo, dal governo del Paese. In tale data, il procuratore generale della Bielorussia, Andrey Shved, aveva incaricato il Comitato per la Sicurezza dello Stato (KGB) di inserire Tikhanovskaya e i suoi sostenitori nell’elenco internazionale dei ricercati perché sospettati di organizzare attacchi terroristici. Secondo il KGB, gli attivisti avrebbero cercato di pianificare esplosioni e incendi dolosi a Minsk. In correlazione con queste accuse, nella settimana del 22-28 marzo, un uomo di 35 anni, Vyacheslav Maleichuk, è stato arrestato a Pechi, una regione di Minsk mentre, a detta delle autorità, stava pianificando un attacco terroristico presso un’unità militare. Casi simili sarebbero stati registrati, secondo il quotidiano russo Lenta, a Minsk e a Pinks, ma su questi episodi non sarebbero state divulgate informazioni dettagliate perché le indagini sarebbero ancora in corso. Secondo quanto reso noto dal Ministero degli Affari Interni bielorusso, il trentacinquenne Maleichuk era in contatto con Bypol, che gli avrebbe commissionato il piano. Bypol è un’associazione di ex funzionari della sicurezza che hanno abbandonato il loro incarico per appoggiare l’opposizione bielorussa.

In precedenza, il 18 marzo, Tikhanovskaya aveva proposto un voto sui negoziati con le autorità mediati dall’ONU e dall’OSCE, al fine di “raggiungere i rappresentanti del regime che pensano ancora alla gente e vogliono uscire dalla crisi” e sperando che il voto avrebbe ripristinato il senso di unità, maggioranza e forza dei cittadini. Allo stesso tempo, Tikhanovskaya aveva annunciato l’inizio di nuove proteste nel Paese.

Alle ultime elezioni, il 10 agosto 2020, la Commissione Elettorale Centrale (CEC) della Bielorussia aveva dichiarato che, con l’80,23% dei voti, Lukashenko continuava ad essere presidente. Diversi leader internazionali, tra cui l’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, avevano condannato tale risultato. In molti avevano denunciato “l’illegalità delle elezioni e la falsificazione dei risultati” poiché, secondo gran parte dei Paesi occidentali, la maggioranza del Paese sosteneva l’oppositrice Tikhanovskaya. Nonostante ciò, i risultati ufficiali avevano assegnato a quest’ultima il 6,8% dei voti.

L’annuncio della vittoria di Lukashanko aveva dato il via a proteste in tutto il Paese, represse dalle forze dell’ordine antisommossa. Secondo quanto riportato dai media, la polizia aveva utilizzato granate stordenti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Azioni di attivismo ci sono state anche davanti alle ambasciate della Bielorussia in Russia, Ucraina e Polonia. Solo nei primi tre giorni dopo le elezioni, 6.000 manifestanti erano stati arrestati e 2 persone erano state uccise. Successivamente, gli oppositori sono stati costretti a cambiare strategia e, insieme alla Tikhanovskaya, hanno creato un Consiglio di coordinamento e un gabinetto alternativo. Quasi tutti i membri del Consiglio di coordinamento sono stati arrestati. Secondo i dati ufficiali del marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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