Giordania: dettagli sulla presunta congiura internazionale

Pubblicato il 5 aprile 2021 alle 12:24 in Giordania Medio Oriente

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In una registrazione resa pubblica su Twitter, il principe Hamzeh di Giordania afferma che non rispetterà gli ordini di non comunicare con il mondo esterno, dopo essere stato messo agli arresti domiciliari. Intanto, si diffondono dettagli riguardanti gli individui arrestati. 

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, il fratellastro del re Abdullah II ed ex erede al trono, ha inviato una registrazione vocale ad alcuni contatti e l’audio è stato reso pubblico su Twitter la sera del 4 aprile. Nel messaggio, il principe Hamzeh ha affermato che non avrebbe fatto altre mosse a seguito dello scandalo che lo ha visto coinvolto, ma non avrebbe neanche obbedito agli ordini che gli imponevano di non avere contatti con il mondo esterno. “Non arrivare ad un’escalation ora, ma ovviamente non obbedirò agli ordini di non uscire, non twittare, non comunicare con le persone, ma solo con la tua famiglia”, ha riferito nella registrazione. 

Il 4 aprile, il vice primo ministro della Giordania ha reso noto che il principe Hamzeh, 41 anni, era in contatto con potenze straniere in un “complotto malizioso” per destabilizzare il Paese. Già il 3 aprile, i militari hanno emesso un avvertimento al fratellastro del re per essere coinvolto in azioni che minacciavano la “sicurezza e stabilità” nel Regno. Il principe, in seguito, ha riferito di essere agli arresti domiciliari e altre figure di alto profilo in Giordania sono state arrestate. Hamzeh era stato privato del titolo di principe ereditario dal re Abdullah nel 2004 ed era emerso come un critico critico della monarchia, accusandola di corruzione, nepotismo e autoritarismo. 

Il principe Hamza è il figlio maggiore del defunto re Hussein e della sua quarta moglie, la regina Noor, ed è il fratellastro minore dell’attuale sovrano della Giordania. Dopo essere stato principe ereditario per quattro anni, nel 2004, il suo titolo reale è stato revocato, per essere poi trasferito al figlio dell’attuale monarca, Hussein. Hamzeh ha poi ricoperto avari ruoli monarchici e nelle forze armate. Quest’ultimo e il re della Giordania avrebbero avuto più scontri negli anni, soprattutto in privato.

Lo stesso 4 aprile, la regina Noor, la madre dell’ex principe ereditario, ha denunciato una “malvagia calunnia” nella sua prima risposta agli eventi che hanno interessato il figlio. “Sto pregando che la verità e la giustizia prevarranno per tutte le vittime innocenti di questa malvagia calunnia. Dio le benedica e le tenga al sicuro”, ha dichiarato su Twitter. Il vice primo ministro ha riferito, lo stesso giorno, che le autorità hanno arrestato tra le 14 e le 16 persone. Tra i detenuti figura Bassem Awadallah, un ex ministro delle Finanze e della Pianificazione e un confidente di lunga data del re. L’uomo è noto per essere stato anche un consigliere del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman. Awadallah è accusato di essere in contatto con la cosiddetta “opposizione straniera”, che mirava a incitare la gente contro lo Stato giordano. Le forze di sicurezza hanno anche arrestato l’ufficiale e membro della famiglia reale, Sharif Hassan Ben Zaid. Quest’ultimo era l’inviato del re in Arabia Saudita, dove secondo i media locali aveva fatto investimenti. 

Dopo essere stato informato dell’indagine in corso dai funzionari dell’esercito Hamzeh ha rilasciato una dichiarazione video all’emittente britannica BBC nella quale ha negato le accuse ricevute e ha dichiarato che le vicende del 3 aprile siano un tentativo di metterlo a tacere per aver criticato la corruzione in Giordania. Hamzeh ha poi confermato di non poter uscire, comunicare o incontrare persone in quanto agli incontri a cui ha partecipato in passato ci sono state critiche al sovrano mosse da altri. Hamzeh ha quindi dichiarato: “Non sono io il responsabile del declino nella governance, della corruzione e dell’incompetenza che sono state prevalenti nella struttura di governo degli ultimi 15-20 anni, peggiorando di anno in anno”. All’ex principe ereditario è stato chiesto di non spostarsi e di evitare di pubblicare sui social media.

L’arresto del principe Hamzeh arriva in un momento di difficoltà per il Regno Hashemita, che deve affrontare tensioni economiche e politiche. Il Paese, già instabile. è stato colpito duramente dall’arrivo di grandi ondate di rifugiati dalla Siria e poi dalla pandemia di nuovo coronavirus. Dal punto di vista politico, Abdullah II ha guidato il Paese dal 9 giugno 1999, in seguito alla morte del re Hussein.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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