Italia: proteste contro le chiusure a Montecitorio

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 20:45 in Europa Italia

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Il 6 aprile, un gruppo di manifestanti si è ritrovato a Montecitorio per protestare contro le chiusure imposte dal Governo italiano. 

La protesta è stata lanciata da commerciati e ristoratori che chiedono di consentire le riaperture delle proprie aziende. “Siamo imprenditori, non delinquenti”, hanno urlato ai megafoni in piazza Montecitorio. Al grido “libertà”, decine di persone si sono avvicinate al cordone delle forze dell’ordine con le mani alzate, intonando cori e chiedendo di potersi avvicinare a Palazzo Chigi. Tra i manifestanti, erano presenti le bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone. Prima delle proteste, in piazza Montecitorio aveva preso la parola al microfono, tra gli altri, il deputato Vittorio Sgarbi. Inoltre, tra la folla, è stato avvistato un uomo vestito come il seguace del movimento Q-Anon, Jake Angeli, diventato noto per il suo abbigliamento durante l’irruzione al Campidoglio di Washington DC del 6 gennaio. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ANSA, tra i manifestanti che hanno lanciato il sit-in davanti alla Camera si sarebbero infiltrati diversi gruppi di estremisti con l’obiettivo di strumentalizzare il disagio sociale e far salire la tensione. Negli scontri, un poliziotto è rimasto ferito, secondo quanto si apprende dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che ha espresso solidarietà e vicinanza al funzionario della Polizia di Stato, sottolineando che “in questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese”. Tuttavia, la Lamorgese ha aggiunto che “è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza”.

Anche i militanti di CasaPound si sono uniti alla protesta in piazza Montecitorio a Roma. “Siamo qui per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi ad una gestione criminale dell’emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona”, ha dichiarato Luca Marsella, consigliere municipale di Casa Pound, intervenuto dal palco, che ha aggiunto: “Noi siamo al loro fianco e non solo a parole, ed anche se è politicamente scorretto sostenere chi non ha intenzione di sottostare alle folli imposizioni del governo”. “Non intendiamo vedere il nostro popolo morire un Dpcm alla volta”, ha concluso Marsella.  

Già a partire dal 26 ottobre del 2020, l’Italia era stata interessata da una serie di proteste, a seguito dell’imposizione di misure restrittive che imponevano la chiusura dei locali dopo le 18 e lo stop alle palestre e alle attività sportive. I tassisti a Torino hanno occupato piazza Castello, a Cremona i ristoratori hanno battuto le pentole davanti alla Prefettura, a Catania i manifestanti hanno tirato bombe carta davanti alla Prefettura, a Treviso in mille hanno sfilato in corteo, a Viareggio un gruppo di giovani ha bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi. Anche a Genova sono scesi in piazza i ristoratori, lavoratori dello spettacolo e i no-mask. Le tensioni nelle piazze sono state registrate in numerose città, tra cui Napoli, Milano, Torino e Trieste, con alcuni feriti e decine di persone in stato di fermo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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