Insurrezione in Mozambico: Palma dichiarata “sicura” dai militari

Pubblicato il 6 aprile 2021 alle 11:45 in Africa Mozambico

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La città di Palma, nel Nord del Mozambico, attaccata il 24 marzo da militanti legati allo Stato Islamico, è stata dichiarata “sicura” dopo che i militari hanno ucciso un numero significativo di combattenti e liberato un’ultima zona dalla presenza degli insorti.

La notizia è stata resa nota il 5 aprile dall’agenzia di stampa internazionale Reuters. Il comandante Chongo Vidigal, alla guida delle operazioni militari che sono state effettuate per riprendere il controllo di Palma, ha dichiarato alla televisione di Stato, TVM, che l’area era ora “sicura”, anche se non ha specificato se l’esercito avesse ripreso il controllo completo o meno. “L’area del campo d’aviazione era l’unica che dovevamo liberare e lo abbiamo fatto questa mattina. È completamente sicura”, ha annunciato Vidigal.

Armindo Ngunga, segretario di Stato della provincia di Cabo Delgado, ha riferito a Reuters che la città di Palma era “sotto il controllo del Governo”. “Si sono verificate significative perdite di vite umane. Ma ora le persone sono al sicuro”, ha aggiunto Ngunga. Reuters ha riferito che l’entità della morte e dello sfollamento delle persone non è ancora chiara, mentre molti altri civili rimangono ad oggi irreperibili. I sopravvissuti hanno raccontato di aver visto i corpi di persone che sono morte di fame o disidratazione mentre cercavano di fuggire.

Il 24 marzo, i combattenti islamisti hanno attaccato la città costiera di Palma, dopo che il il gigante petrolifero francese, Total, aveva annunciato l’intenzione di riprendere la costruzione di un progetto di gas offshore da 20 miliardi di dollari nell’area. Vidigal ha riferito che le strutture della Total nelle vicinanze di Palma sono state messe in sicurezza, dopo che fonti hanno dichiarato a Reuters che l’azienda petrolifera aveva ritirato tutto il suo personale quando i combattenti sembravano avvicinarsi.

In base a quanto è emerso da un primo bilancio del Governo, decine di persone sono morte nell’assalto, mentre fonti vicine alle forze di sicurezza hanno constatato che gli scontri sono continuati, fuori dalla città, fino al 2 aprile. L’agenzia di stampa Reuters ha informato che non è stata in grado di verificare i conti da Palma in modo indipendente, in quanto la maggior parte dei mezzi di comunicazione con la città sono stati tagliati dopo l’inizio dell’attacco. Tuttavia, secondo le Nazioni Unite, più di 11.000 civili sono fuggiti da Palma negli ultimi giorni.

I militanti responsabili dell’assalto sarebbero membri dell’organizzazione islamista nota localmente come Al-Sunna wa Jama’a, ma anche come al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, la quale è da distinguersi dall’omonimo gruppo che è attivo in Somalia. Il 29 marzo, Reuters ha riferito che lo Stato Islamico ha rivendicato l’assalto alla città di Palma. La dichiarazione è arrivata dopo che, il 10 marzo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha formalmente designato Al-Sunna wa Jama’a come un gruppo terroristico legato allo Stato Islamico, oltre ad aver imposto sanzioni al suo leader, nominato da funzionari americani come Abu Yasir Hassan. 

Le cause dell’insurrezione sono riconducibili all’estrema povertà della provincia di Cabo Delgado e soprattutto al fatto che la popolazione locale non ha accesso alle grandi quantità di risorse naturali che sono presenti nella zona. Di fatto, come menzionato in precedenza, l’assalto del 24 marzo è avvenuto pochi giorni dopo che Total aveva annunciato l’intenzione di riprendere la costruzione di un progetto di gas offshore, con l’intento di cominciare le attività nel 2024. Nello specifico, la compagnia francese partecipa per il 26,5% al progetto, mentre a coadiuvarla vi sono l’italiana Eni e la statunitense ExxonMobil.

Il fatto che una quantità molto limitata del reddito generato da queste industrie estrattive rimanga alla popolazione di Cabo Delgado, ha generato un senso di risentimento e indignazione, alimentando l’insurrezione. Il Governo mozambicano è pesantemente indebitato e dipende dalle entrate fiscali delle aziende internazionali che investono nel Paese, tra cui le sopracitate, e per questo motivo intende iniziare ad esportare gas già dal 2022. Tuttavia, la crescente presenza militare degli insorti pone una grave minaccia ai megaprogetti. 

La provincia di Cabo Delgado è  caratterizzata da carenza di opportunità economiche, malnutrizione e scarso accesso ad acqua pulita, elettricità e servizi igienici. Nel 2015, il tasso di povertà a Cabo Delgado era superiore al 50%. Quando il ciclone Kenneth ha colpito nell’aprile 2019, il Governo mozambicano è stato incapace di risollevare la regione, già colpita da enorme disagi, creando creando un terreno fertile per un’insurrezione violenta.

Prima che al-Shabaab iniziasse i suoi attacchi nell’ottobre 2017, Cabo Delgado era principalmente noto per le sue risorse naturali, tra cui rubini e gas. L’Armed Conflict Location and Event Data Project stima che oltre 1.300 civili siano stati uccisi durante il conflitto in corso a Cabo Delgado. L’ONU stima che più di 530.000 persone siano sfollate all’interno della provincia. Secondo l’UNICEF, circa 250.000 degli sfollati sono bambini.

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Julie Dickman

di Redazione

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