Incontro Cina-Corea del Sud: priorità alla pace nella penisola coreana

Pubblicato il 3 aprile 2021 alle 16:25 in Cina Corea del Sud

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo Sud-coreano, Chung Eui-yong, il 3 aprile, nella città cinese di Xiamen, nella provincia meridionale di Fujian, durante la prima visita di un ministro degli Esteri Sud-coreano in Cina dal 2017.

Wang ha affermato che le relazioni tra la Cina e la Corea del Sud si trovano di fronte ad un’importante occasione di sviluppo e avvicinamento. Pechino ha ribadito la propria volontà di lavorare insieme a Seoul per il processo di risoluzione politica della questione legata alla penisola coreana. Per la Cina, le parti dovranno anche lavorare insieme per preservare il sistema internazionale avente al centro l’Onu e l’ordine globale basato sulla legge internazionale, per difendere il multilateralismo, per espandere la convergenza dei rispettivi interessi e per promuovere lo sviluppo delle relazioni tra Cina e Corea del Sud.

Chung ha dichiarato di aspettarsi che la Cina avrà un ruolo nel processo di pace tra la Corea del Sud e la Corea del Nord, alla luce dell’obiettivo comune di Pechino e Seoul di raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana e politiche per la pace permanenti. Chung ha poi invitato il presidente cinese, Xi Jinping, a visitare la Corea del Sud non appena la situazione legata alla pandemia di coronavirus sarà stabilizzata. In base a quanto riferito da Xinhua, il ministro degli Esteri di Seoul ha affermato che la Corea del Sud presta grande importanza alle proprie relazioni con la Cina e che spera quindi di organizzare scambi di alto livello e potenziare la cooperazione in vari settori.

Prima dell’incontro del 3 aprile, Wang e Chung avevano intrattenuto per la prima volta dalla nomina a ministro degli Esteri del secondo, il 20 gennaio scorso, una conversazione telefonica lo scorso 16 febbraio. In tale occasione, Wang aveva ribadito che tutte le parti coinvolte nella penisola coreana devono proteggere la pace e la stabilità e profondere sforzi per raggiungere i due grandi obiettivi di denuclearizzazione e di istituzione di un meccanismo di pace permanente. Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo.

Il giorno prima dell’incontro tra Chung e Wang, gli USA, la Corea del Sud e il Giappone hanno organizzato un incontro tra il consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Joe Biden, Jake Sullivan, e le sue controparti del Giappone e della Corea del Sud, Shigeru Kitamura e Suh Hoon. Al centro del dialogo vi sono stati la Cina e la Corea del Nord. Da un lato, secondo più osservatori, Washington starebbe cercando di controbilanciare l’influenza cinese in Asia promuovendo le proprie relazioni con Tokyo e Seoul. Dall’altro, la Corea del Nord ha ripreso ad eseguire lanci di missili balistici il 25 marzo scorso, dopo aver rifiutato qualsiasi forma di dialogo con Washington, mettendo in allerta sia il Giappone, sia la Corea del Sud e decidendo, invece, di dialogare con Pechino. Per questo, la questione più urgente dibattuta dai tre consiglieri è stata la risoluzione della questione nucleare legata alla Corea del Nord, sottolineando la necessità che ciò avvenga per vie diplomatiche.

Per quanto riguarda, invece, i legami di Seoul con Pechino questi stanno attraversando una fase di ripresa dopo un periodo di tensioni che aveva caratterizzato il 2017. In quell’anno, la Corea del Sud aveva istallato il sistema anti-missilistico statunitense High Attitude Area Defence (THAAD) e Pechino aveva sostenuto che tale strumentazione avrebbe potuto essere utilizzata per spiare la Cina. Per tali ragioni, il governo cinese aveva deciso di adottare contromisure economiche che è stato stimato abbiano avuto ripercussioni per 7,5 miliardi di dollari.

La Cina è il principale partner commerciale della Corea del Sud essendo sia il primo mercato di destinazione dell’export Sud-coreano, sia il primo Paese di provenienza delle importazioni di Seoul. Al contempo, per la Cina, la Corea del Sud è il terzo partner commerciale a livello globale. Nel 2019, le parti hanno realizzato un intercambio commerciale dal volume di 284,53 miliardi di dollari registrando, però, un calo del 9,2% rispetto al 2018. Dal 2012, poi, sono in corso negoziati per un accordo di libero scambio. Entrambi i Paesi sono infine l’uno per l’altro la seconda fonte di investimenti esteri.

Al momento, secondo vari osservatori, gli USA starebbero portando avanti una campagna di contenimento della Cina promuovendo le proprie relazioni con la Corea del Sud e i Paesi del gruppo Quad, ovvero Giappone, Australia e India. Tuttavia, Seoul avrebbe mostrato reticenza ad opporsi a Pechino. Secondo un esperto di affari coreani della Liaoning Academy of Social Sciences, Lu Chao, sia Pechino sia Seoul sarebbero accomunate dalla preoccupazione per la storia di propensione al “militarismo” del Giappone e, oltre a questo, la Cina sarebbe particolarmente importante per risolvere la questione della penisola coreana.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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