Asse Mosca-Minsk: due “popoli fraterni” sempre più vicini

Pubblicato il 3 aprile 2021 alle 6:34 in Bielorussia Russia

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Minsk e Mosca hanno celebrato, il 2 aprile, il Giorno dell’Unità dei Popoli di Russia e Bielorussia. I presidenti dei due Paesi, rispettivamente Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, nel corso di un colloquio telefonico organizzato per l’occasione, hanno ribadito le strette relazioni bilaterali.

Come si legge nel comunicato ministeriale russo, Putin ha ricordato che la firma del Trattato congiunto tra i due Paesi, avvenuta il 2 aprile del 1996, ha portato alla nascita della “Comunità di Russia e Bielorussia”, la quale ha sancito l’inizio dei rapporti bilaterali. È importante ricordare che, all’epoca, la Russia era capeggiata da Boris Yeltsin mentre a capo della Bielorussia c’era il ventiseienne Alexander Lukashenko, eletto il 10 luglio 1994. Il capo del Cremlino ha aggiunto che, dal 1996, sono stati i concreti sforzi congiunti che hanno incrementato la cooperazione bilaterale in ambito politico, commerciale, economico, umanitario. Il leader russo ha osservato che i due Paesi “stanno coordinando gli sforzi, fornendo un contributo significativo per garantire la stabilità nello spazio eurasiatico”. Putin, infine, ha espresso fiducia che Mosca e Minsk continueranno a lavorare in modo produttivo per sviluppare le relazioni in tutti i settori.

Analogamente, Lukashenko ha concordato con Putin sull’importanza del Trattato del 1996 e sul ruolo centrale che svolge l’“Unione russo-bielorussa”, proposta nel 1996, le cui basi sono contenute nel suddetto Trattato e designano la formazione di un nuovo stato federale dotato di moneta, esercito, costituzione, legislazione e presidente in comune. In tal contesto, Lukashenko ha sottolineato l’importanza di un’ulteriore integrazione dei Paesi nel quadro dello Stato dell’Unione, che soddisfi i “principi dell’uguaglianza sovrana e gli interessi dei cittadini della Bielorussia e della Russia”.

Il 30 marzo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito che quando si fa riferimento all’ Unione russo-bielorussa, non si parla concretamente di unificazione territoriale, bensì di una “profonda integrazione” dei due Paesi. Peskov ha sottolineato che Mosca e Minsk stanno cooperando per concordare tabelle di marcia per intensificare la suddetta integrazione. Peskov si è anche espresso in relazione alla crisi interna che sta colpendo la Bielorussia. Ribadendo che gli Affari Interni non sono di competenza di Mosca, il portavoce del Cremlino si è detto rammaricato per quanto sta accadendo al “popolo fraterno”. Non è la prima volta che la Russia ha utilizzato tale combinazione di parole, come dimostrano le dichiarazioni di Peskov del 15 marzo. L’ultimo incontro di alto livello tra Lukashenko e Putin si è tenuto il 22 febbraio, a Sochi, in Russia.

I due capi di Stato, durante i colloqui, hanno esaminato lo stato di avanzamento del partenariato bilaterale. Il presidente della Federazione Russa ha affermato di essere lieto di poter incontrare Lukashenko. In più, dato il contesto pandemico, la sua visita di persona ha rappresentato una rarità ed è per questo che ha valore aggiunto. Putin, durante il vertice, ha più volte rimarcato l’importanza della cooperazione economica con la Bielorussia. Lukashenko ha ringraziato il collega russo per l’aiuto offerto all’economia del Paese, ponendo l’accento sul volume notevole degli scambi commerciali tra i due popoli. Il leader bielorusso, inoltre, ha aggiunto che almeno la metà del PIL del Paese, che ammonta a 70 miliardi di dollari, è legato alla Russia. Putin, in risposta, ha osservato che la cooperazione Mosca-Minsk nella sfera industriale riveste un ruolo ben più importante rispetto agli aiuti finanziari della Russia. Si ricorda che nel 2011 fu raggiunto un accordo finanziario tra i due Paesi che prevedeva l’assegnazione di un prestito di 10 miliardi di dollari, da parte di Mosca, per la costruzione della centrale nucleare di Astraviec. Il Ministero delle Finanze russo, a settembre 2020, ha dichiarato che la Bielorussia ha utilizzato però solo 4,5 miliardi della somma totale.

A partire dal 1996, sono stati numerosi gli accordi sottoscritti dall’asse Mosca-Minsk. A tal riguardo, è importante ricordare il già citato Trattato sull’istituzione dell’Unione russo-bielorussa e l’annesso Programma d’azione dei due Paesi per attuare il contenuto del documento. Negli oltre due decenni trascorsi dalla firma del Trattato sull’Unione, Russia e Bielorussia sono riuscite a stabilire meccanismi di integrazione reciprocamente vantaggiosi, rafforzando in modo significativo la cooperazione bilaterale nel settore economico, scientifico e umanitario. Sono in corso progetti comuni per il coordinamento della politica estera e di difesa. Nel campo umanitario, l’obiettivo dell’asse è quello di formare uno spazio unico di migrazione, come sancito il 13 dicembre 2018 dalla firma dell’accordo intergovernativo sul riconoscimento reciproco dei visti e su questioni relative all’ingresso di cittadini stranieri nel territorio dello “Stato dell’Unione”.

Mosca, con una quota del 50% nel commercio mondiale bielorusso, è il principale partner economico di Minsk. La Bielorussia si colloca al quarto posto tra i partner commerciali della Russia. In termini di investimenti russi nell’economia bielorussa, il Cremlino occupa il primo posto.

Una componente importante delle relazioni russo-bielorusse sono i legami interregionali, che disvelano il potenziale della cooperazione commerciale, economica e umanitaria. I contatti sono regolarmente mantenuti nel campo dell’istruzione, della scienza e della cultura. Infine, l’esperienza di successo dell’interazione nel quadro dello “Stato dell’Unione” ha contribuito ad incrementare i processi di integrazione nello spazio della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI),  portando alla formazione dell’Unione doganale, dello spazio economico comune di Russia, Bielorussia e Kazakistan e poi l’Unione economica eurasiatica.

La Comunità degli Stati Indipendenti è stata istituita, l’8 dicembre 1991, con la firma dell’Accordo di Belavezha. È un’organizzazione internazionale comporta da 9 delle 15 Repubbliche Sovietiche quali, l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Moldavia, la Russia, il Tagikistan e l’Uzbekistan.

di Redazione

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