Iraq: nuovo attacco contro la base di Al-Balad

Pubblicato il 4 aprile 2021 alle 19:35 in Iraq Medio Oriente

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Due missili sono atterrati nei pressi della base aerea irachena di Al-Balad, situata a circa 80 km a Nord della capitale Baghdad, nella provincia di Salah al-Din, che ospita appaltatori di Washington, ferendo due soldati statunitensi e un civile iracheno, il 4 aprile. Al momento, l’attacco non è stato ancora rivendicato.

In particolare, in base a quanto dichiarato dall’Esercito iracheno, i due missili sono atterrati fuori dalla recinzione della base aerea, colpendo il villaggio di al-Bu Asi. Gli eventi del 4 aprile non hanno causato vittime.

La base di Al-Balad era stata già stata colpita da attacchi simili, l’ultimo dei quali risale al 15 marzo scorso, quando è stata colpita da cinque razzi, di tipo Katyusha, atterrati in parte all’interno della base. In tale vicenda, non erano state registrate vittime. Prima ancora, il 20 febbraio scorso, la stessa base era stata colpita da altri quattro missili. Come specificato allora dal portavoce per la stampa della provincia, Jamal Akab, il luogo colpito ospita la sede locale di Sallyport, un’azienda di difesa statunitense che si occupa di aerei da combattimento e che, al momento dell’attacco del 20 febbraio, faceva affidamento su 46 impiegati in loco, incaricati di fornire servizi di sostegno al programma di jet F-16 dell’Iraq.

In base a quanto stimato da The New Arab, quello del 4 aprile è stato il 14esimo attacco contro la presenza statunitense in Iraq, tra cui soldati o l’ambasciata di Washington a Baghdad, dall’insediamento dell’amministrazione del presidente Joe Biden, il 20 gennaio scorso. In totale, negli attacchi, sono stati uccisi due cittadini statunitensi e un iracheno.

In Iraq, sono frequenti episodi di tale tipo dei quali sono spesso ritenuti responsabili dagli USA gruppi di militanti affiliati all’Iran, quali le cosiddette Brigate di Hezbollah.

L’attacco del 4 aprile è arrivato a tre giorni di distanza da un incontro strategico tra gli USA e l’Iraq, previsto per il prossimo 7 aprile, secondo quanto riferito da fonti di sicurezza ad Agence France Presse, citate da The New Arab e dal The Times of Israel.

Le tensioni relative alla presenza statunitense in Iraq sono nate il 3 gennaio 2020, quando gli USA avevano sferrato un raid aereo ordinato dall’ex presidente statunitense, Donald Trump, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad nel quale erano stati uccisi il generale iraniano della Quds Force, Qassem Soleimani, e il vicecomandante delle Forze di Mobilitazione Popolare, Abu Mahdi al-Muhandis. L’8 gennaio successivo, l’Iran aveva risposto con attacchi ai presidi statunitensi in Iraq che si sono poi ripetuti nel corso dei mesi successivi.

In seguito a tali vicende, il 5 gennaio 2020, il Parlamento di Baghdad aveva proposto al governo di espellere tutte le forze straniere, e nello specifico quelle statunitensi, dal Paese. Successivamente, il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, ha avviato un “dialogo strategico” con Washington, volto a chiarire il ruolo di quest’ultima nel Paese mediorientale, mentre, al contempo, si è impegnato a salvaguardare la sicurezza degli obiettivi USA. Nel frattempo, Washington ha avviato una graduale riduzione dei propri soldati in Iraq, al momento pari a quota 2.500. 

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Camilla Canestri

di Redazione

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