Russia: multa da quasi 1 milione di euro contro Twitter

Pubblicato il 4 aprile 2021 alle 7:03 in Russia

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La Russia, dopo aver minacciato Twitter di sanzioni, è passata ai fatti. Secondo quanto riferito dal quotidiano russo Kommersant, la magistratura di Mosca ha emesso, venerdì 2 aprile, una multa da 8,9 milioni di rubli (990.270 euro) contro il social network. L’accusa che pende contro la piattaforma americana è la mancata eliminazione di contenuti inopportuni che erano precedentemente stati segnalati dall’autorità federale russa per il controllo delle comunicazioni, Roskomandazor. Secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa del Tribunale di Mosca, il motivo della penale è da attribuire alla presenza, su Twitter, di materiali che inciterebbero minorenni a prendere parte ad azioni di protesta.

In totale, la Russia ha emesso 3 multe che, singolarmente, ammontano a 3,2 milioni, 3,3 milioni e 2,4 milioni di rubli. I “reati” del social che sono stati contestati dalla Magistratura russa fanno riferimento a tweet che sono stati postati il 22, il 23 e il 24 gennaio. È importante ricordare che la Federazione Russa, durante quelle giornate, è stata teatro di proteste a sostegno dell’oppositore Alexey Navalny. Oltre 3.000 persone sono state fermate, il 23 gennaio, durante proteste organizzate in circa 70 città russe per richiedere il rilascio del dissidente, arrestato il 17 gennaio 2020. Quest’ultimo aveva precedentemente chiesto ai suoi sostenitori di scendere in piazza per protestare contro il suo arresto. Da un lato, secondo stime fornite dall’agenzia di stampa Reuters, solamente a Mosca, sarebbero state 40.000 le persone che avrebbero partecipato alle manifestazioni. Dall’altro, le autorità russe hanno dichiarato la presenza di 4.000 manifestanti. Le poteste hanno riguardato il territorio russo su larga scala e sono avvenute ad una settimana di distanza dal rientro di Navalny dalla Germania, dove era stato curato per un avvelenamento, imputato dall’uomo alle autorità russe.

Anche altri social network sono stati multati dalle autorità della Federazione Russa per aver divulgato materiale che avrebbe incitato i cittadini a partecipare ad azioni di protesta. Il social russo Vkontakte è stato colpito, il 9 marzo, da un’ammenda di 1,5 milioni mentre la multa emessa, il 5 marzo, contro la piattaforma Odnoklassniki ammontava a 4 milioni di rubli in totale.

A partire da mercoledì 10 marzo, il governo della Federazione Russa ha dichiarato che la velocità di Twitter nel Paese sarebbe rallentata in seguito alle ripetute violazioni della legge nazionale. L’ufficio stampa dell’autorità federale Roskomandazor, ha riferito, nella conferenza stampa del 10 marzo, che il social potrebbe essere addirittura bloccato se non provvederà alla cancellazione di contenuti reputati illegali. 

Roskomandazor avrebbe inviato, dal 2017, un totale di 28.000 segnalazioni al social per l’eliminazione di contenuti che incitano alla violenza, ma 3168 di essi sarebbero stati ignorati ed avrebbero continuato a circolare in rete. In conformità con la legge 149 del Codice della Federazione Russa sulle tecnologie d’informazione e i suoi contenuti, le autorità del Paese hanno deciso di adottare le misure previste, incluso il rallentamento della velocità di Twitter sul 100% dei dispositivi mobili e sul 50% di quelli fissi.

Dal primo febbraio, in Russia è entrato in vigore l’emendamento che obbliga i social network a bloccare tutti i contenuti che non osservano quanto stabilito dal documento normativo. La Duma ha reso noto che per il mancato rispetto dei requisiti di legge, oltre che il blocco del social network, è prevista un’ammenda che può andare da 9.112 euro a 45.560.500 euro. Inoltre, nel caso di violazione perpetrata, il costo della multa raddoppierà.

Stando al quotidiano New York Times, l’azione contro Twitter servirebbe da monito per le altri social americani. Lo ha confermato il membro della Duma che ha partecipato alla stesura della legge 149, Aleksandr Khinshtein. La scelta di mettere i freni a Twitter “forzerà gli altri social a comprendere che la Russia non resterà ferma a guardare mentre le compagnie informatiche violano la legislatura del Paese”, ha dichiarato Khinshtein. In Russia, piattaforme social come Facebook, Vkontakte e Twitter hanno svolto un ruolo cruciale nell’organizzazione di manifestazioni e di proteste contro l’arresto dell’oppositore Navalny. La Duma, dal canto suo, ha accusato le società della Silicon Valley di agire contro Mosca bloccando alcuni account pro-Putin e dando maggiore visibilità alle pagine antigovernative. In aggiunta, stando al New York Times, tra i tweet segnalati dal Cremlino e ignorati da Twitter, rientrerebbero dei contenuti che “attiravano ragazzini nelle proteste non autorizzate per supportare Navalny”. Il bacino di utenza di Twitter nella Federazione Russa è ridotto, tuttavia il social è molto popolare tra i giornalisti, i politici e gli attivisti antigovernativi. Il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, ha commentato le nuove misure rassicurando che il governo non ha alcun desidero di bloccare nulla, ma che è necessario che le leggi vengano rispettate.

di Redazione

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