Elezioni in Bulgaria: i risultati parziali vedono in testa il partito del premier

Pubblicato il 5 aprile 2021 alle 16:36 in Bulgaria Europa

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In Bulgaria, stando ai risultati parziali della Commissione elettorale centrale, il partito conservatore GERB, del primo ministro uscente Boyko Borissov, risulta essere al primo posto alle elezioni politiche di domenica 4 aprile. Tuttavia, considerate le stime degli esperti, potrebbe non essere in grado di raggiungere la maggioranza. 

Con il 25,6% dei voti ottenuti dopo lo scrutinio dei due terzi delle schede, Borissov, che domina la politica bulgara da oltre un decennio, avrà il partito più numeroso nel prossimo Parlamento. La difficoltà rimane però quella di costruire una coalizione, soprattutto dopo la perdita di consensi dovuta alle presunte accuse di corruzione. Il secondo posto in Parlamento se lo è assicurato per ora il nuovo partito anti-establishment There Is a Such People, del popolare conduttore televisivo e cantante Slavi Trifonov, attualmente con il 18,3% dei voti scrutinati, seguito dai socialisti dell’opposizione, con il 14,9% dei consensi, come mostrano i dati. I risultati finali ufficiali sono attesi per giovedì 8 aprile.

Il corrispondente di Al Jazeera, Bernard Smith, ha riferito che la Bulgaria potrebbe andare verso una “situazione senza precedenti”, con la necessità di un governo di coalizione. “Potrebbe finire per esserci una specie di periodo di limbo mentre i politici bulgari cercano di lavorare e vedere se riescono a stabilire una sorta di governo”, ha dichiarato Smith. Borissov può contare su pochi partner naturali del suo partito, considerata anche una legislatura frammentata, con la maggior parte dei gruppi che rifiuta la cooperazione diretta con il GERB. Non si possono dunque escludere settimane di intensi colloqui o addirittura un’altra elezione, il che comporterebbe per la Bulgaria una certa difficoltà a sfruttare il Recovery Fund dell’UE, dal valore di 750 miliardi di euro, destinato ad aiutare le economie di tutto il blocco nella ricostruzione post-pandemia.

Parlando prima della pubblicazione dei risultati ufficiali, Borissov ha rivendicato la vittoria del GERB alle elezioni e ha invitato i leader dell’opposizione a prendere in considerazione un governo ampio e di esperti, impegnato a ricevere e ad utilizzare al meglio i soldi dell’UE. Un tale esecutivo, ha suggerito il premier uscente, potrebbe avere una vita limitata, ad esempio fino a dicembre. “Vi offro la pace. Vi offro di proporre un elenco di esperti, di assumervi la responsabilità”, ha affermato in un video trasmesso in streaming sulla sua pagina Facebook. “Questa è la mia proposta per tutti, godetevi i risultati per due, tre giorni e poi considerate cosa è stabile e cosa no”, ha aggiunto. 

Ex vigile del fuoco e guardia del corpo, Borissov ha cercato di mettere in luce i suoi successi e quelli del suo esecutivo nella modernizzazione delle infrastrutture in Bulgaria e ha condotto una campagna di basso profilo dopo le enormi manifestazioni anti-governative dell’estate dello scorso anno, che hanno parzialmente eroso la sua popolarità. I suoi oppositori, d’altro canto, continuano ad enfatizzare la collusione del premier con gli ambienti corrotti del Paese e sostengono che Borissov riesca a vincere le elezioni grazie alle enormi risorse amministrative e finanziarie di cui dispone. Questa, in particolare, è l’opinione di Hristo Ivanov, leader del partito bulgaro democratico anticorruzione. 

A complicare le possibilità di formare una coalizione presieduta dal GERB è l’emergere del partito anti-establishment There is a Such People, guidato da Slavi Trifonov. Showman televisivo di 54 anni, i cui discorsi populisti e patriottici hanno attirato migliaia di cittadini bulgari, Trifonov ha escluso l’idea di governare insieme al GERB o ai socialisti. Tra gli altri partiti in corsa, poi, c’è il gruppo anti-corruzione Democratic Bulgaria e l’alleanza di centrosinistra Stand Up! Mafia Out!, entrambi coinvolti nelle massicce proteste che hanno tentato di rovesciare Borissov lo scorso anno. I due partiti, allo stato attuale, possono contare rispettivamente sul 10,3% e sul 5% dei voti. Il partito etnico turco MRF ha registrato finora il 9% dei consensi, mentre il nazionalista VMRO, attuale partner di coalizione del GERB, sarebbe al 3,6%, al di sotto della soglia del 4% necessaria per l’ingresso in Parlamento. Questi, tuttavia, sono i dati con il 67% dei voti scrutinati e le sorti dei vari partiti potrebbero cambiare una volta ottenuti i risultati finali.

Più di 6,7 milioni di cittadini bulgari hanno potuto votare nel voto di domenica 4 aprile. I dati sull’affluenza sono stati attentamente osservati per scongiurare i timori che la pandemia di coronavirus possa aver tenuto lontani alcuni elettori, soprattutto gli anziani che da tradizione sono più inclini a votare i socialisti dell’opposizione. La Bulgaria è lo Stato membro dell’UE più corrotto secondo le stime del Transparency International Index. Un recente rapporto statunitense sui diritti umani ha anche evidenziato gravi problemi nel Paese per quanto riguarda l’indipendenza giudiziaria e la libertà dei media. Il presidente bulgaro Rumen Radev, che ha sostenuto le proteste antigovernative dello scorso anno ed è stato un feroce critico di Borissov, ha dichiarato, dopo aver espresso la sua preferenza, domenica, di aver votato “contro la distruzione dello Stato di diritto”. “Queste elezioni sono un passo verso il ritorno alla normalità”, ha affermato il presidente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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